Venerdì, 24 Settembre 2021
Politica

"Fine vita" in consiglio, battaglia trasversale: atto di indirizzo bocciato per un voto. L'amarezza di Rossi, Caporali e Romizi

Respinto per un voto l'atto di indirizzo dei consiglieri comunali Francesco Romizi, Angelo Rossi e Donato Caporali sul tema del fine vita: “l'ultimo caso dell’ex musicista milanese Fabiano Antoniani, che ha deciso di morire in Svizzera ricorrendo...

Respinto per un voto l'atto di indirizzo dei consiglieri comunali Francesco Romizi, Angelo Rossi e Donato Caporali sul tema del fine vita: "l'ultimo caso dell'ex musicista milanese Fabiano Antoniani, che ha deciso di morire in Svizzera ricorrendo a eutanasia legale, ha riportato all'attenzione dell'opinione pubblica e delle istituzioni un argomento molto delicato. Pare che sia giunto finalmente il momento di un confronto sereno, crediamo infatti che la risposta a questa complessità etico-politica non possa essere il non decidere, che di fatto lascia soli i cittadini e gli operatori del settore sanitario che quotidianamente si occupano dei malati terminali. Una legge sul fine vita è necessaria: il vuoto legislativo e giurisprudenziale, ribadiamo, garantisce soltanto indeterminatezza a danno di pazienti, familiari e medici. Con l'atto di indirizzo chiediamo al Consiglio Comunale di invitare il Parlamento ad approvare al più presto una legge in materia e a sindaco e giunta di dare maggiore visibilità e informazione alla possibilità, concessa a ogni cittadino, di depositare presso il Comune di Arezzo la propria dichiarazione di volontà, visto che esiste, ed è bene ricordarlo, il registro dei testamenti biologici".

Intervento favorevole di Angelo Rossi, che ha rilevato la firma dell'atto da parte dei consiglieri comunali di Ora Ghinelli e di alcuni di Forza Italia, "qui parliamo di scelta consapevole individuale che nulla ha a che vedere con il caso del bambino inglese", e contrario di Roberto Bardelli: "l'occidente oramai è per la cultura della morte. Le persone non sono pezzi di ricambio da eliminare quando non servono più. E la società sta andando in questa direzione. Preferisco la vita, sempre". Per Giovanni Bonacci "ciascuno è libero di pensarla come vuole, sono argomenti eticamente sensibili. Per cui è bene che un paese civile come l'Italia trovi una soluzione adeguata, certamente una persona in condizioni estreme deve essere accompagnata nella sua dignità". Donato Caporali: "non accetto di essere additato come un fautore della cultura della morte". Luciano Ralli ha annunciato libertà di voto del gruppo Pd e la sua astensione: "ci sono casi meno noti di persone che nascono con handicap gravi e che giornalmente vengono accudite con grande impegno e sofferenza dai familiari. Oggi chi chiede l'eutanasia sono le persone sole e non i malati. Non mi pare adesso che il parlamento sia nelle condizioni migliori per legiferare su un tema di questo tipo. Non sono guidato da convinzioni religiose ma non è il momento storico adatto". Federico Scapecchi: "resta la necessità di normare un aspetto privo ancora di regolamentazione. Ma la proposta attuale sembra paventare un'eutanasia mascherata. Per cui nonostante la firma apposta in precedenza, il sottoscritto voterà contro". Egiziano Andreani: "amo la vita e chi combatte per essa tutti i giorni, il mio voto sarà contrario". Jacopo Apa: "il tema deve essere, per l'appunto, 'etico' e qui si perora una proposta parlamentare che proviene da una parte politica. Forza Italia sarà sempre per la vita. In parlamento ci sono centinaia di emendamenti di ogni parte politica, per cui non mi pare ci sia la giusta convergenza. Forza Italia voterà contrariamente". Tiziana Casi: "la Lega Nord lascia libertà di coscienza. Personalmente sposo le tesi di Luciano Ralli e mi asterrò". L'atto ha avuto 10 favorevoli e 8 contrari. Per cui non è stato approvato perché servono almeno 11 sì. I commenti di Caporali, Romizi e Rossi

Dispiaciuti per l'esito del voto sull'atto di indirizzo sul fine vita. Bastava un voto in più per passare, uno solo. E questo poteva venire da almeno un componente di alcuni gruppi consiliari che avevano mesi fa sottoscritto l'atto e poi in aula si sono distinti per i loro... distinguo. Paradossale che negli interventi di questi consiglieri comunali si siano fatte grande enunciazioni di libertà di coscienza e si sia poi data indicazione di voto negativo.

La cultura sottesa al nostro atto era liberale, contro ogni ingerenza statale in decisioni etiche e soprattutto individuali. Con l'atto di indirizzo chiedevamo al Consiglio Comunale di invitare il Parlamento ad approvare al più presto una legge in materia e a sindaco e giunta di dare maggiore visibilità e informazione alla possibilità, concessa a ogni cittadino, di depositare presso il Comune di Arezzo la propria dichiarazione di volontà, visto che esiste, ed è bene ricordarlo, il registro dei testamenti biologici. Respingiamo perciò l'accusa di cultura della morte per rivendicare invece la piena autonomia individuale sulle scelte inerenti il proprio corpo.

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