Inchiesta Coingas. Pd: "Quadro politico desolante", pronta raffica di interrogazioni in consiglio comunale

E' sulla vicenda giudiziaria che, tra gli altri, chiama in causa il sindaco di Arezzo che intervengono le opposizioni. Pronta raffica di interrogazioni in consiglio comunale

C’è chi ha definito la vicenda un "vaso di Pandora", chi l’ha sintetizza come una "guerra tra bande fatta di scambi e favori" e chi, invece, chiede un passo indietro da parte del sindaco. Sulla maxi inchiesta Coingas-Multiservizi-Estra le opposizioni in consiglio comunale non ci vanno per il sottile. Dopo le esternazioni di Daniele Farsetti, candidato sindaco con Patto civico per Arezzo, quelle del Movimento Cinque Stelle e l’invito di Luciano Ralli affinché il primo "cittadino rompa il silenzio”, ecco che arrivano anche le prese di posizione. Questa volta ad entrare nel merito sono Pd e Arezzo 2020.

Come noto l’inchiesta, in questi giorni passata sulla scrivania del procuratore Roberto Rossi a causa del trasferimento di Andrea Claudiani alla procura di Perugia, vede 13 persone iscritte nel registro degli indagati. Tra queste ci sono anche il sindaco Alessandro Ghinelli, l’assessore Alberto Merelli e il consigliere comunale Roberto Bardelli.

Ruscelli e Caneschi: “Un quadro desolante”

“Ghinelli è alle prese con una straordinaria manovra di distrazione di massa - spiegano i segretari provinciale e comunale del Pd - Parla di tutto, meno che delle accuse gravissime che la legge muove nei suoi confronti e in quelli di persone che gli stanno accanto ogni giorno in Comune. Al sindaco, dopo le indagini svolte dalle Forze dell'ordine, si apprende che sono contestati i reati di abuso d’ufficio, e cioè un delitto contro la pubblica amministrazione, e favoreggiamento, cioè un delitto contro l’amministrazione della giustizia. Ghinelli sta facendo il possibile per farci dimenticare due cose: queste accuse e il fatto che anche durante lo scandalo che attraversò la precedente giunta di centrodestra, della quale lui faceva parte, tanti fecero finta di niente all’inizio per poi finire gli uni condannati in modo definitivo, gli altri graziati dalla prescrizione. Allora come oggi, emergeva un quadro desolante e con un intreccio di politica e affari, viziato da tornaconti personali. Un quadro miserabile, dove la scurrilità delle espressioni fa il paio con attacchi e accuse sotterranee nei confronti di esponenti della stessa maggioranza.  Una guerra tra bande fatto di scambi e di favori, di persone spostate perché non rompessero le scatole. Un clima avvelenato, che ha indotto l’allora presidente Coingas a registrare centinaia di conversazioni, quasi fossero l’assicurazione sulla sua vita (politica).  Ecco cosa accadeva negli ultimi 5 anni, nei quali il Comune non ha prodotto un progetto di rilancio economico, non un piano per le infrastrutture, non un progetto per combattere nuove e vecchie povertà, non un progetto per la cultura o per l’ambiente e lo sviluppo sostenibile. 5 anni nei quali, nonostante la propaganda sul turismo, Arezzo richiamava meno dell’1% dei visitatori della Toscana. C'è solo una buona notizia, per quanto amara: adesso gli aretini potranno finalmente capire cosa accadeva davvero in alcune stanze del Comune mentre la città restava ferma al palo”.

Arezzo 2020: “Scoperchiato il vaso di Pandora Coingas-Multiservizi”

“I fatti. 13 indagati. Differenziati capi di imputazione: abuso di ufficio, favoreggiamento, peculato, corruzione. Ruoli pubblici ricoperti attualmente o prima delle indagini: sindaco, assessore al bilancio, consigliere comunale, presidente di Coingas, presidente di Estra, presidente di Arezzo Casa, presidente di Arezzo Multiservizi, cui si aggiungono altri soggetti a vario titolo coinvolti. Schieramento politico: la destra che amministra il Comune di Arezzo e le aziende partecipate. Sono i dati essenziali del duplice affaire “Coingas-Multiservizi” che risultano dalle indagini chiuse dalla procura. Ora spetterà alle autorità competenti stabilire o meno il rinvio a giudizio degli indagati, con le conseguenti fasi e decisioni di ordine giudiziario compito esclusivo della magistratura. Tuttavia, al di là dei risvolti giudiziari, è già emerso un panorama di ordine etico e politico pesante come un macigno. Una volta scoperchiato il vaso di Pandora Coingas-Multiservizi sono venuti alla luce frasi, comportamenti, scelte che rappresentano un certo modo di interpretare la politica che non vorremmo esistesse perché è sbagliato ed è un danno per tutti: un deprecabile senso di impunità ed un inaccettabile atteggiamento volto a servirsi delle istituzioni anziché servire le istituzioni con “onore e disciplina”. Che le imputazioni siano penalmente o meno perseguibili non spetta a noi dirlo, ma quanto emerso è più che sufficiente per trarne una semplice constatazione politica: ogni volta che la destra aretina si trova ad amministrare è coinvolta in vicende giudiziarie. Il cambiamento che già si era reso necessario su progetti e programmi per il futuro di Arezzo, ora diventa impellente anche sul versante della concezione delle istituzioni e sul modo di esercitare il mandato conferito dai cittadini. Massima trasparenza, scrupoloso rispetto delle regole, rigore morale, genuino spirito di servizio sono le precondizioni e il discrimine tra buona e cattiva politica. E’ davvero ora di cambiare”.

30 giugno 2020: si riunisce il consiglio comunale

Prenderà avvio alle 9 di martedì 30 giugno il consiglio comunale di Arezzo. La seduta si svolgerà in videoconferenza a causa delle disposizioni anti-Covid relative al distanziamento sociale. Una scelta che ha fatto storcere il naso alla minoranza che invece, da tempo, chiede di tornare di nuovo in aula. Malgrado l’ordine del giorno sia già stato stabilito da tempo, e in nessun punto preveda interventi da parte del sindaco per dare conto sulla vicenda giudiziaria che lo chiama in causa, si preannunciano comunque numerose le interrogazioni dai banchi dell’opposizione. Sicuramente dai banchi del Pd arriveranno uno o più interventi così da incalzare il primo cittadino e ricevere delucidazioni.

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