Barriere e disabilità, la lettera dell'Associazione Paratetraplegici a Ralli e Ghinelli

Lettera aperta ai candidati alla carica di sindaco

La lettera invata dall'Associazione Paratetraplegici Aretini ai due candidati a sindaco.

Carissimi Candidati alla carica di Sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli e Luciano Ralli, anche noi, associazioni di persone con disabilità motoria, facciamo nostro l’appello dei rappresentanti e delle famiglie di “Autismo Arezzo” affinché la contesa elettorale si proponga di far conoscere, comprendere e migliorare la condizione di chi vive la quotidianità affrontando mille difficoltà.
Come già fatto notare, la vostra campagna elettorale, che abbiamo seguito con grande e doverosa attenzione civica, non ci ha mai posto di fronte e non ha mai posto di fronte alla popolazione aretina il tema dei diritti delle persone più fragili.
La nostra delusione e la nostra amarezza sono figlie dell’assenza, nel vostro dibattito, del benché minimo interesse verso i diritti dei tanti soggetti e delle tante famiglie che vivono e convivono con la disabilità.
Siamo infatti fortemente convinti che una fra le prime finalità che si dovrebbe porre chi si candida ad amministrare una Comunità sia anche quella di sottoporre agli elettori il tema del rispetto dell’altrui condizione, soprattutto se questa è una condizione di disabilità e diversità, per far sì che la Comunità stessa possa progredire diventando finalmente inclusiva e solidale. Libera da pregiudizi e stereotipi sulle persone disabili, finalmente pronta a concepire la diversità, in termini culturali, come un valore aggiunto.
La Convenzione ONU sulla Disabilità (ratificata con legge 18/2009 dallo Stato Italiano), ha modificato radicalmente l'approccio al concetto di disabilità, stabilendo che si tratta di un “concetto in evoluzione”,
risultatodell’interazionetrapersonaeambientecircostante. Pertanto,piùunambienteèfavorevole,minori sono le problematicità e maggiore può essere la partecipazione attiva della persona disabile nella società. Da qui deriva l'importanza dell'Accessibilità per la libertà di movimento e di autodeterminazione, che sono diritti inviolabili della persona. Tra l'altro la piena fruibilità degli spazi urbani e dei relativi sistemi per la mobilità, che si ottiene attraverso l'eliminazione di tutte le barriere architettoniche, va a beneficio dell'intera collettività e non solo delle persone con disabilità. Finora però pochi sono stati gli Amministratori illuminati in questo senso, che si sono resi conto del suo vero valore e di quanto sia fondamentale per l'innalzamento della Qualità Urbana di ogni città, compresa la nostra bellissima Arezzo, che su questo fronte purtroppo presenta ancora notevoli criticità. Va detto che l’Amministrazione comunale uscente nel 2015 ha iniziato l’aggiornamento del Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA), programmando vari interventi come previsto dalle normative, attraverso la costituzione di un gruppo di lavoro nel quale erano presenti anche persone con disabilità (rappresentanti delle disabilità motorie, sensoriali e di comunicazione). Gruppo che chiediamo ai Candidati a Sindaco di mantenere in essere, trasformandolo in un vero e proprio Tavolo di lavoro permanente sull’Accessibilità, aperto a tutti i portatori di interessi. Il primo ed unico stralcio del PEBA realizzato, approvato all'unanimità in consiglio comunale nel dicembre 2016, ha riguardato il centro storico della città e i collegamenti limitrofi, ma non le periferie, nonostante il loro maggior numero di abitanti, e neppure le frazioni. Daalloraqualcosaèstatofattoperl'eliminazionedellebarrierearchitettonichenegliedificipubblici, ma nulla per incentivare l'adeguamento delle attività commerciali, delle attività ricettive e di tutti gli altri luoghi privati aperti al pubblico (per lo più inaccessibili). Quando in molti casi basterebbe soltanto dotarsi di una semplice pedana per risolvere il problema. Per non parlare dell'adeguamento degli spazi urbani al di fuori del centro storico, del verde pubblico, degli impianti sportivi, ecc. ancora tanto, troppo, indietro. Eppure il tutto avrebbe una positiva ricaduta anche dal punto di vista economico e del turismo accessibile e sostenibile. Ci sarebbe piaciuto inoltre che durante la campagna elettorale i Candidati a Sindaco si fossero espressi anche relativamente agli strumenti che hanno intenzione di mettere in atto per affrontare e mantenere alta l'attenzione su tutte le tematiche della disabilità, conoscere se è loro intenzione costituire un Tavolo Permanente come luogo di riflessione e confronto (sul genere di quello che ha portato alla realizzazione del PEBA) e se intendono mantenere la figura del Disability manager, che ha lo scopo di promuovere valutare la compatibilità di ogni atto dell'amministrazione con i diritti e le esigenze delle persone disabili, figura istituita in fretta e furia nel giugno scorso dall'attuale Sindaco, senza sentire il parere preventivo delle associazioni, che ad oggi non hanno ricevuto nessuna comunicazione in merito.
Carissimi Candidati, tutte queste tematiche, relative ai Diritti Umani, dovevano essere al centro della vostra campagna elettorale, perché centrali nella vostra azione politica, come dovrebbe esserlo il tema della fragilità nella pianificazione di un Comune che mira ad innalzare il suo livello di civiltà, occupandosi di tutte le categorie dei cittadini, a partire proprio dai più deboli. Invece, poco o nulla se ne è parlato da entrambe le parti, con idee vaghe e non convincenti. Oramai il ballottaggio è alle porte e l’occasione è persa, ma ci auguriamo che chiunque sia l’Eletto sappia fare buon uso di queste nostre righe, per far sì che Arezzo diventi una città più inclusiva e a misura di tutti.
Miriam Pellegrini per A.P.A.
Giuliano Coradeschi per Habilia Onlus

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