Centro destra

Rapporti di lavoro con Estra e Coingas: i consiglieri pronti a consegnare le informazioni

Sono tanti i temi caldi in questo avvio di 2022 sul versante del centro destra. A livello nazionale ci sono grosse rotture, ad Arezzo appare ricomposta la crisi di maggioranza. Sullo sfondo ci sono la multiutility toscana e le elezioni a Monte San Savino

I tre consiglieri comunali interessati potrebbero consegnare entro poche ore le informazioni circa i propri rapporti di lavoro con società della galassia di Estra o con Coingas. Collaborazioni che hanno da liberi professionisti e che secondo quanto si apprende riguarderebbero incarichi maturati nel periodo antecedente alle rispettive elezioni a membri del consiglio comunale, anche se alcuni si stanno protraendo in questo periodo. Le due aziende partecipate, direttamente o indirettamente, dal comune di Arezzo sarebbero clienti dei loro studi professionali. Le informazioni fornite dai consiglieri andrebbero ad anticipare la richiesta formale scritta da parte del sindaco Ghinelli che sarà rivolta a tutti coloro che siedono in consiglio comunale.

Questa mossa, strategicamente, vorrebbe ricomporre la vicenda, nata da una diatriba di natura politica all'interno del centro destra, e renderla un capitolo chiuso. Molto dipenderà anche da come la comunicheranno e dalla interpretazione che ne daranno gli altri partiti.

Intanto il confronto che è avvenuto lunedì nel tardo pomeriggio, anticipato addirittura di un paio di giorni, è stato vivo ma anche produttivo dopo che pubblicamente c'erano stati "atti di guerra" da un lato "falli di reazione" dall'altro. La richiesta partita con l'interrogazione depositata dalla Lega all'assessore Chierici e al sindaco Ghinelli, fatta propria anche da Forza Italia, è stata accolta. Il primo cittadino e la vice Tanti hanno dato seguito alle richieste di fare chiarezza sugli incarichi dei consiglieri comunali all'interno delle due partecipate Coingas ed Estra. "Un quadro completo prima delle prossime nomine" aveva spiegato il segretario provinciale del partito di Salvini Matteo Grassi. Informazioni che non farebbero parte di quelle che per la legge sulla trasparenza dovrebbero essere comunicate da chi viene eletto consigliere, forse però politicamente i partiti della maggioranza che hanno sollevato il problema si sono chiesti perché certi incarichi non siano stati concordati o per lo meno condivisi. E per anticipare i tempi i consiglieri consegnerebbero queste informazioni a breve. Il sindaco comunque estenderà la richiesta a tutti.

Fdi, di contro, fa sapere che si impegnerà in un lavoro che si preannuncia pruriginoso, come quello di scrivere il libro bianco dei rapporti tra la politica e le amministrazioni pubbliche. "Gli esempi sono tanti" commentano dal partito.

Centro destra unito per le prossime elezioni

Dalle fila di Fratelli d'Italia arriva la conferma che è stata considerata più importante l'unità del centro destra e il lavoro amministrativo da compiere ad Arezzo. Centro destra che si dice unito anche sul fronte del comune della Valdichiana che va ad elezioni nel 2022. A Monte San Savino ci sono ferventi lavori in corso per unire le compagini che nella tornata precedente si erano presentate separate e che potrebbero così lanciare una sfida con un unico candidato al centro sinistra.

Da affrontare anche la questione multiutility toscana

Molto importante e di livello ancora superiore è il tema della multiutility toscana che sta tornando ad essere al centro dell'attenzione e sul quale gran parte del centro destra è d'accordo. Un pensiero chiaro lo ha il sindaco Ghinelli che alla vigilia dell'incontro di maggioranza ha lanciato un messaggio sui suoi social inequivocabile: 

"L'opportunità di una multiutility toscana non solo mi appassiona, ma mi convince. Tuttavia, sull’architettura di sistema, sullo strumento individuato per la sua costituzione, così come sulla “road map” individuata per completare il processo di formazione, sussistono a parer mio ancora forti dubbi. Fin dalla iniziale declinazione di questa volontà politica ho voluto coinvolgere i sindaci di centrodestra dei capoluoghi toscani nel processo di sviluppo della multiutility. Nelle varie riunioni tenutesi sempre via piattaforma telematica, i sindaci si sono sempre mostrati interessati, ma con vari distinguo sul processo di formazione del nuovo soggetto. In particolare a molti di noi è parso di difficile condivisione un progetto nel quale la parte pubblica, di fatto, perde molta della propria, e doverosa, capacità di programmazione e scelta degli obiettivi strategici, necessari alla corretta erogazione dei servizi assorbiti dalla costruenda multiutility. In altre parole molti di noi, ed io in particolare, non siamo disposti a rinunciare alla governance di un soggetto che eroga servizi essenziali per i cittadini da noi amministrati come: la gestione del ciclo delle acque, la vendita del gas, la raccolta e smaltimento dei rifiuti. Nonostante la stima nei confronti dei sindaci che hanno prospettato inizialmente questa idea, ritengo opportuna, anzi necessaria, una condivisione più attenta e consapevole dell’obiettivo finale, in termini di struttura societaria, e soprattutto di governance: in capo a chi sta. Su questo non sono disposto a firmare deleghe in bianco a nessuno. A dimostrazione della mia volontà di percorrere insieme una strada, per certi versi inevitabile, mi rendo, ancora una volta, disponibile alla condivisone di un progetto, che per delicatezza, complessità e aspettative può diventare la carta vincente dell’intera regione, ma secondo una prospettiva diversa e più orientata ai bisogni dei cittadini e non solo alla gestione dei servizi messi a sistema."

Un tema che appassiona di certo i vertici di Fratelli d'Italia. Al confronto era ad esempio presente Francesco Macrì che è sicuramente convinto della necessità della costruzione di quella società che si possa occupare di servizi integrati di luce, gas, acqua e rifiuti. E di fronte si è trovato quel Paolo Enrico Ammirati che adesso dalle fila della Lega torna nella scena politica aretina. I due sono ex tesserati di Alleanza Nazionale nella quale sono stati esponenti di primo piano ad Arezzo e adesso si ritrovano nel panorama del centro destra ma in due partiti che più volte si sono lanciati schermaglie e hanno marcato dei distinguo.

Oggi questo centro destra si dice unito, sicuramente più di quello nazionale perché qui, sposando la definizione che qualcuno dei diretti interessati ha dato "si è preferito tentare la via anglosassone che quella balcanica", quella dell'accordo rispetto a quella dello scontro.

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