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D'Ettore e Mugnai: "Salvaguardare imprese boschive e permettere attività dei privati"

La richiesta al Governo da parte dei due parlamentari di Forza Italia eletti nel collegio aretino

Il governo indichi “quali iniziative di competenza, anche urgenti, si intendano porre in essere al fine salvaguardare la redditività delle imprese boschive professionali che effettuano attività selvicolturali”.

Così in un’interrogazione al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, al Ministro della transizione ecologica, al Ministro della cultura e al Ministro dello sviluppo economico, i deputati di Forza Italia Maurizio D’Ettore e Stefano Mugnai.

Nell’atto ispettivo si evidenzia che “per svolgere attività selvicolturale in boschi sottoposti a vincolo paesaggistico, sia necessaria l'autorizzazione della Soprintendenza; analoga autorizzazione occorre per il taglio dei boschi effettuati al di sopra dei 700 metri sul livello del mare. In conseguenza di ciò sarebbe necessario emanare un nuovo piano antincendi boschivi (Aib) per la pineta del Tombolo, in sostituzione di quello già autorizzato dalla regione Toscana. Ma la nuova interpretazione colpisce anche le aree della provincia di Arezzo al di sopra dei 700 metri sul livello del mare, quali il casentinese o il Monte Amiata, le cui comunità vivono di una economia prettamente forestale, sulla base di una disposizione emanata dalla Soprintendenza di Siena Arezzo e Grosseto. I funzionari della Soprintendenza avrebbero anche il potere di decidere quali tipologie di tagli sono considerati opportuni per il mantenimento del paesaggio, alto fusto o ceduo composto. Una scelta che renderebbe, di fatto, impossibile la produzione di paleria di castagno, su cui si basa gran parte dell'economia forestale amiatina. Stabilire l'obbligo di autorizzazione paesaggistica per effettuare i tagli ha posto numerose boschive professionali in condizioni di crisi, perché l'economia forestale locale è strettamente legata alla gestione a ceduo e ai suoi prodotti”.

Ad avviso degli interroganti “non appare la Soprintendenza l'ente dotato delle competenze idonee a stabilire le modalità con le quali effettuare il taglio dei boschi. Questo fatto, inoltre, aggrava ulteriormente le procedure burocratiche a cui soggiacciono le imprese del settore, ma anche i privati, che, da sempre, in montagna, tagliano la legna per uso personale. Nelle nuove condizioni date saranno costretti ad inoltrare una domanda ulteriore alla Sovrintendenza, oltre alla domanda ordinaria. La sovrintendenza concederà l'autorizzazione tenendo conto del vincolo paesaggistico, con ulteriori costi e tempi aggiuntivi”. Sul tema gli interroganti on. D'Ettore e Mugnai, hanno avuto precise segnalazioni dal consigliere provinciale Laura Seghi e sulla questione è già intervenuta, con istanza formale alla Regione Toscana, anche la presidente della Provincia di Arezzo Silvia Chiassai

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