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Domenica, 16 Gennaio 2022
Politica

Legge taglia-piante, Fdi: “Dalla Regione Toscana una proposta sbagliata, è chiara l’illegittimità costituzionale”

Intervento dei consiglieri Veneri e Capecchi: "Messi in difficoltà gli operatori privati delle imprese di silvicoltura". Malumori e problemi in Casentino

“Siamo d’accordo nel consentire maggiore elasticità per i tagli colturali ma lo strumento scelto dalla Regione Toscana è sbagliato perché è chiarissima l’illegittimità costituzionale della legge, ribadita anche da recenti sentenze della Corte Costituzionale e del Consiglio di Stato. Il pericolo concreto è quello di mettere in difficoltà le imprese di silvicoltura e gli operatori privati che si vedono rilasciare permessi regionali mentre, poi, rischiano di vedersi contestare dalle autorità competenti, in particolare dai carabinieri forestali, i tagli in aree soggette a vincolo nazionale. La Regione Toscana hanno voluto fare bella figura ma, di fatto, esponendo a rischio gli operatori del territorio. Come Fdi abbiamo votato a favore della pdl rivolta al Parlamento nazionale mentre non abbiamo partecipato al voto in Consiglio regionale perché, di fronte ad una palese illegittimità costituzionale dichiarata per altro dagli stessi uffici regionali, non abbiamo voluto esporre gli operatori a questo rischio” fanno sapere i consiglieri regionali di Fratelli d’Italia Gabriele Veneri, Alessandro Capecchi, vicepresidente della Commissione Ambiente e Territorio, e Vittorio Fantozzi, vicepresidente della Commissione Sviluppo economico. La legge regionale sta creando malumori anche tra le imprese di silvicoltura del Casentino, segnalazioni raccolte da Federico Dini, referente Fdi per il Casentino, e da Alfredo Caruso, consigliere comunale di Montemignaio.

“Attendiamo di vedere come si comporteranno il Governo nazionale, con l’eventuale impugnazione, e poi, nell’applicazione concreta, le forze dell’ordine deputate al controllo del vincolo. Come Fratelli d’Italia concordiamo sul fatto che il bosco non debba essere lasciato a se stesso, l’uomo deve intervenire per le necessarie pratiche di silvicoltura, così come chiediamo una semplificazione e sburocratizzazione del lavoro quotidiano delle imprese impegnate nelle attività del taglio del bosco. La cura e la manutenzione del bosco sono necessarie anche dal punto di vista di una corretta gestione delle acque superficiali e per prevenire il dissesto idrogeologico” sottolineano Veneri, Capecchi, Fantozzi. 

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