Giovedì, 18 Luglio 2024
Elezioni 2022

Aretini di Fdi non in lista, giorni di tensione e poi Macrì ricompone: "Non mi tiro indietro"

A parlare è Francesco Macrì, per settimane sulla breccia per una candidatura del partito di Giorgia Meloni per l'uninominale alla Camera, posto che poi è passato in quota Lega

Dentro il partito aretino di Giorgia Meloni ci sarà stata sicuramente molta delusione e anche un sentimento di rabbia. Sono state, infatti, ore di tensione quelle che hanno preceduto la chiusura definitiva delle liste elettorali per le elezioni del 25 settembre. Tra gli esponenti di Fratelli d'Italia che esprime il territorio aretino non è stato scelto nessuno. E quel collegio che nelle settimane scorse era considerato in quota Fdi è poi passato alla Lega con la candidatura di Tiziana Nisini.

Adesso a far posare le acque ci prova Francesco Macrì, forse il più deluso, perché per lui la "politica è la passione di una vita" ma oggi pubblicamente manda un messaggio di unità del centro destra e di sostegno a tutti i candidati che la coalizione ha scelto nei vari collegi.

"Tiziana Nisini e Simona Petrucci sono i nostri candidati. Del centro destra, di Fratelli d'Italia e dei nostri territori." Inizia così un lungo post Facebook che questa mattina presto Macrì ha pubblicato e continua "così come accordammo il collegio a Felice Maurizio D'Ettore di Forza Italia che vinse una contesa difficile e poi ha svolto un ottimo lavoro in parlamento, oggi cediamo la bella sfida con Ceccarelli a Tiziana Nisini, che ha ben operato come senatrice. Lucia Tanti, Bernardo Mennini, Mario Agnelli e tutti i candidati del centro destra meritano e faranno un buon lavoro per le proprie liste e per tutta la coalizione."

Macrì poi spiega che le polemiche sui nomi siano normali ma dopo quanto accaduto lui non si tira indietro.

"Abbiamo di fronte una duplice e grande opportunità: quella di dare al Paese le risposte che si attende e quella di strutturare una classe dirigente non solo per governare il presente ma anche per immaginare e costruire il futuro. Le polemiche sui nomi sono normali e naturali. Ognuno ha le sue aspirazioni ed è giusto che le manifesti. Io ho fatto, ormai da anni, la scelta di essere prima di tutto un imprenditore e un manager e negli ultimi anni ho avuto il privilegio di farlo anche in ambito pubblico. Però la politica è la passione di una vita e sono convinto che debba essere di tutti coloro che hanno tensione civica, intelligenza, competenza. Non mi tiro quindi indietro ma continuo a sostenere la crescita del centro destra che si candida, con la forza delle idee e dei numeri, a guidare il paese. C’è bisogno di una nuova classe dirigente che abbia identità culturale e politica, capacità di dialogo, volontà di lavorare per i cittadini che non subisca le dinamiche ma le governi."

Poi l'elenco dei successi politici del centro destra ad Arezzo

"Arezzo è un grande laboratorio nazionale del centro destra in Italia. Qui è iniziata la stagione vincente in ben due cicli politici. Qui c’è l’unica Provincia della Toscana non in mano al centro sinistra, qui governiamo il 70% dei cittadini in provincia con le principali amministrazioni comunali conquistate. Qui abbiamo, ormai, leadership diffuse che sono in grado di esprimere figure autorevoli per ogni livello istituzionale: dal più piccolo comune alla provincia e al Parlamento in chiave civica e politica. Di questa leadership, Fratelli d’Italia è una colonna portante e trainante con il segretario provinciale Francesco Lucacci, con il suo 21% raggiunto ad Arezzo nelle regionali anche grazie a Gabriele Veneri quando nei sondaggi nazionali eravamo all’8% di consensi elettorali. Anche il 25 settembre faremo un grande risultato, come partito e come coalizione."

E Francesco Macrì? Di se stesso dice che continuerà a lavorare accettando la scelta fatta dal partito

"Personalmente continuerò ad essere protagonista della crescita e del radicamento della nuova classe dirigente aretina e toscana del centro destra. In politica, questa è la mia priorità e per questo ho accettato la scelta che la coalizione ha fatto per questo turno elettorale. Il mio profilo è stato considerato più utile in altri ambiti nazionali per i quali sarò a disposizione. Vedremo. Stare insieme è più importante che dividersi sulle carriere personali. Ognuno di noi avrà altre opportunità e altre occasioni. Ma queste non potranno esistere domani se oggi, tutti insieme, non facciamo la scelta di stare uniti ma, soprattutto, di progettare una nuovo centro destra italiano che sia la risposta ai bisogni e alle aspettative degli italiani."

Su Giorgia Meloni dice che "è non solo la leader di Fratelli d’Italia ma la concretizzazione di una nuova leadership del nuovo centro destra in Italia. Lo potrà essere già a settembre ma perché la resti negli anni futuri, e nella transizione politica attesa è necessario un partito e una coalizione che si strutturi internamente sempre di più e che sempre di più si radichi nel paese per meriti e competenze."

Macrì infine scrive che per fare politica non serve sedersi su uno scranno parlamentare, ma esserci sempre:

"Arezzo deve continuare a svolgere il suo ruolo. Adesso dobbiamo puntare a far eleggere i nostri candidati: senza alcuna esitazione e senza personalismi. Dobbiamo dimostrare di essere diversi dal centro sinistra e dal M5S. Lasciamo a loro le liti, gli odi, i rancori. Noi occupiamoci del Paese e facciamolo bene. Per lavorare a questo progetto non è necessario sedersi su uno scranno parlamentare. E’ necessario lavorare ogni giorno per creare soluzioni efficaci a problemi complessi che si aggravano. Pensiamo ai macro temi della trasformazione economica del paese, all’indipendenza energetica, alla guerra. E a quelli che non sono certo meno importanti e devastanti per famiglie e imprese: lavoro, inflazione, salute, sicurezza sociale. Questo è il senso del mio impegno in Fratelli d’Italia e per la coalizione: lavorare per creare soluzioni e consensi su di esse. Questa è la politica. I ruoli variano a seconda delle situazioni e dei contesti: quello che conta è esserci sempre. Io ci sarò sempre. Al servizio di un’idea, del partito e della coalizione che la rappresenta, della comunità alla quale è destinata: l’Italia."

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