Domenica, 13 Giugno 2021
Politica

Ghinelli: "La salute dei cittadini non diventare oggetto di rappresaglia politica"

“Mi unisco al plauso di coloro che hanno ringraziato il dottor Daniele Pezzati" scrive Ghinelli.

Dopo lo sfogo tramite social da parte del dottor Daniele Pezzati interviene anche il sindaco di Arezzo, Alessandro Ghinelli. Il chirurgo 37enne fiorentino nell’ultimo giorno dell’anno ha stabilito un primato, l’ennesimo del Centro di trapianti di fegato dell’Azienda ospedaliera pisana raggiungendo quota 161.

Il medico si è sfogato su Facebook riferendosi all'ipotesi di creare a Careggi un centro trapianti che potrebbe fare concorrenza a Pisa.

“Mi unisco al plauso di coloro che hanno ringraziato il dottor Daniele Pezzati, che non conosco personalmente, ma che i dati dimostrano essere un professionista di grande responsabilità e dedizione. Rimango pertanto esterrefatto a fronte delle esternazioni fatte dall’Assessore Regionale Stefania Saccardi. Pisa, così come Arezzo ed altri capoluoghi, sono una risorsa importante per il Sistema Sanitario Regionale e, di riflesso, anche per quello Nazionale. Nei loro Centri Ospedalieri ci sono professionisti di grande livello in grado di rendere gli stessi degli hub specialistici di eccellenza. Su questo ritengo dovrebbe concentrare gli sforzi l’Assessore Regionale, piuttosto che minacciare rappresaglie nei confronti di chi con passione e senso di responsabilità svolge un lavoro che in taluni casi diventa una missione di vita vera e propria in un contesto, tra l’altro, ogni giorno più complesso e di difficile gestione”. Il sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli interviene sulle dichiarazioni del chirurgo fiorentino Daniele Pezzati e il suo “j’accuse” alle politiche sanitarie della Regione Toscana che ha suscitato moltissime reazioni comprese quella dell’Assessore regionale alla sanità Stefania Saccardi. “La politica dovrebbe invece ringraziare univocamente tutte quelle persone che, come il dottor Pezzati, dopo aver fatto rinunce che impattano anche sul piano personale si appellano ai decisori perché tengano conto di certe realtà territoriali in sede di definizione, a livello centrale, delle politiche di governance. La salute dei cittadini non può e non deve diventare oggetto di rappresaglia politica ma soprattutto non è giusto tacitare o censurare chi opera per la stessa ventilando l’adozione di provvedimenti disciplinari”, conclude Ghinelli.

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