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Liberi e Uguali su proroga Nuove Acque: "Si chieda parere all'Anac e consigli comunali"

Di seguito la nota stampa di Liberi e Uguali Arezzo: Daniele Farsetti, Guido Pasquetti, Andrea Vignini. Lo scorso 11 gennaio, presso la sede A.I.T. di Arezzo si è svolta la riunione della Conferenza Territoriale 4 Alto Valdarno dove i Sindaci del...

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Di seguito la nota stampa di Liberi e Uguali Arezzo: Daniele Farsetti, Guido Pasquetti, Andrea Vignini.

Lo scorso 11 gennaio, presso la sede A.I.T. di Arezzo si è svolta la riunione della Conferenza Territoriale 4 Alto Valdarno dove i Sindaci del nostro territorio hanno approvato la proroga della concessione a Nuove Acque Spa dal 2024 al 2027. Nessuno dei Sindaci in questione ha preventivamente portato la questione in consiglio comunale.

Il fatto che i Sindaci abbiano adottato tale decisione senza averne prima discusso nei rispettivi Consigli Comunali è in aperto contrasto con l'art.42 let. e) del Testo Unico degli Enti Locali (D.lgs. n. 267/2000) che recita: "Il consiglio comunale ha competenza limitatamente ai seguenti atti fondamentali: e) organizzazione dei pubblici servizi, costituzione di istituzioni e aziende speciali, concessione dei pubblici servizi, partecipazione dell'ente locale a società di capitali, affidamento di attività o servizi mediante convenzione".

Se nel 1999 tutti i Sindaci dei Comuni facenti parte del Consorzio 4 Alto Valdarno sottoscrissero la concessione per l'affidamento del servizio idrico a Nuove Acque S.p.A. sino al 2024, perché espressamente autorizzati ciascuno dai propri Consigli Comunali, non si comprende perché oggi la modifica della durata della concessione, questione che senza dubbio attiene all'organizzazione dei pubblici servizi, non debba seguire il medesimo iter. La discussione in Consiglio Comunale della questione ci appare doverosa sia perché richiesta dal dettato normativo, sia per una elementare questione di democrazia e trasparenza: l'acqua è un bene comune ed è comunque necessario che i rappresentanti eletti dai cittadini si esprimano sugli atti che dispongono dei beni pubblici.

Inoltre il nuovo comma 11 dell'art. 106 del Codice degli Appalti Pubblici prevede che: "La durata del contratto può essere modificata esclusivamente per i contratti in corso di esecuzione se è prevista nel bando e nei documenti di gara una opzione di proroga. La proroga è limitata al tempo strettamente necessario alla conclusione delle procedure necessarie per l'individuazione di un nuovo contraente", mediante gara pubblica.

Nel nostro caso, scadendo la concessione tra 6 anni, i Comuni hanno tutto il tempo di organizzare la nuova gara e ad oggi non vi è alcuna necessità di concedere proroghe per motivi diversi da quelli previsti dalla normativa.

LeU chiede ai Sindaci della Conferenza Territoriale 4 Alto Valdarno che in occasione dell'assemblea dell'AIT (Autorità Idrica Toscana) che si terrà il prossimo lunedì, sia proposta una sospensione in autotutela della loro deliberazione riguardante la proroga della concessione a Nuove Acque sia per chiedere uno specifico parere all'ANAC sull'interpretazione dell'art.106 comma 11 del Codice degli Appalti, sul quale si è peraltro già espressa in via generale con una comunicazione dell'11 maggio 2016, sia per investire della questione i rispettivi consigli comunali.

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