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La Fortezza amica e le proposte di Demos

Riceviamo e pubblichiamo le riflessioni sulle destinazioni d'uso della Fortezza di Arezzo da parte di Giuseppe Giorgi di Demos

Fortezze, mura, torri, edifici difensivi ma erano a difesa della città o di un occupante? La fortezza di Siena, per esempio, era la zona rossa di Baghdad, costruita dopo l’occupazione spagnola/fiorentina e separata da un largo fossato (ora c’è un normale ponte). Giuste cautele perché i senesi avevano resistito per tanto tempo, mangiando di tutto mentre alcune donne (tipo le partigiane serbe) uscivano in campagna attirando i nemici e li pugnalavano durante l’amplesso. Quindi la fortezza di Siena era edificio di occupazione come dapprima quella di Arezzo che era anche il completamento delle mura difensive. Poi un elemento potrebbe essere messo in risalto, la Fortezza (maiuscola) come elemento di patriottismo aretino, tanto che venne quasi distrutta durante l’occupazione napoleonica (il contrario di quanto avvenuto a Siena due secoli e mezzo prima). 

Per Demos Fortezza amica e protettrice che deve diventare, in particolare ai tempi del Covid 19,  un luogo non solo di visita fugace. Intanto, sempre rispetto alla fortezza di Siena, quella di Arezzo, seppure più piccola, ha maggiori risorse di passaggi, camminamenti, è molto più “mossa” e questo deve essere un punto di forza per iniziative permanenti o meno. Non ci sarebbe nulla di male se si imitasse Siena e si aprisse un’enoteca, intanto con i vini del territorio, enoteca che potrebbe avere una sede stabile e che, durante la Fiera ma non solo, potrebbe essere affiancata dai prodotti gastronomici. Con poca spesa, e con un po’ di fantasia, i magnifici corridoi e camminamenti sarebbero perfetti per ospitare dame e cavalieri, oppure contadine e villici, che offrono le ricchezze gastronomiche del territorio. Sarebbe sempre meglio che sotto i portici dove i banchi degli alimentari che ogni tanto, offrono ottimi prodotti, convivono con un pavimento pieno di sporco dei piccioni (ci vorrebbe poco a dargli una pulita prima, dicemmo  alla Municipale, non abbiamo visto il risultato). Ci potrebbe anche essere una collaborazione tra Comune e quartieri per mettere qualche giovane in costume, che sappia presentarsi e magari parli un po’ d’inglese che sarebbe elemento pittoresco ma anche informatore sulla Giostra.

Demos pensa anche al lancio di spettacoli: la Fortezza d’Arezzo sarebbe perfetta  non solo per un Macbeth o un Amleto; lo spazio per il pubblico non è tanto ma, volendo, si trova. Per esempio, a Castiglione della Pescaia, in una costruzione chiamata La Casa Rossa, fine 700, in mezzo ai canali, d’estate fanno spettacoli, soprattutto musica. La Fortezza sarebbe, comunque, perfetta, per riprese televisive di qualunque testo teatrale e non; certo, ci vuole la fantasia e la competenza di qualche regista oltre, ovviamente, alle emittenti locali. Queste dovrebbero aprire alla cultura, praticarla anche fuori dai soliti canali e promuoverla per la comunità aretina e i suoi visitatori. 

Arezzo aspetta la sua Fortezza, Fortezza amica.

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