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Sabato, 13 Agosto 2022
Elezioni 2022

Referendum giustizia: aretini chiamati alle urne. Per cosa si vota

Tutte le informazioni utili e i quesiti referendari sui quali saranno chiamati ad esprimersi anche gli aretini. Dalle 7 alle 23 di domenica 12 giugno urne aperte

L’election day sarà per tutti il 12 giugno. Nonostante la tornata 2022 veda soltanto due comuni dell’Aretino al voto - Monte San Savino e Montemignaio - per il rinnovo dei governi locali, le urne si apriranno comunque in tutta la provincia per accogliere gli elettori chiamati ad esprimersi sul referendum sulla giustizia. Dalle 7 alle 23 chi lo vorrà potrà presentarsi al seggio elettorale di riferimento ed esprimersi sui temi del referendum giustizia.

Dei sei quesiti che erano stati presentati dalla Lega di Matteo Salvini e dai Radicali italiani, sono cinque quelli che hanno passato il vaglio della Corte Costituzionale. Agli elettori al momento dell’arrivo alle urne saranno consegnate cinque schede dove dovranno esprimersi per ognuno dei quesiti proposti. Nei comuni al voto per le amministrative le schede saranno sei (5 per il referendum e una per il rinnovo del consiglio comunale).
Ma per cosa voteranno gli italiani?

Quesito numero 1: Abrogazione legge Severino

Uno dei quesiti mira ad abolire il decreto legislativo 235 del 2012, detto anche legge Severino. Prescrive che chi viene condannato in via definitiva a più di due anni di carcere per reati di allarme sociale, contro la pubblica amministrazione e non colposi diventa incandidabile. La condanna definitiva per uno dei reati suddetti determina la decadenza del mandato. Se vincerà il sì al referendum i concetti di incandidabilità e decadenza verranno abrogati e anche ai condannati in via definitiva verrà concesso di candidarsi o di continuare il proprio mandato. Eventuali divieti di ricoprire cariche torneranno a essere decisi dal giudice, chiamato a decidere caso per caso, come è avvenuto fino al 2012 prima dell’entrata in vigore della legge Severino.

Referendum giustizia 12 giugno 2022 - quesito uno-2-2-2

Quesito numero 2: misure cautelari

l quesito vuole limitare le misure cautelari, con abrogazione dell'ultimo inciso dell'art. 274, comma 1, lett. c), c.p.p., in materia di misure cautelari e di esigenze cautelari nel processo penale. Attualmente le misure cautelari possono essere motivate dal pericolo che la persona indagata sia a rischio reiterazione del reato, di fuga o di alterazione delle prove a suo carico. Se vincerà il sì al referendum verrà abrogata la motivazione della possibile reiterazione del reato.

Referendum giustizia 12 giugno 2022 - quesito numero 2-2-2-2

Quesito numero 3: separazione delle carriere dei magistrati

Il voto verrà richiesto anche per la separazione delle funzioni dei magistrati, con la richiesta di abrogazione di quelle norme che attualmente consentono il passaggio dalle funzioni giudicanti (giudice) a quelle requirenti (pubblico ministero) e viceversa. Se vinceranno i sì il magistrato dovrà scegliere all’inizio della carriera se vuole essere pubblico ministero o giudice e non potrà scegliere di cambiare indirizzo (cosa che ad oggi avviene con un limite di 4 volte e se sussistono le condizioni).

Referendum giustizia 12 giugno 2022 - quesito tre-2-2-2

Quesito numero 4: valutazione dei magistrati

Il referendum mira ad abrogare le norme sulle competenze dei membri laici nei Consigli giudiziari. I Consigli giudiziari sono organi ausiliari composti da cariche appartenenti alla magistratura e laici. Esprimono “motivati pareri” su diversi ambiti, tra cui la professionalità dei magistrati sul cui merito si esprime poi il Csm che decide anche sulla base di queste valutazioni. Se vincesse il sì, anche avvocati e professori potranno partecipare attivamente alla valutazione dell’operato dei magistrati.

Referendum giustizia 12 giugno 2022 - quesito 4-2-2-2

Quesito numero 5: riforma Csm

Tra i quesiti c’è anche quello per l'abrogazione delle norme in materia di elezioni dei componenti togati del Consiglio superiore della magistratura. Attualmente, un magistrato che voglia candidarsi al Csm deve raccogliere dalle 25 alle 50 firme. Nel caso vincesse il sì, verrebbe abrogato l’obbligo della raccolta firme. Si tornerebbe alla legge del 1958, che prevedeva che tutti i magistrati in servizio potessero proporsi come membri del Csm presentando semplicemente la propria candidatura.

Referendum giustizia 12 giugno 2022 - quesito cinque-2-2-2

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