Impegno Comune per Castel Focognano: "Serve una sanità a misura dei cittadini"

Il candidato a sindaco Lorenzo Ricci: "Importante creare servizi nuovi più conformi alle esigenze del territorio"

UNA SANITA’ DA RIVEDERE QUELLA DECISA DAI PATTI TERRITORIALI

In un tempo non troppo remoto, anche il nostro territorio poteva usufruire di un modello sanitario perfettamente in linea con le esigenze della popolazione. Con la firma dei Patti Territoriali troppo restrittivi, sottoscritti dai sindaci del Casentino tra cui il nostro primo cittadino, si è arrivati, invece, ad un depauperamento dei servizi che hanno portato alla chiusura del punto nascita, della chirurgia d’urgenza e del pronto soccorso, che oggi è un primo intervento, all’ospedale di Bibbiena. Un fatto decisamente penalizzante per il nostro territorio che, noi di “Impegno Comune per Castel Focognano”,se eletti, vorremo assolutamente rivedere.

UNA SANITA’ A PORTATA DEI CITTADINI

Avere un punto di riferimento ospedaliero ben organizzato è essenziale per il nostro territorio: la salute è un diritto e il buon funzionamento della sanità porta vantaggio a tutti, ed è questo uno dei principi imprescindibili affinchè i cittadini si sentano tutelati dalla pubblica amministrazione. Tra i compiti principali del sindaco, oltre alla sicurezza, c’è la tutela della salute pubblica e proprio per questo, il candidato sindaco di “Impegno Comune per Castel Focognano” Lorenzo Remo Ricci, ha tra le priorità del proprio programma, quello di rimettere la sanità al servizio dei cittadini

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Diventa quindi importantissimo creare servizi nuovi più conformi alle esigenze di un territorio fortemente penalizzato dalla situazione attuale, anche in relazione al decreto di legge 13 settembre 2012 n° 158 (noto anche come decreto Balduzzi) che sottolinea come, in caso di zone disagiate, sia prevista la presenza di presidi ospedalieri di riferimento a vantaggio del territorio stesso. Serve ridiscutere in toto quanto è stato deciso e portare al centro dell’attenzione una revisione di tutte le scelte che sono state fatte fino ad oggi dalla amministrazione uscente. Non è affatto vero che i risparmi sulla sanità possono essere quantificati con l’eliminazione di servizi essenziali per il territorio. Il nostro impegno non sarà mirato allo spreco ma alla creazione di un progetto sanitario che possa essere in sintonia con quanto richiesto dai cittadini senza peraltro creare ulteriori disservizi. La buona sanità passa quindi, a nostro avviso attraverso il ripristino di servizi essenziali che non possono essere soppressi anche in considerazione di un territorio troppo spesso penalizzato da questo punto di vista.

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