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Emergenza lupi, Casucci chiede quanti sono in Toscana: "Anche animali domestici tra le prede più attaccate"

Interrogazione depositata dal consigliere regionale della Lega

“Considerato che gli attacchi predatori portati dai lupi, continuano a determinare gravi problemi soprattutto agli allevatori, ho predisposto un atto in cui chiedevo quale fosse il numero di questi animali presenti in Toscana. I numeri delle rilevazioni fatte nella Regione sono piuttosto datati". La dichiarazione è di Marco Casucci, vice presidente della Regione Toscana e consigliere della Lega.

"Dal 2014 al 2016 dal Cirs e Maf (Centro interuniversitario di ricerca sulla selvaggina e sui miglioramenti ambientali a fini faunistici) e nel 2022 dal Ministero dell’Ambiente che pubblicò i risultati di uno studio che rilevava circa 2400 lupi nell’Italia peninsulare, senza stime divise per Regione, anche se nel 2016 il CIRS e MAF dava per certi nella sola Toscana 490 individui nelle unità familiari più 68 individui “solitari” per un totale di 558 individui e nel 2023 il modello statistico di crescita di popolazione Vortex, in grado di simulare il numero di lupi esistenti al 2016 in Toscana partendo da una stima di 100 individui nel 1985 (basato su analisi di Ciani F., 1990 e Boitani ed altri, 1989) ha restituito un risultato di 882 lupi."

“Le predazioni, come detto, sono piuttosto presenti, specialmente in alcune zone della Toscana e dai dati rilevati al numero telefonico/ whatsap della regione Toscana nel periodo 01 Ottobre 2021 – 1 Dicembre 2022 balza subito agli occhi, un qualcosa che finora non era stato doverosamente osservato, ovvero che pure gli animali da affezione (cani e gatti) siano tra le vittime dei lupi e gli animali allevati (ovini e caprini) lo sono anche di più di cinghiali e caprioli. Un dato significativo, che conferma come i lupi si stiano sempre più avvicinando ai centri abitati e stiano, dunque, cambiando le loro abitudini.” 

“Resto fermamente convinto che la Regione debba, quindi, fare di più per contrastare adeguatamente la problematica delle predazioni, che appare, purtroppo, ancora irrisolta, con tutte le inevitabili e deleterie conseguenze per i nostri allevatori, sempre più gravati da perdite economiche rilevanti; tra l’altro, auspico che i costi per lo smaltimento delle carcasse degli animali uccisi, ricadano sulla Regione, dando così un aiuto concreto a chi è stato danneggiato.”

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