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Lettera aperta: "Istituire una fondazione dei servizi educativi 0-6 anni è una scelta pericolosa"

Una ventina di educatrici e educatori che hanno lavorato una vita all'interno dei nidi e delle scuole dell'infanzia del Comune di Arezzo hanno deciso di scrivere una lettera aperta ai cittadini

"Occuparsi dei bambini è l’avventura più straordinaria del mondo, è stato davvero così per il personale dei nidi e delle scuole del Comune di Arezzo nel corso di 50 anni di storia. Una esperienza di eccellenza sia dal lato della pratica educativa, così raffinata nei dettagli e preziosa nei valori, sia dal lato gestionale/organizzativo, per i tratti distintivi della flessibilità e dell’innovazione. Un progetto pedagogico-educativo “luminoso” e affascinante."

Comincia così la lettera che quasi 20 tra educatrici ed educatori adesso in pensione, che hanno lavorato una vita nei servizi all'infanzia del Comune di Arezzo, hanno deciso di scrivere alla cittadinanza.

Il tema è delicato e copre una buona parte del dibattito politico attuale: la prospettiva della nascita di fondazioni per il settore sociale e per la scuola da parte dell'amministrazione. Un progetto che evidentemente ha scosso le coscienze di chi ha dedicato una vita professionale al progetto educativo 0-6 anni fin dalla sua nascita nel 1976.

"I primi anni di vita sono i più importanti per la formazione della persona. Proteggerne e curarne il delicato sviluppo è fondamentale per non disperderne il potenziale umano racchiuso nell’unicità di ogni bambino e bambina. E' con questa consapevolezza che le operatrici ed operatori hanno lavorato, sostenuti da una formazione continua e qualificata, fortemente apprezzati dalle famiglie e non sempre compresi e valorizzati dai politici aretini che si sono succeduti via via. L'idea dell'assessora Tanti è quella di mettere in rete tutti i soggetti che hanno a che fare con la coesione sociale. Ad Arezzo abbiamo dal 2007 il sistema integrato dei servizi educativi 0-6 anni (con scuole comunali, private, paritarie) che ha funzionato pur nelle difficoltà e contraddizioni, garantendo una risposta adeguata ai diritti e ai bisogni dei bambini e delle bambine e un sostegno ai loro genitori. E allora ci domandiamo perché fare la fondazione? Perché questa privatizzazione “travestita”?"

Secondo coloro che hanno posto la firma su questa lettera, "la fondazione sui servizi educativi per l'infanzia non sarà in grando di garantire scelte condivise e consapevoli sulle politiche sociali ed educative per il benessere e la crescita di tutte le bambine e i bambini del nostro territorio, ne il sostegno ai genitori nell’esercizio delle loro funzioni educative e di cura, ne mmeno lo sviluppo della comunità locale, la promozione e diffusione della cultura dell’infanzia, non sarà in grado di tutelare l'uguaglianza e l'imparzialità, la certezza nella erogazione dei servizi, trasparenza e partecipazione, così come l'accesso e rette adeguate e poco costose se non addirittura gratuite come hanno fatto già alcuni Comuni in base ai possibili cambiamenti delle legge"

Tra le altre domande che si pongono c'è questa: "Sarà garantita la qualità ingrediente fondamentale dei servizi educativi? Il controllo e la vigilanza chi li svolgerà? Il coordinamento pedagogico dell’Ente o della Fondazione? Il consiglio comunale sarà espropriato di qualunque attività di programmazione e controllo perché la fondazione è un soggetto privato che ha un suo consiglio di amministrazione. Nessuno potrà impedire alla fondazione di compiere scelte che, secondo i principi di economicità potrebbero provocare la diminuzione o la cessazione di prestazioni a favore di persone svantaggiate. Infine come sappiamo, il patrimonio (costituito da denaro, beni materiali, immobili) potrebbe uscire definitivamente dalla disponibilità dell'ente. Basti pensare al vasto patrimonio edilizio dei servizi all'infanzia, realizzato dal Comune dagli anni 60 con investimento di risorse comunali, regionali e statali. A nostro parere sia la scuola che l'assistenza sociale sono funzioni fondamentali e non delegabili a soggetti esterni."

Le firme: Olga Baldi, Serenella Bellucci, Marinella Bonucci, Floreana Vernaccini, Donella Gerioni, Luciana Meacci, Gloria Senesi, Manuela Pulitini, Giovanna Manca, Claudia Tricca, Joelle Zaltron, Loretta Alunni, Loredana Frullano, Olga Brizzi, Riccarda Peruzzi, Maila Nepi, Mario Spiganti, Rossana Trambusti.

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