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Fratelli d'Italia Arezzo. Lucacci: "Infiltrazioni mafiose in Toscana. Il Pd non può vantare alcun primato morale"

"Nel Pd per anni sono stati epigoni della retorica dell'antimafia e hanno imputato agli altri partiti presunte, spesso rivelatesi infondate, frequentazioni mafiose"

"Appare allarmante come il Pd che due giorni fa aveva bocciato una commissione di inchiesta sulla mafia in Regione Toscana chiesta da Fratelli d'Italia, dalle indagini in corso di cui ci notiziano i giornali, addirittura sarebbe coinvolto tramite suoi illustri esponenti, in pericolose relazioni con la Ndrangheta". Sono queste le parole utilizzate dal presidente provinciale aretino di Fratelli d'Italia Francesco Lucacci per commentare le notizie riguardanti la maxi inchiesta che, tra gli altri, chiama in causa anche il capo di gabinetto della giunta regionale Toscana. "Nel Pd - prosegue Lucacci - per anni sono stati epigoni della retorica dell'antimafia e hanno imputato agli altri partiti presunte, spesso rivelatesi infondate, frequentazioni mafiose. Oggi parrebbe che proprio il Pd sia un partito i cui esponenti siano coinvolti in oscuri rapporti con la ndrangheta calabrese, sia a livello regionale che comunale. È parere della procura che indaga che tali esponenti sarebbero in combutta  con la malavita, non vi è ancora nessuna sentenza. Forse quelli che guardano sempre alle presunte colpe altrui, dovrebbero pensare prima a quello che succede in casa loro. Il Pd non può vantare alcun primato morale nei confronti di nessuno e ci auguriamo che chi ha sbandieranto tanta onestà, ora sia in prima fila a chiedere la costituzione di parte civile degli enti pubblici nei confronti dei propri esponenti di partito coinvolti nelle indagini, qualora si dovesse celebrare in futuro un processo".

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