Fusione Bibbiena-Ortignano Raggiolo. Nasce il comitato per il no

Nasce il comitato per il No alla fusione tra i comuni di Bibbiena e Ortignano Raggiolo. Questo il documento inviato in redazione dal portavoce Mauro Fognani, che illustra proteste e proposte del movimento. Un gruppo di cittadini bibbienesi, che...

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Nasce il comitato per il No alla fusione tra i comuni di Bibbiena e Ortignano Raggiolo. Questo il documento inviato in redazione dal portavoce Mauro Fognani, che illustra proteste e proposte del movimento.

Un gruppo di cittadini bibbienesi, che hanno a cuore il destino del proprio comune e quello del Casentino, hanno deciso di unirsi in un Comitato per opporsi all’annessione del comune di Ortignano Raggiolo da parte del comune di Bibbiena e formare il nuovo comune di Bibbiena Ortignano Raggiolo.

Abbiamo parlato di annessione non a caso e quindi non di fusione, come viene definita questa manovra tutta politica, perché in effetti si parla di un comune, quello di Bibbiena, di circa 87 kilometri quadrati, con 12.177 abitanti (al primo gennaio 2018 fonte Istat), con una densità di circa 141 abitanti a kilometro quadrato, che, nelle intenzioni di qualcuno, dovrebbe “ingoiarsi” un altro comune, quello di Ortignano Raggiolo, che è esteso per circa 37 kilometri quadrati, conta 881 abitanti (al primo gennaio 2018, fonte Istat) e quindi ha una densità di 25 abitanti a kilometro quadrato.

Come si nota anche solamente da questi numeri, non viene rispettato pienamente lo spirito delle fusioni dei comuni, che deve avvenire tra realtà il più omogenee possibile e deve essere il coronamento di un processo di integrazione tra le amministrazioni che parte dal basso, dalla volontà popolare, con un processo condiviso. Chi abita nei due comuni interessati sa bene che i principi che avrebbero dovuto animare questa fusione sono stati pienamente disattesi, sostituiti da due delibere di consiglio comunale votate a maggioranza. Se la cosa fosse stata così condivisa e conveniente, le due delibere sarebbero state votate sicuramente all’unanimità: anche un’opposizione dura si allinea agli evidentissimi vantaggi, se ce ne fossero stati, ma così non è stato in nessuno dei due comuni.

Quindi, tenuto conto del fatto che questa annessione è voluta dall’alto, che non ha preso il via da richieste della popolazione, che non ha rispettato nessun parametro che la facesse vedere come una fusione utile e “naturale”, che non ha nessun vantaggio per nessuno dei due comuni, dei quali si perderà per sempre l’identità (della fusione non si può tornare indietro), abbiamo costituito il “Comitato NO alla fusione dei comuni di Bibbiena e Ortignano Raggiolo”. Siamo aperti alla collaborazione di tutti quelli che vogliono bene a Bibbiena e che vogliono che rimanga così com’è. Anzi, meglio di com’è adesso, visto come è stata ridotta da questa amministrazione.

Il Comitato non ha riferimenti partitici, ma vuole fare e farà “politica”, nel senso etimologico del termine (l’arte di governare la città), perché quelli che hanno governato fino ad adesso di questa arte, non conoscono nemmeno i princìpi di base. Questi signori hanno ottenuto un altro referendum (non gli è bastata la sconfitta dell’anno scorso) che si terrà l’11 e il 12 novembre prossimi. Attenzione, e lo diremo fino alla nausea, questo referendum è consultivo, quindi non ha necessità di quorum e quindi, anche se vanno a votare pochissime persone, è valido, e chi rimane a casa lascia decidere agli altri del proprio futuro. Questo comunicato è solo l’inizio, faremo conoscere le ragioni del NO e vi aspettiamo numerosi per aiutarci in questa battaglia che riguarda il futuro di tutti.

NO alle annessioni mascherate da fusioni.

NO ai falsi miraggi di contributi incerti (per esempio quelli già assegnati per i progetti di riqualificazione delle periferie sono stati depennati; se si deve raschiare il barile, si può fare anche con i contributi delle fusioni).

NO a chi vuole questa fusione solo in nome dei soldi che potrebbero arrivare, quando ha speso molto male i nostri negli ultimi dieci anni.

NO a chi vuole allontanare le amministrazioni dai cittadini.

NO a chi vuole le fusioni solo per ricandidarsi e per le proprie ambizioni politiche.

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