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Gender, il caso-Arezzo diventa un'interrogazione al ministro Giannini

Dopo l’acceso dibattito durante il Consiglio Comunale di Arezzo di lunedì scorso sulla questione dell’educazione alla parità di genere nelle scuole, interviene la senatrice del Partito Democratico Donella Mattesini, che annuncia la presentazione...

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Dopo l'acceso dibattito durante il Consiglio Comunale di Arezzo di lunedì scorso sulla questione dell'educazione alla parità di genere nelle scuole, interviene la senatrice del Partito Democratico Donella Mattesini, che annuncia la presentazione di un interrogazione al Ministro Giannini sui contenuti della mozione riguardo la questione gender presentata dal gruppo della Lega Nord e approvata dalla maggioranza.

"Con questa mozione si impegna la Giunta ed il Sindaco del Comune di Arezzo ad intervenire nelle scuole e ad agire sulle autorità scolastiche alla ricerca di qualcosa che non esiste, facendo una battaglia di propaganda e una grande opera di disinformazione verso le famiglie. Si tratta di un atto assurdo, un'inutile caccia alle streghe, come bene hanno sottolineato i Consiglieri Comunali del centrosinistra durante e dopo la seduta del Consiglio Comunale" spiega Mattesini.

"Ho deciso di presentare un'interrogazione al Ministro dell'istruzione - annuncia la senatrice democratica - affinché sia informata di ciò che sta accadendo nella nostra città. Anche perché con questa Mozione è violata l'autonomia degli istituti scolastici, nonché le indicazioni fornite in materia dallo stesso Ministero. Si tratta di un'indebita ingerenza nella sfera delle competenze scolastiche. Chiedo al Ministro se non ritenga opportuno intervenire, con urgenza, in tutti i casi come quello di Arezzo in cui l'approvazione di atti aventi questi contenuti rappresenta una palese violazione della normativa prevista dalla riforma della scuola."

Sulla questione, dice la sua anche il consigliere regionale di Forza Italia Stefano Mugnai. Mantenere sulla modulistica regionale destinata a famiglie con minori le diciture «padre» e «madre» al posto di «genitore 1» e «genitore 2»: questo il senso della mozione a cui oggi in Consiglio regionale il Capogruppo di Forza Italia Stefano Mugnai ha convintamente assegnato il proprio voto favorevole e che ha prodotto sfrangiature anche nelle file del Pd. "Ciascuno di noi - ha dichiarato Mugnai in aula - chiama per tutta la vita padre e madre chi lo ha generato. Non si vede perché si debba fare ideologia sulla pelle dei bambini indicando, nella modulistica regionale destinata a famiglie con minori, i papà e le mamme come 'genitore 1' e 'genitore 2'. Per questo Forza Italia assicura il proprio sostegno a una mozione di assoluto buon senso che, per altro, non nasce isolata poiché segue l'esperienza già portata avanti con soddisfazione dei cittadini dal Comune di Arezzo".

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