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Martedì, 7 Febbraio 2023
Politica Castiglion Fiorentino

Agnelli al veleno: "Polcri inaffidabile, Donati e la strategia di ingovernabilità. Al centro destra chiedo trasparenza"

Il primo cittadino di Castiglion Fiorentino, esponente di lungo corso del centro destra aretino, ha scritto un post molto netto, il terzo almeno, sull'elezione di Alessandro Polcri a presidente della Provincia. Con l'intervista di oggi spiega tutti i suoi motivi

Mario Agnelli, sindaco di Castiglion Fiorentino, torna a scrivere pubblicamente dell'elezione di Alessandro Polcri alla presidenza della Provincia di Arezzo. Ne ha per tutti, per Polcri stesso reo di essere stato parte del centro destra, di aver partecipato al tavolo per la scelta del candidato dove ha prevalso la conferma di Silvia Chiassai Martini per il secondo mandato e poi di esserci candidato con il sostegno più o meno esplicito di altri. Agnelli ha giudizi netti anche nei confronti di Marco Donati che avrebbe "tramato sotto sotto" per giungere a una vittoria che secondo Agnelli rende la provincia non governabile. E poi un messaggio lo manda anche al centro destra, ai partiti e alla lista civica del sindaco di Arezzo: "Serve trasparanza visto che Polcri è stato eletto anche in conseguenza del comportamento di voti di consiglieri di centro destra, e soprattutto di quelli eletti nel capoluogo."

Agnelli nel post della sua pagina Facebook ufficiale ha scritto: "Non escludo che il Signor Polcri non sia del tutto consapevole del pasticcio in cui si è cacciato con le sue mani e con la sua bocca e se qualcuno, tanto per non fare nomi, il Signor Donati (Marco ndr) considera come un trofeo da mettere in bacheca l'elezione di cotanto Presidente della Provincia, io preferirei di gran lunga avere una bacheca vuota di trofei simili ma senza aver perso la faccia con una girandola politica degna di un perfetto “voltagiubbe”. Chi festeggia invece nel centro sinistra per questa nuova presidenza con la "p" minuscola in cambio di presunte deleghe ancora piuttosto vuote di contenuti, penso che abbia smarrito qualsiasi dignità politica. Nel fronte del centro destra invece serve maggior chiarezza, tra chi sta di qua e chi sta bene anche di là. Sono stato nel centro destra anche quando la quasi totalità dei Comuni della Provincia apparteneva all'area del centro sinistra e a maggior ragione sto ora coerentemente con la mia storia, nel centro destra."

Perché ha scritto una dichiarazione di questo tipo?

"È ormai evidente a tutti che questo non è un episodio che mi lascia indifferente e che deve passare inossservato. Vedo tanta scorrettezza da parte di Polcri perché il verdetto, all'interno del centro destra c'era già stato al tavolo convocato dal sindaco Ghinelli."

Polcri si riferisce alla riunione convocata dal sindaco del capoluogo con i colleghi degli altri comuni di centro destra e civici di area nella quale tutti si espressero a favore di Chiassai o di Polcri come candidato del centro destra per l'elezione di secondo grado del presidente della Provincia. Da quel tavolo doveva uscire un candidato ma di fatto ne uscirono due, Chiassai scelta a maggioranza dai sindaci di centro destra, e Polcri che uscendo da lì mantenne la sua volontà di mettersi in gioco per amministrare la provincia e trovò sponda in Marco Donati (consigliere comunale di Scelgo Arezzo) e referente di un'area civica centrista con alcuni consiglieri sparsi nelle quattro vallate. A lui si sono poi aggiunti interi pezzi del centro sinistra aretino e di quel centro destra non del tutto contento del precedente mandato di Silvia Chiassai e che chiedeva di cambiare.

Il primo consiglio dell'era Polcri, con quale maggioranza? Fdi, Lega e Forza Italia condannano l'accaduto

chiassai-polcri

"Vedo che qualcuno ha lavorato sporco dopo che Chiassai ha prevalso e per questo considero Polcri politicamente inaffidabile, lo scopriranno anche nel centro sinistra che è così, lui vuole essere al di sopra delle parti? Come può amministrare? Questo è l'Abc della politica."

E Donati? Non crede abbia politicamente condotto in porto una strategia vincente dal suo punto di vista? 

"Un conto è vincere le elezioni così, un conto poi è portare avanti l'amministrazione provinciale, se si trova isolato sia da destra che sinistra che fa? Donati si è chiesto come Polcri distribuirà le deleghe? Eppure potrebbe anche non affidarle ai consiglieri per non scontentare nessuno. Da una persona politicamente inaffidabile ci sarebbe da aspettarsi anche questo. Ecco cosa ha prodotto dal punto di vista amministrativo la strategia di Donati."

E quindi secondo lei che rischio ci sarebbe?

"I nodi verrranno al pettine a breve, non basta vincere, serve una squadra come c'èra intorno a Silvia Chiassai, dov'è la squadra di Polcri, qual'è? Sul piano politico ha vinto, ma sul piano della responsabilità non vedo una provincia impostata per essere amministrata, non c'è una facile governabilità. In parole povere è venuto fuori un pastrocchio."

Per lei non è un comportamento politico adeguato?

"Per vincere le elezioni io non farei mai una cosa come Polcri, non mi renderei ne interprete ne promotore, è un atteggiamento che non condivido. Se vorrà rimanere neutrale alla fine sarà inaffidabile per quasi tutti. Come risolverà l'imbarazzo di avere il Pd all'opposizione ad Anghiari e in maggioranza in Provincia?"

Lei manda un messaggio di trasparenza anche al centro destra, perché?

"Beh è evidente cosa abbia provocato la sconfitta di Chiassai e la vittoria di Polcri, un candidato di centro destra appoggiato dal centro sinistra. Non uno scenario come quello che si ebbe tra Chiassai e Ginetta Menchetti che erano nettamente di due schieramenti contrapposti. Alla vittoria di Chiassai sono mancati voti dai consigli comunali sparsi in tutta la provincia e da quello di Arezzo. Non si sa chi sono, non ci hanno messo la faccia finora, ma sono del centro destra. Chiedo quindi che ci sia trasparenza nel centro destra, io voglio sapere con chi mi siedo al tavolo per stabilire le future politiche per la multiutility o per altri servizi sovracomunali. Voglio sapere chi sta nel centro destra e chi invece sta bene anche fuori. Io esigo di sedermi con chi si colloca senza indugi e dubbi nel centro destra anche se fossimo in minoranza. Chi non ha votato Chiassai lo dica, chiedo trasparenza, quella che Donati non ha usato per tessere la trama che non sarà una trama a lieto fine."

Nel centro destra quindi c'è bisogno di guardarsi in faccia?

"Sì, manca di guardarsi in faccia nel centro destra per capire cosa sia successo. Io a volte ho anche criticato apertamente Chiassai, ma l'ho votata. Come si sono comportati coloro che hanno partecipato al tavolo con Ghinelli?"

Cosa risponde a chi dice che lei sarebbe così adirato perché le è saltato un accordo politico?

"Ma quale accordo? Io non saprei proprio. Ho 53 anni, ma sono ormai un veterano, parlo così perché mi sento anche un portabandiera del centro destra aretino, non ho nessuna mira particolare, alla fine del secondo mandato potrei anche smettere."

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