Psicodrammi post elettorali, analisi del Movimento Arturo

Per il Movimento Arturo ci sono psicodrammi in corso per Bernardini, il centro sinistra e il Pd

"A Bibbiena tutto bene. Le elezioni sono andate come previsto. Nella stessa graduatoria che avevamo ipotizzato. Vagnoli ha vinto (non stravinto) con il 45% dei votanti. Galastri batte Rossi ( e questo non era scontato) superandolo di oltre 600 voti (magra consolazione). Finita anche la rissa sulle ipotesi di Bernardini in giunta. Vagnoli, come ovvio, ha già scelto."

Arriva dal Movimento Arturo di Poppi e Bibbiena un'analisi di voto e del post elezioni nel comune più importante del Casentino. E' firmata da Luca Tafi e da Giorgio Renzi.

"Ma non sono finiti gli psicodrammi. Il primo è proprio dell 'ex sindaco Bernardini. La perdita di ruolo a volte fa perdere anche la testa. Lo comprendiamo, gli siamo nel cuore. Passare da essere al centro dell'attenzione all'irrilevanza, è un passaggio duro sul piano psicologico. Ciò non toglie che certi commenti rivolti a Galastri o Brogi tramite Facebook, se li poteva risparmiare. Molti si sono chiesti: ma è questo personaggio che è stato nostro sindaco per dieci anni? Facciamo un appello alla comprensione. Perdonatelo. Ora deve rifarsi una vita da normale cittadino. Una domanda, però, vogliamo porgliela: ma lui non era il sindaco civico prestato alla politica? E allora quale è il problema se torna alla sua vita normale? Caso mai le evoluzioni psicologiche di Bernardini confermano quello da noi sempre sostenuto. Non esistono sindaci civici, o, peggio ancora, non hanno niente da invidiare ai demonizzati politici. Hanno lo stesso attaccamento alla poltrona."

Secondo psicodramma è nell'ambito del centro sinistra, tra le due liste contrapposte, che non hanno trovato di meglio che farsi la campagna elettorale l'un contro l'altro armati, con la benedizione del Vagnoli. Ed è divertente vedere i commenti di supporter di liste del cosiddetto centro sinistra quasi esaltarsi per la “grande” vittoria di Vagnoli, fino a dire che è anche una vittoria del Bernardini, che avrebbe tutte le ragioni di tornare in giunta (meno male che Vagnoli non è così sciocco). Insomma si capisce che l'importante era che non vincesse l'altra lista della stessa area. Congratularsi con Vagnoli, nuovo sindaco, di tutti, è giusto e istituzionalmente corretto. Fa parte della grammatica istituzionale. Ma la piaggeria è un'altra cosa. E fa una certa tristezza rilevarla tra chi si dichiara di sinistra. Tra l'altro la “grande” vittoria di Vagnoli non è poi così grande, se ha preso solo il 45% dei votanti (circa il 73% degli aventi diritto al voto). Quindi nemmeno la metà dei votanti. Se fossimo un comune al di sopra dei 15000 abitanti saremmo costretti al ballottaggio. Oggi la lista Vagnoli rappresenta poco più di un terzo degli abitanti. Anche se ha tutta la legittimità a governare con la maggioranza consiliare assoluta che la legge elettorale gli attribuisce, farebbe bene a non dimenticarsene. E le opposizioni (sempre che qualcuno abbia voglia di fare opposizione) dovrebbero ricordarlo al neo eletto sindaco, se non altro chiedendo un rispetto per il ruolo del Consiglio comunale maggiore di quello dato dal Bernardini, che lo ha umiliato e marginalizzato.

Il terzo psicodramma, forse il più grave e scontato (per noi anche divertente) è quello del PD. In tempi non sospetti dicemmo che per il PD di Bibbiena necessitava un TSO. Oggi non basta più. Noi siano sostenitori della legge Basaglia sulla abolizione dei manicomi: ma crediamo sia necessaria un eccezione: costruiamone uno solo per ricoverare il PD di Bibbiena, magari metterlo in coma profondo, onde eviti altri danni, per sé e per la collettività. Il PD di Bibbiena, dopo che Rossi si era autocandidato (sostenuto e spinto da un gruppo di cittadini), chiede a Galastri di candidarsi e, preso atto della impossibilità di unire le due fazioni in un'unica lista, chiede a Galastri di andare avanti. Solo che poi se ne è dimenticato. E' scomparso dalla scena politica ed elettorale, non ha preso posizione per nessuna delle due liste, lasciando i candidati scannarsi tra di loro in attesa del risultato. Operazione geniale, tanto più che in contemporanea c'erano le elezioni europee, completamente dimenticate. Il PD a Bibbiena non ha detto una parola sulle europee. Così non ha rischiato di offendere nessuno. Se questo è un partito. Ed ora, coraggiosamente, fanno a gara a chi si dimette per primo. Ci verrebbe da dire che l'operazione Benardini-Lorenzoni (ingresso di Lorenzoni nel PD) è stata completata. (ma questa è una nostra malevola insinuazione)

Il post elezioni ha confermato anche un'altra nostra opinione, quella definita come “l'imbroglio delle liste civiche”. Infatti, non appena appresi i risultati delle elezioni, Forza Italia si è premurata di fare le proprie congratulazioni ai “sindaci civici del centro destra”. Tra questi, guarda caso, Filippo Vagnoli. Lo avevamo già detto, ma questa è una conferma ufficiale. Non ci risulta che Vagnoli abbia preso le distanze da tale cappello politico (con buona pace di quei sinistri che lo consideravano di sinistra). Ma il tutto era chiaro da quando anche la Lega aveva smentito ogni sostegno alla Lista Brogi, di fatto schierandosi a sostegno del Vagnoli stesso. A questo proposito fateci concludere proprio riconoscendo l'onore delle armi a Gianni Brogi. Non condividiamo quasi niente delle sue idee (le sue proposte ci sono apparse un po' pop ed un po' surreali), ma forse è stato il candidato più coerente e più limpido. Ha coraggiosamente fatto una battaglia tutto da solo (con il solo sostegno di Fratelli d'Italia). I risultati sono stati modesti, inferiori alle sue aspettative (forse ingenue); Ma noi, da avversari, gli riconosciamo coraggio e correttezza, anche nel richiedere quel confronto tra candidati che nessuno gli ha voluto concedere.

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