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Hospice Arezzo, Ceccarelli: “Trovare velocemente una soluzione stabile”

Il capogruppo pd in Consiglio regionale: "L'idea del presidente del Calcit di collocarlo nella palazzina del Pionta sembra una buona proposta, ne siano verificati costi e fattibilità”

Vincenzo Ceccarelli, capogruppo Pd in Consiglio regionale, interviene sulla vicenda dell’Hospice di Arezzo: “Serve una soluzione definitiva. L'idea del presidente del Calcit di collocarlo nella palazzina del Pionta sembra una buona proposta, ne siano verificati costi e fattibilità”.

“Siamo in vista del secondo spostamento in pochi mesi per l'Hospice di Arezzo – spiega Ceccarelli - La straordinarietà di questa emergenza sanitaria ci fa comprendere che dietro questa decisione ci sono esigenze organizzative importanti e c’è anche la necessità di tutelare la salute dei pazienti che vengono allontanati dall’ospedale San Donato che è un centro di prima linea per la cura dei malati di Covid. Ma questa situazione ci deve spronare a trovare altre soluzioni altrettanto efficaci".

L’hospice è una struttura d’accoglienza e ricovero che ha come obiettivo offrire le migliori cure palliative ai pazienti oncologici (e non solo), quando non è più possibile essere assistiti dal programma di assistenza domiciliare integrata e specialistica.


“Un paziente nella fase più avanzata della malattia ha bisogno di un team di specialisti che includa medici e infermieri – continua Ceccarelli - personale in grado di gestire i sintomi, migliorare la qualità della vita, sostenendo il malato e i suoi familiari. In questo percorso, gli hospice hanno un ruolo fondamentale. Parliamo di persone e quindi di famiglie che affrontano una situazione difficile, che hanno bisogno di certezza e che devono essere aiutate dal sistema sanitario. Ho già parlato con l’assessore regionale alla sanità Simone Bezzini. Ho chiesto che sia trovata al più presto una soluzione definitiva non legata ad emergenze e quindi suscettibile di continui cambiamenti. Ci sarà bisogno di un impegno concreto da parte di tutti i livelli istituzionali e dell’azienda sanitaria. Credo la riqualificazione delle strutture del Pionta, già di proprietà dell’Asl, rappresenti una scelta possibile. Però occorre certezza sui tempi”.

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