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Finisce l'era di Vasai: "Nessun rimpianto, spero che i cittadini possano tornare a votare per il presidente"

Roberto Vasai, dopo 23 anni si appresta a lasciare il proprio posto. Domani le elezioni.

La carriera politica di Roberto Vasai all’interno della Provincia di Arezzo è iniziata nel 1999 quando l’allora presidente Vincenzo Ceccarelli lo arruolò nella propria squadra. Per 10 anni ha fatto parte delle giunte provinciali con il ruolo di assessore ad agricoltura, caccia, pesca e sport.

Il 22 giugno 2009 è stato invece eletto presidente della Provincia di Arezzo sconfiggendo al ballottaggio Lucia Tanti conquistando il 60,65% dei voti, dopo che al primo turno si era fermato al 49,84%. Espressione del centrosinistra e del Partito Democratico, Vasai per 20 anni è stato una delle figure cardine dell’ente di piazza della Libertà. Oggi, per lui è arrivato il momento di lasciare il testimone al nuovo successore e stilare un bilancio di quella che è stata la propria esperienza nel pre e nel post riforma Delrio.

“Il momento più importante della mia carriera politica? L’inaugurazione della variante alla Regionale 69 - spiega Roberto Vasari - quello invece più concitato è stato quando non è stato approvato il bilancio dai sindaci revisori. E’ stato un momento in cui abbiamo temuto il commissariamento. Fortunatamente ho avuto una grande squadra di tecnici e consiglieri che mi hanno spinto ad andare avanti perché non c’era alcuna ragione per non farlo. Ed infatti, alla fine, il consuntivo ha dato ragione a noi”.

Tra gli spunti di riflessione c’è anche quello basato sulle affermazioni della Lega Nord e riguardanti la volontà di studiare il ritorno del voto diretto per le Province, rimaste sospese tra la riforma che le doveva abolire e la bocciatura del referendum del 2016, che ha finito per rimetterle in piedi, anche se zoppicanti.

“La Lega è sempre stata a favore dell’ente Provincia. Io che ho lavorato qui tanti anni comprendo che l’Area Vasta e la mediazione politica non si possono togliere dai territori perché se lo facciamo creiamo un danno ai cittadini. Le Province come storia e come struttura possono benissimo portare avanti i servizi che abbiamo affidato a consorzi e che potrebbero trovare nella Provincia un punto di convoglio. La Provincia deve essere un ente di controllo e deve esserlo in favore dei cittadini che dovranno necessariamente tornare ad esprimere la propria volontà, attraverso il voto, sulla scelta del presidente dell’Ente. Ecco, io credo che la legge con la quale andiamo a rinnovare gli organi politici di questa istituzione non sia affatto efficace né, tanto meno, giusta. Mi auguro che in futuro venga rivista e che le Province possano avere un ruolo importante nella vita politica e amministrativa dei territori”.

Un consiglio per il suo successore?

“Fare squadra con i presidenti delle altre province - ha sottolineato Vasai - e battersi affinché riescano ad intercettare risorse che altrimenti prenderebbero altre strade e non verrebbero riversate nel territorio. Lascio un ente solido. Lasciamo come eredità tanti lavori ultimati. Spero che chi verrà dopo saprà essere una guida coscienziosa”.

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