Inchiesta Tiemme. Mattesini: "Questa guerra sta penalizzando il trasporto toscano su gomma"

"Una brutta vicenda che non sappiamo come andrà a finire. Ovviamente io sono garantista e non spetta a me giudicare l’operato degli indagati"

Il candidato al consiglio regionale per Forza Italia nonché attuale presidente del consiglio comunale di Arezzo, Alessio Mattesini, interviene sulla vicenda giudiziaria che ha coinvolto Massimiliano Dindalini.

"Il presidente di Tiemme Massimiliano Dindalini risulta tra gli indagati per tentata interruzione di pubblico servizio. Con Dindalini sono indagati i presidenti delle società consorziate in One Scarl - Mobit. Un breve riassunto di questa intrigata vicenda: ad aggiudicarsi il servizio, nel 2016, fu Autolinee Toscane, socio unico del colosso francese Ratp. Mobit, che fino ad allora aveva gestito il trasporto pubblico della regione, fece ricorso al Tar. Il Consiglio di Stato però aveva dichiarato legittima la gara e la conseguente aggiudicazione ad Autolinee Toscane. Mobit, tra cui figurano la Cap di Prato, la Copit di Pistoia e Tiemme, non si da per vinta. Le società firmano l'esposto che fa partire le indagini. Il presidente Rossi finisce sotto inchiesta per turbativa d'asta insieme ad alcuni funzionari della Regione e ai componenti della commissione che aveva decretato l'aggiudicazione ad Autolinee Toscane. Enrico Rossi decide di passare al contrattacco e presenta un esposto: il consorzio One Scarl non avrebbe messo a disposizione di Autolinee Toscane, aggiudicatario della gara regionale, i beni necessari per la gestione del servizio, violando precisi obblighi. Da qui le indagini avviate dalla Procura fiorentina su questa infinita storia. Nel 2018/19 la Regione mette in atto un contratto ponte, con il quale affida il servizio al vecchio gestore (One Scarl). Con la fine del 2019 sarebbe dovuto partire il nuovo bando, invece così non è stato, di mese in mese la Regione ha messo in atto il regime di obbligo di servizio, obbligando il vecchio gestore a svolgere il pubblico servizio locale con dei costi lievitati rispetto a quelli che sarebbero stati con il bando vinto da Autolinee Toscane. Una brutta vicenda che non sappiamo come andrà a finire. Ovviamente io sono garantista e non spetta a me giudicare l’operato degli indagati, ma una cosa è certa: questa guerra sul piano politico sta fortemente penalizzando il trasporto toscano su gomma e le conseguenze, come al solito, le stanno scontando i cittadini, ma di questo i vertici del PD sembrano non curarsene"

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