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Lettera aperta al presidente Giani, Morbidelli: "Ma quali territori sicuri?"

Dopo la presenza di Giani al fianco dell'amministrazione Cacioli per i tamponi della campagna Territori Sicuri ecco la presa di posizione dell'opposizione

Il consigliere comunale Marco Morbidelli della Lista Civica Castelfranco Piandiscò scrive a Giani una lettera aperta. 

"Sig. presidente Giani, ho osservato con attenzione la sua propaganda fatta con i media e in presenza con l’amministrazione Cacioli e tutta la Asl schierata e mi sono detto: tutta questa pompa magna mi ricorda qualcosa. Senza scomodare fascismo e Mussolini, mi ricorda comunque sistemi totalitari; sa, quelli che non vogliono oppositori e che per questo li fanno sentire fuori luogo, li tengono fuori dalle decisioni. Mi ricorda i regimi rossi, quelli che spesso schierano l’apparato per intimidire, scoraggiare contestazioni ed affermare la giustezza del loro operato. Purtroppo per Lei, le ricordo che si avvale di strutture pubbliche, personale e medici che dovrebbero far altro, che presenziare alle conferenze stampa o alle sfilate. Io sono solo un consigliere del gruppo di minoranza, ma rappresento il pensiero di molti cittadini: questi cittadini le mandano a dire che sarebbero anche stanchi di assistere a questa propaganda settimanale a scopo sanitario e vaccinale. Dicono che voi passate il tempo a crear burocrazia e produrre propaganda. Lei ha presenziato con il responsabile del 118, con assessori e sindaco, che avrebbero dovuto essere a riflettere sul perché hanno chiuso scuole elementari, medie e asili nido dal 1.3.2021 e poi si sono messi a far tamponi in massa. Riflettere su come hanno gestito la pandemia. Mentre facevano ordinanza di chiusura delle scuole, squadre di pallavolo dilettantistiche hanno giocato fino a domenica 14 marzo nelle palestre delle scuole comunali, proprio mentre Lei presenziava a Faella ai tamponi.

Per questo chiedo a Lei: ha senso fare tamponi a posteriori, quando lo stesso sindaco ha chiuso le scuole solo sul sentiment e la paura o perché l’ha condiviso col Presidente della Regione? E non lo fai a tutto il comune lo screening, ma solo ad 1/5 degli abitanti. Voi li chiamate “Territori Sicuri”, sicuri da cosa? Voi ritenete che, aver fatto 2219 tamponi su una popolazione di 10.000 persone ed aver trovato 9 positivi e 2 a bassa carica di essere autorizzati a dichiarare che avete reso il territorio di Castelfranco Piandisco sicuro? L'opposizione tutta aveva chiesto uno screening di massa, significa su tutta la popolazione, non sul 20% e due frazioni su quattro. Chi si è inventata questa storiella, tace, non riesce neppure a commentare i risultati. Segno ulteriore di propaganda. Noi siamo in grado di fare questa riflessione. La percentuale dei positivi è pari a 0,4% e se si considera che il campione è consistente, nonostante che il test sia una semplice fotografia che vale solo per il momento, si potrebbe comunque eccepire che non ha avuto senso chiudere le scuole, perché il dato è ampiamente sotto tutte le medie nazionale, provinciale e regionale e che una % così bassa di positivi ci autorizza a chiedere come mai non siamo zona bianca come la Sardegna? Lei obietterà che qui ci sono contatti da comune a comune che vanno fermati perché intorno ci sono zone rosse. Errore. Dal 14 marzo siamo chiusi in zona rossa anche noi senza possibilità di muoversi perché siamo in provincia di Arezzo. Nel comune c’è la frazione di Matassino (parte di Reggello, parte di Castelfranco Piandisco’ e parte di Figline), ma Figline Valdarno è su Firenze area metropolitana ed è restato in arancione. Non le pare eccessivo, ridondante e persino ridicolo questo vostro comportamento? Nel caso specifico, a cosa è servito fare un test parziale e non aver poi preso alcuna determinazione? Ripeto, i nostri dati sono da zona bianca se si guarda il campione di questi giorni. Presidente Giani, lei è venuto a Castelfranco Piandisco’ ben 3 volte negli ultimi 7 anni, domenica, qualche anno fa per l’inaugurazione di una scuola a Piandisco’ con l’Imam, e nel 2014 alla Badia di Soffena. Ecco, noi siamo ancora ad aspettare soluzioni per la Badia di Soffena, dopo il convegno con Cacioli, appena eletto sindaco del comune unico. Sono passati 7 anni, la Badia è chiusa, vi si celebrano 2 messe in agosto, non ci si possono celebrare matrimoni da decenni per l’incapacità delle amministrazioni di questo comune. Per favore, non venga a presenziare e promettere quando sa che una volta finita la visita la sua agenda ricorda solo l’avvenimento per la sua statistica e non produce alcun effetto per il territorio che l’ha invitata e ospitata. Non venga a farsi propaganda, Lei rappresentava e rappresenta un’istituzione. E quando il sindaco la invita, sia tanto cortese da ricordargli che lei vorrebbe incontrare anche l’opposizione. Le istituzioni non possono far finta che non ci siamo. Riempite sempre i vostri discorsi di democrazia, partecipazione, coinvolgimento, perfino concertazione e poi agite trascurando questi concetti basilari perché il confronto è scomodo. Vede presidente, tornando ai vaccini e ai tamponi, ritengo che quello di territori sicuri sia un inutile dispendio di energie, come montare e smontare postazioni da campo per il solo scopo di mostrare un’efficienza che non è sostanza, che vive per fortuna su volontariato gratuito, di persone che ci credono, perché fare il bene a volte è sufficiente a stare bene. E siccome queste persone ci credono, non vi potete permettere di usarle per inutili dimostrazioni di forza. L’organizzazione ha avuto la consistenza di un’esercitazione. Invece di far dichiarazioni da salvatori della patria, ci dica il sindaco, ci dica lei presidente a cosa è servito spendere questi soldi, i soldi di tutti e quale beneficio ne trarranno i cittadini di questo comune. Altrimenti valuteranno la Corte dei Conti e le altre istituzioni competenti cui metteremo a disposizione la nostra riflessione."

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