Ghinelli: "Gelli? Saldo positivo e cittadino illustre". Valanga di polemiche

"Se si dovesse fare un bilancio, tra i più e i meno, io credo che alla fine Licio Gelli abbia portato un saldo positivo per Arezzo. E' stato un personaggio nel vero senso della parola. Lo considero un cittadino illustre". Sono queste le parole...

 

"Se si dovesse fare un bilancio, tra i più e i meno, io credo che alla fine Licio Gelli abbia portato un saldo positivo per Arezzo. E' stato un personaggio nel vero senso della parola. Lo considero un cittadino illustre".

Sono queste le parole di ieri - giorno dopo la scomparsa dell'ex maestro venerabile della P2 - pronunciate dal sindaco Alessandro Ghinelli (e riportate nel video di Arezzo Tv) che hanno infiammato la polemica politica. Il primo cittadino di Arezzo ha anche ricordato i "problemi" avuti da Gelli, ma le frasi sul bilancio tra cose positive e negative e la definizione "illustre" non sono passate inosservate.

Tra i primi a commentarle su facebook c'è l'avversario della scorsa primavera alle elezioni comunali Matteo Bracciali (Pd) che ha scritto: "Dimostra che esiste ancora differenza tra chi fa politica. Soprattutto c'è differenza tra essere fascisti o democratici. Bene, io credo che chi ha attentato alla vita democratica delle istituzioni del nostro Paese non possa essere definito un cittadino illustre. Chi ha costruito la propria fortuna sulla vita delle persone non può essere definito un cittadino illustre. Ma un delinquente, sì. (...) La nostalgia, purtroppo, ha preso il sopravvento".

"Ignominioso e inaccettabile", scrive l'ex consigliere 5 Stelle (ora uscito dal movimento) Daniele Farsetti. "La massoneria che (Gelli) rappresentava non è stata solo intrighi di palazzo ma fascismo, morti e sangue". "Vergogna", fa eco dal Pd Filippo Gallo.

Articolato il commento dell ex sindaco di Cortona, presidente della Provincia e consigliere regionale Tito Barbini, condivise dal segretario provinciale del Pd Massimiliano Dindalini:

"Le dichiarazioni del Sindaco Ghinelli sulla morte di Gelli mi sono sembrate gravissime. Cittadino illustre? Non scherziamo! Questa volta caro sindaco hai proprio commesso un errore enorme. Per lo più offensivo nei confronti dei cittadini democratici e onesti della tua città. Luci e ombre? Un'ombra su tutta la storia nera d'Italia. Dal golpe Borghese alla strage di Bologna, dal caso Moro all'omicidio Pecorelli, dalla mafia a Mani Pulite, alle trame nere in Toscana.

L'ex capo della loggia coperta nel 1994 è stato condannato a 10 anni per calunnia al processo d’appello-bis per l'attentato del 2 agosto dell'80 e a 12 anni per la bancarotta dell'Istituto di Roberto Calvi. Ma il suo nome spunta anche dalle indagini sulla morte del "banchiere di Dio" e su quelle per gli attentati sui treni in Toscana. E potremmo continuare per molte altre miserabili vicende. Puoi dirmi caro sindaco quali sono state le luci? Il rispetto per i defunti non può offuscare la verità e offendere la storia di una città democratica e civile".

Nel corso della giornata di oggi sono fiaccati poi prese di posizione ufficiali. Ecco le note: Pd, Arezzo in Comune, Movimento 5 Stelle, Sel, Possibile

Il sindaco Ghinelli continua a non aver chiara la distinzione tra il suo ruolo istituzionale e la sua identità politica. Un Sindaco, consapevole del suo ruolo e lettore attento della storia di Arezzo e dell’Italia, non può fare le dichiarazioni che ha fatto Ghinelli.

Licio Gelli è tra le penne che hanno scritto le pagine più oscure della storia italiana della seconda metà del Novecento. La P2 ha meritato una Commissione parlamentare d’inchiesta che ha messo in luce la sua pericolosità per la democrazia del Paese. Il “Venerabile Maestro” ha subìto condanne penali ed è stato al centro di moltissime inchieste della magistratura.

Non vogliamo e non possiamo fare qui la storia di Gelli e della P2. Comprendiamo che la parola fascismo ha per noi e per Alessandro Ghinelli significati diversi. Ma quello che la storia ha attributo a questa parola è il nostro e non quello di Ghinelli.

Quindi, signor Sindaco faccia una scelta: se pensa davvero che Licio Gelli sia un “cittadino illustre” allora vada al suo funerale con la fascia tricolore, ricordandosi però che il 30 luglio 2013 la Presidenza della Repubblica revocò all’”illustre cittadino” Licio Gelli il titolo onorifico di Commendatore della Repubblica a seguito delle condanne con sentenza definitiva per i seguenti reati: procacciamento di notizie contenenti segreti di Stato; calunnia nei confronti dei magistrati milanesi Colombo, Turone e Viola; calunnia aggravata dalla finalità di terrorismo per aver tentato di depistare le indagini sulla strage alla stazione di Bologna (vicenda per cui è stato condannato a 10 anni di reclusione); bancarotta fraudolenta del Banco Ambrosiano (vicenda per cui è stato condannato a 12 anni di reclusione).

Altrimenti ammetta che si è sbagliato e che c’è poco di illustre nel personaggio Gelli.

La senatrice Donella Mattesini

"Non sono accettabili le parole di apprezzamento che il Sindaco di Arezzo Ghinelli ha espresso in occasione della morte di Licio Gelli. Qualificandolo come 'cittadino illustre' il sindaco ha offeso non solo tutta la cittadinanza di Arezzo ma tutta quell'Italia democratica che si riconosce nelle istituzioni nate dalla Resistenza e dalla lotta antifascista. "In tutta la sua lunga vita, 'il cittadino illustre' ha eversivamente lavorato attraverso la loggia massonica P2 per sovvertire l'ordine democratico e non meritava certo parole di apprezzamento che il sindaco avrebbe dovuto, invece, riservare ad altri valorosi cittadini di Arezzo che hanno concorso in tutta la loro vita all'affermazione dei valori di democrazia e libertà nel nostro Paese. A questo punto sarebbe forse giusto che da parte del Sindaco venisse il bel gesto di dare la cittadinanza onoraria di Arezzo a Tina Anselmi, un'italiana che, al contrario di Gelli, ha sempre difeso i valori di giustizia e libertà e che ha presieduto con estrema onestà e correttezza la Commissione parlamentare d'inchiesta sulla loggia massonica P2. Si, sarebbe proprio un bel gesto", conclude Mattesini

Il coordinatore regionale di Sel Giuseppe Brogi

Le parole del Sindaco di Arezzo su Licio Gelli sono di una gravità estrema. Ghinelli ha definito Gelli un "cittadino illustre": illustre di cosa? L'agenzia Ansa, non un bollettino fazioso, riporta che Gelli e la sua Loggia massonica P2 furono coinvolti, direttamente o indirettamente, in tutte le più inquietanti vicende della storia italiana: tentato golpe Borghese, strategia della tensione, crack Sindona, caso Calvi, scalata ai grandi gruppi editoriali, caso Moro, mafia, tangentopoli. La giustizia italiana ha condannato Gelli per depistaggio nelle indagini per la strage alla stazione di Bologna e per il crack del Banco Ambrosiano.

La pietà umana in occasione di una morte non può cancellare o, ancor peggio, violentare la storia.

Il Sindaco Ghinelli riconosca di avere sbagliato e chieda scusa per le sue sconcertanti parole, altrimenti si assumerà la responsabilità di offendere le tante persone colpite negli anni più foschi della Repubblica e di essere un discutibile uomo delle istituzioni democratiche, quelle che furono più volte attentate da torbide trame nelle quali ricorreva proprio la Loggia P2 di Gelli.

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