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"Inchiesta pubblica, partenza confusionaria. E il presidente parla dalla sede di Csai Impianti"

La nota del centrosinistra per San Giovanni Valdarno: "Piattaforma online inadeguata, si sono state più sospensioni"

Si è svolta la prima audizione dell’inchiesta pubblica su Podere Rota. E fioccano le proteste, come quella del centro sinistra di San Giovanni che con una nota afferma: "Con nostra sorpresa la trasmissione è partita da un locale messo a disposizione all’interno dello stabilimento di Csai, luogo legale, per carità, ma pieno dei simboli della controparte e, per chi volesse pensar male, farebbe già presupporre una manifestazione muscolare del proponente l’ampliamento. Non abbiamo dubbi sulla imparzialità del presidente ma la piattaforma utilizzata forniva poco e certamente non la trasparenza. Innanzitutto non si vedeva chi partecipava e, eventualmente, in rappresentanza di chi, sappiamo per certo che alcuni Sindaci del territorio hanno avuto grandi problemi ad entrare e taluni non sono riusciti ad accedere. Era possibile interagire solo scrivendo nella chat, nessuna possibilità di intervento vocale e, come se non bastasse, non si vedevano i testi scritti dai partecipanti. Le stesse domande non venivano lette dal presidente ma gli venivano riportate dopo un probabile screening discrezionale da parte di una fantomatica regia. Probabilmente, saranno state ripetute le stesse domande per molte e molte volte ma di sicuro alcune, le nostre, non sono state lette. Ancor più imbarazzante il fatto che il Presidente si è visto costretto più volte a sospendere la trasmissione per, come veniva dichiarato, leggere i testi assolutamente nascosti al pubblico. Inoltre, e qui l’apoteosi del ridicolo, lo stesso presidente era impossibilitato a sapere i nomi di chi li aveva scritti proprio perché la chat fornita dal proponente Csai – si ribadisce unico strumento di intervento – non era nominativa, cosa che si è capita solo al termine! in una inchiesta pubblica non si può filtrare chi scrive e cosa scrive a meno che non vi siano offese, ma se si pretende la partecipazione del pubblico è scontato che gli strumenti vengano forniti per poter riprodurre una situazione più similare all’inchiesta fatta in presenza. La stessa indicazione dei Commissari proposti per coadiuvare il Presidente è stata sconcertante, sempre a causa della piattaforma utilizzata, tra nomi proposti e poi ritirati dagli stessi chiamati in causa, messaggi provenienti da soggetti anonimi, impossibilità di sapere quanti sostenessero un nominativo piuttosto che un altro. Parrebbe più che logico accreditare come commissario quello indicato dal proponente l’inchiesta pubblica e che maggior mente sconta il disagio della vicinanza all’impianto della discarica o, quantomeno, il candidato che avesse ricevuto il maggior sostegno da parte dei partecipanti. In tutta questa confusione e fumosità la prima tanto attesa audizione dell’inchiesta pubblica si è conclusa con il rinvio ad altro incontro perché sono stati indicati più candidati dalle parti contrarie all’ampliamento ed il presidente dovrà valutare avendo come base i curricula degli stessi. Ma i criteri su cui lo farà quali sono? Anche qui la trasparenza scarseggia. L’inchiesta è stata richiesta dal comune di San Giovanni Valdarno, i cittadini sangiovannesi sono quelli più colpiti dall’ampliamento della discarica, ci mancherebbe solo che il candidato fosse qualcuno arrivato all’ultimo momento e privo di qualsiasi conoscenza sul tema. Non ci resta che affidarci all’imparzialità del Presidente Franchi ed attendere la prossima audizione Per qualsiasi necessità ed informazione potete contattare l’indirizzo mail sara.melani@comunesgv.it oppure centrosinistrapersgv@gmail.com".

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