Fondazione Guido d'Arezzo, Macrì si fa da parte dopo le polemiche: "Rinuncio alla nomina"

Dopo la bufera, Macrì si fa da parte: "Ho comunicato stamani la mia intenzione di non accettare la nomina nel CdA della Fondazione Guido d’Arezzo alla quale, per l’amore che ho per la nostra città e la cultura, auguro buon lavoro e ogni successo"...

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Dopo la bufera, Macrì si fa da parte: "Ho comunicato stamani la mia intenzione di non accettare la nomina nel CdA della Fondazione Guido d’Arezzo alla quale, per l’amore che ho per la nostra città e la cultura, auguro buon lavoro e ogni successo". L'ex assessore comunale alla cultura, ora consigliere del Pd spiega le ragioni della rinuncia, dopo gli attacchi politici ricevuti dal gruppo di maggioranza in comune Ora.

L'antefatto

Ieri, esponenti della lista Ora - in una nota - avevano espresso "profonda costernazione e preoccupazione. Al di là dell’inopportunità politica di una nomina di questo genere per le note vicende giudiziarie che hanno visto coinvolto il dottor Macrì (...), la nomina è nei fatti “incompatibile” in quanto Macrì è un consigliere comunale nell’attuale consiliatura, ma soprattutto è “inconferibile” in quanto (Macrì, nda) ha rivestito sino a qualche mese fa il ruolo di assesssore del comune di Arezzo. Per la legge anticorruzione quindi il presidente Vasai potrebbe addirittura essere sanzionato con l’inibizione da ulteriori nomine per alcuni mesi".

La risposta di Macrì

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In mattinata Macrì ha replicato, respingendo in prima battuta le accuse di incompatibilità che gli erano state mosse: "In primo luogo ringrazio il presidente Vasai: aver indicato il mio nome è stato un gesto di stima e di fiducia. E intendo sottolineare che il suo atto ha tutti i crismi della legalità: chi avrà voglia e tempo di studiare la norma, potrà verificare che la mia nomina, non assumendo io deleghe amministrative all’interno della Fondazione Guido d’Arezzo, è perfettamente legittima e regolare". Quindi ha parlato dell'opportunità della nomina. "Una premessa: considero l’amministrazione della giustizia e l’amministrazione degli enti locali due sfere distinte. Nel mio caso si è tentato di creare una perfetta sovrapposizione per una vicenda - vorrei sottolinearlo – estranea alla mia attività amministrativa, politica e culturale. La domanda che pongo è se l’avvio d un procedimento penale debba immediatamente determinare la cancellazione di una consistente parte dei diritti civili di cui gode ogni cittadino. Mi domando cosa potrebbe accadere in caso di sviluppi di quello che i media locali hanno definito 'voto di scambio' in relazione alle recenti elezioni. Pertanto rinnovo il ringraziamento al presidente Vasai al quale ho comunicato stamani la mia intenzione di non accettare la nomina nel CdA della Fondazione Guido d’Arezzo".

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