La morte del senzatetto, Ghinelli e Tanti: "Un dormitorio annuale non è la risposta". La polemica Rossi e Cornacchini

"Sono dispiaciuto di quanto successo, le povertà aumentano e qualcosa di più dovremo fare almeno per salvaguardare la vita. Presto riaprirà anche il dormitorio che però non può essere considerata la risposta per tutto l'anno, non possiamo...

morto campo di marte16

"Sono dispiaciuto di quanto successo, le povertà aumentano e qualcosa di più dovremo fare almeno per salvaguardare la vita. Presto riaprirà anche il dormitorio che però non può essere considerata la risposta per tutto l'anno, non possiamo accogliere tutti i senza tetto, anche degli altri territori."

Il sindaco Ghinelli torna sul dramma che si è consumato a Campo di Marte con la morte, dopo la prima notte di freddo ad Arezzo, di un clochard tra i 40 e i 50 anni. Da tempo era stato segnalato lì, a dormire nelle grate tra il parccheggio e il supermercato.

Sul tema hanno commentato i consiglieri comunali di maggioranza Angelo Rossi (eletto con OraGhinelli e adesso nel Gruppo misto) e Mary Stella Cornacchini (sempre di Oraghinelli).

E alla fine c’è scappato il morto.

Ci sono i verbali della commissione nei quali a più riprese sia io che la Mery chiedemmo l’apertura prolungata ai periodi non invernali del dormitorio per i senzatetto per questioni di sicurezza carità e decoro, ci son stati anche incontri etc etc e tutte le volte risposte coi “niet” dagli uffici competenti con motivi anche pienamente logici ma scarsamente umani.

Non so se sarebbe cambiato qualcosa con un tetto sopra la testa per quell’uomo, morto di arresto cardiaco e forse era giunto semplicemente il suo momento dopo una vita disgraziata e nichilista, ma di sicuro nessuno dovrebbe morire per strada sopra uno sfiatatoio delle caldaie, non nella mia città, non in un paese civile.

E di questo ne sono certo.

La prassi è che venga ignorato e inascoltato sostanzialmente in tutto quello che dico e mi sono ormai quasi abituato a questo stato di cose, ma oggi di fronte alla morte di un essere umano mi sento davvero affranto e più frustrato del solito.

La conferma anche dalla stessa Cornacchini che racconta:

Confermo abbiamo chiesto piu' volte l'apertura del dormitorio per periodi piu' prolungati e addirittura per tutto l'anno . Ricordo perfettamente una riunione in sala del camino in comune alla quale partecipai insieme a Cristiano Rossiproprio sul tema dormitorio . Ci fu detto che per costi e presenza volontari non era possibile . Furono chiesti quanti erano stati gli accessi durante il periodo invernale 2016-2017. Non sono rimasta insensibile al problema che affligge molte persone che si trovano a dover dormire per la strada per innumerevoli motivi che non sta a me giudicare. Di certo una società dovrebbe saper gestire anche queste difficoltà, e che non si dica che si pensa ad accogliere migranti perché se si vuole tutto si può fare. Ora sembra il tempo del business dei minori non accompagnati. Abbiamo realtà di fronte ogni giorno e sembra strano che i minori non accompagnati arrivino direttamente ad Arezzo. Dalla politica serve più umanità e meno interesse. Chi ha umanità sta nel cantone della politica. Io non mollo e non mollerò mai.

Nel pomeriggio poi è arrivata la nota congiunta di Ghinelli e Tanti che oltre a commentare il dramma rispondono alle polemiche social dei due consiglieri più critici della maggioranza.

“Il fatto accaduto in queste ore, tutto da accertare negli aspetti specifici, mette in luce ciò che da tempo è sotto gli occhi di tutti circa una fascia di disagio sociale che per le ragioni più varie non si rende disponibile a trovare sostegno in percorsi di recupero. Solo chi non conosce la materia o intende legittimamente strumentalizzarla riconduce i fatti di queste ore alla presenza o meno di dormitori o di risposte efficaci nell'ambito dell'assistenza. Cio che è vero, seppure nella sua brutalità, è che esistono persone che autonomamente decidono di organizzare la loro vità al di fuori di ogni rete di sostegno e ciò è possibile in relazione alle libertà individuali, e nessuna istituzione può obbligare ad agire in maniera contraria alla loro volontà. La città di Arezzo con il proprio volontariato, con le risorse che ha e con le forze che mette in campo è nelle condizioni di garantire a chiunque soluzioni di sostegno, sia puntuali che emergenziali, per 365 giorni l'anno a chi si rende disponibile ad essere aiutato. A ciò si aggiunge nel periodo invernale la presenza di un dormitorio, che garantisce la propria apertura nei locali dell'amministazione e grazie soprattutto a Caritas, in un lasso di tempo che va da dicembre ad aprile. Ma è bene che si sappia anche che quando il dormitorio è in funzione esistono persone che liberamente decidono di non usufruire di questo ulteriore supporto. La proposta quindi di fare di Arezzo un dormitorio per 365 giorni l'anno non trova e non troverà riscontro perchè trattasi di una proposta inutile e inefficace, così come inutili ed inefficaci sono le posizioni di coloro i quali affrontano tematiche così delicate e complesse con eccessiva superficialità. L'amministrazione in questi anni, anche con il supporto delle unità di strada per una prima lettura dei bisogni, e successivamente dei servisi sociali in stretta collaborazione con la polizia locale, ha già indicato con stabilità e fermezza la linea da seguire: supporto costante con alloggio garantito ai cittadini residenti che rispettano le regole di convivenza civile, dormitorio nei soli mesi invernali per fare fronte alle temperature rigide anche per coloro i quali si presentano non disponibili a percorsi di collaborazione per un tempo di 15 giorni non rinnovabili se non in casi eccezionali, coinvolgimento della PL per portare avanti azioni di sgombero come già accaduto in zone quali l'ex mercato ortofrutticolo. La città di Arezzo non può mai scindere la coesione sociale dalle politiche di sicurezza sociale e non può mai considerare separabili le azioni di supporto dal rispetto di regole base. Il dolore per la perdita di una vita umana nel perimetro della nostra città non è misurabile e ci spinge a fare ancora di più”.

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