Domenica, 20 Giugno 2021
Politica

"La festa della Liberazione e il revisionismo delle istituzioni aretine"

Una rappresentanza del Partito Comunista di Arezzo ha partecipato alle celebrazioni del 25 aprile: "Dalle autorità parole sbagliate e il tentativo di sminuire le lotte partigiane. Chi non si riconosce nell'antifascismo, meglio che stia a casa"

Stamani una rappresentanza del Partito Comunista di Arezzo era presente al 74° anniversario della liberazione. Questo il comunicato stampa inviato alle redazioni.

"Si è trattato di un anniversario che le autorità hanno omaggiato con discorsi che male ricordano le lotte partigiane e del popolo italiano schierato contro la dominazione tedesca, dominazione di quello che fu un alleato del regime fascista, e più che altro il tentativo di omettere le colpe di parte dei nostri connazionali schierati con un regime spietato e dittatoriale come, appunto, il fascismo.

Si sono sentite parole quali "libertà" e non liberazione, "festa della Repubblica" e non della liberazione: dietro queste parole leggiamo il tentativo di sminuire le lotte partigiane, di demandare la liberazione alle forze "alleate" dimenticando che il nazismo in Italia è stato si sconfitto anche dagli alleati, ma questo è stato possibile grazie alla disfatta sul fronte orientale dove l'esercito sovietico ha annientato i nazisti e cancellato l'ARMIR, i nostri militari mandati a morire "eroicamente" dal regime fascista, quel regime dove l'eroico duce ha pensato bene di fuggire di fronte al nemico, vestito da soldatino tedesco.

Oltre ai discorsi è emblematica la musica scelta, di fronte al Monumento alla Resistenza al Poggio del Sole si sono sentite le note de "La canzone del Piave" della quale non ci è dato conoscere il nesso con la liberazione e le lotte partigiane se non appunto il tentativo di sminuire il ruolo svolto dal fascismo riscrivendo o nascondendo la storia usando un canto riferibile alla prima guerra mondiale.

Il 25 aprile è l'anniversario della liberazione dal fascismo e dal nazismo, liberazione dalla sanguinaria dittatura che ha portato alla libertà con cruente lotte dove i giusti hanno trionfato sugli aguzzini. Oggi è un giorno di festa per l'Italia e per tutti quelli che si riconoscono nell'antifascismo, gli altri meglio se stanno a casa".

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