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Tanti: "Mi ispiro alla Thatcher, ho condiviso la decisione su Caridi". Sull'inchiesta: "Ghinelli ha fatto solo il suo lavoro"

Sempre più in vista complice anche la progettazione delle fondazioni scuola e sociale che tanto fanno discutere in città. Coingas, Caridi, la crisi di governo e l'operatività della giunta

La vicesindaca di Arezzo Lucia Tanti ha le deleghe al sociale, alla scuola e alla sanità

Una lady di ferro? Lucia Tanti, vicesindaco di Arezzo proprio a Margaret Thatcher si ispira. Carattere forte, esperienza ormai di lungo corso. Se a livello locale è espressione di OraGhinelli, la lista civica del sindaco, dopo essere uscita da Forza Italia, sul piano nazionale orbita nel campo di Toti: "A livello nazionale condivido il percorso aperto da Giovanni Toti per dare più centralità a chi amministra, ha aperto un varco nel centro destra per mettere al centro gli amministratori locali, questo mi convince, se fossimo in un paese normale non avrei problemi a dire che sono una donna di destra, comunitaria, thatcheriana. Tre le persone in cui invece mi rivedo in questo momento storico Toti, Zaia e Giorgia Meloni. Due governatori e una donna che sta ricostruendo l'idea di un partito conservatore." Nessuno di Forza Italia? "Berlusconi è un gigante".

Gli osservatori e i conoscitori delle dinamiche amministrative dall'esterno vedono una Lucia Tanti molto più impegnata, in prima linea rispetto al primo mandato. E' così? "Forse sì, perché il secondo mandato ci vede un po' più impegnati del primo, come dire che se fosse stato un fidanzamento adesso sarebbe il momento del matrimonio" insomma ben più impegnativo. "Inoltre il ruolo di vicesindaco è di supplenza, di supporto su tematiche trasversali, capita di sostituire il sindaco, anche questo ha il suo peso."

La sua presenza più assidua e parallelamente la minore comunicazione pubblica del sindaco è una strategia anche in vista dell'udienza preliminare del 23 marzo per il caso Coingas che vede coinvolto Alessandro Ghinelli?  "No non c'è nulla di tutto questo, c'è semmai una divisione di spazi che ci siamo dati, spazi fisici, Alessandro è meno visibile qui dentro molte cose le fa da casa, viene con meno frequenza di prima causa Covid, c'è stata una scelta a tavolino, io sto qui un sacco di ore invece. Fisicamente di rado c'è compresenza. Diciamo che è una nostra organizzazione Covid." 

Che idea si è fatta della vicenda dell'allontanamento del Segretario generale Franco Caridi e delle dichiarazioni che sono uscite da parte sua?  "Di quella decisione siamo stati protagonisti come giunta, pesa un decimo sulle spalle di ognuno. Sono parte in causa e l'ho convidisa. Con le sue dichiarazioni mi pare sia entrato in un campo che non ha nulla a che fare con la realtà dei fatti. Avevamo deciso di avvicendare."

Lui ha detto che ci sono state pressioni politiche di FdI per il suo allontanamento, ne è a conoscenza? "Pressioni politiche assolutamente non ci sono state."

Che aria ha respirato nel corso dell'ultimo consiglio comunale?  "C'è stato un dibattito intenso e plurale su tanti punti, la giunta lo ha ascoltato, qualcuno ci ha rimproverato di non aver preso parte. Io sono attaccata alla liturgia del consiglio e gli atti di indirizzo sono dell'aula, io sarò semmai esecutore di quelli che saranno approvati. La giunta quindi ha ascoltato con rispetto."

Ma la giunta è operativa o ferma? "Lancio una sfida a chi dice così, passi una giornata con me."

E perché non c'erano pratiche di giunta all'ordine del giorno? "Niente pratiche: c'è una ragione, il presidente Stella ha dato spazio a un grosso gruppo di atti di indirizzo e interrogazioni che è normale ci siano a inizio mandato. Stella ha deciso di dedicare un consiglio agli atti dell'aula, dei consiglieri, dando soprattutto spazio all'opposizione."

Si sta comunque avvicinando la data del 23 marzo, con l'udienza preliminare che potrà decidere l'inizio o meno del processo per il sindaco e per l'assessore Merelli: "E' una data che ha un valore ovviamente, ma non ha riscontro e ricadute sull'amministrazione. Cosa penso dell'inchiesta? Quello che ho sempre detto, mi fa difetto che conoscendolo personalmente molto bene so che uomo è, ha fatto il suo mestierie, il suo dovere e per me lo ha fatto anche molto bene."

Certo a breve si presentarà un momento in cui ci sarà da deliberare la costituzione di parte civile del Comune di Arezzo come soggetto danneggiato. Ne avete parlato? Come l'affronterete? "Sarà da ragionare se ci sarà il rinvio a giudizio, in generale credo che farlo prima dell'udienza preliminare sia una mancanza di rispetto per la magistratura, fino a che non c'è un rinvio a giudizio. Sarà chiaramente un argomento da affrontare."

La progettazione più importante che sta portando avanti adesso è la costituzione delle due fondazioni su sociale e scuola? A che punto siamo?  "E' un obiettivo di mandato, non c'è fretta, di fatto siamo insediati da tre mesi, stiamo facendo lavoro di tipo tecnico guiridico attraverso un gruppo. Io ho chiaro il quadro politico, una fondazione che abbia come obiettivo i servizi alla persona con due grandi polmoni quello educativo e quello della coesione sociale. Potranno essere due o una grande. Con il dibattito con la città si deciderà. Da un punto di vista normativo credo sia uno strumento che offre una marcia in più, rende i servizi alla persona veramente di comunità con la partecipazione del pubblico, privato e privato sociale. E' la messa in pratica della terza via del comunitarismo liberale, del civismo attivo, un'esigenza più che un'opportunità."

Come è andata la prima commissione in cui è stata audita? "Siamo solo all'inizio, abbiamo fissato già un'altra riunione per venerdì 5 febbraio. Faccio politica da una vita ormai e lo so che è una materia delicata e incascendente che riguarda le persone, la sollecitazione che ho colto oggi è quella di una partecipazione della minoranza, ed è giusto, oggi vinco domani perdo."

E sui tempi? " Tutto prematuro, ma lancio una suggestione. Se noi il 15 maggio del 2021 riuscissimo ad avere sciolto molti dei nodi, saremmo in una data non scelta a caso, 130 anni prima il 15 maggio venne promulgata la Rerum Novarum, l'enciclica che diede il via alla dottrina sociale della Chiesa. A 130 anni da quel momento una città insieme farebbe una cosa importante."

Infine, che ne pensa della crisi di governo? Andremo a votare? "Siamo passati dall'uno vale uno a uno vale l'altro. Spererei di andare alle elezioni perché è stata persa la credibilità, che ci sia la democrazia parlamentare che trovi la maggioranza e non vai al voto è così, ma non a tutti i costi. Vedo che l'ultimo baluardo di politica sia territoriale con sindaci e consiglieri. Alla fine secondo me a votare non ci si andrà perché ne hanno paura."

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