Turismo, Ghinelli: "Fatta una rivoluzione, ora la Città dei Festival". Ralli: "Torni l'assessore alla cultura. Si punti su Piero e oro"

Il sindaco uscente: "In questi primi cinque anni +224% di presenze registrate". E poi le proposte per la nuova Città del Natale e una riedizione di Back in Time. Il rivale: "Progetto internazionale su Piero della Francesca, museo dell'oro e mostra della storia industriale di Arezzo"

Da sinistra Luciano Ralli e Alessandro Ghinelli

La battaglia si sposta anche sul fronte turismo tra i duellanti Ghinelli e Ralli, ecco le rispettive proposte.

Le proposte di Ghinelli

Il sindaco uscente, attraverso la propria lista Ora Ghinelli 20-25, scrive sinteticamente su facebook gli obiettivi su questo fronte: "coinvolgimento di tutti i quartieri della città nei progetti di promozione turistica e culturale curati dalle due Fondazioni; Arezzo Città dei Festival: dalla lirica alla musica pop, dalla musica d'organo alla forte tradizione corale; attivazione della sezione formazione ed educazione per famiglie e bambini per ogni evento culturale promosso dal Comune e dalla Fondazione".

All'interno del programma si spiega ciò che è stato finora fatto dall'amministrazione: "E' nata la Fondazione InTour che ha curato la sinergia con il settore turistico-ricettivo della Città di Arezzo mettendo in rete il “pubblico” con il “privato” e costruendo una relazione di scambio con molti Comuni della nostra provincia; la Fondazione ha anche lanciato: Arezzo Wedding con l’obiettivo di far diventare Arezzo meta di matrimoni; Arezzo Mice con l’obiettivo di incrementare l’incoming di attività legate al mondo del businnes e corporate; Arezzo Outdoor per un prodotto incentrato sul turismo naturalistico Arezzo Antiquaria ma non solo: anche meta di turismo ed economia legata al modernariato e al vintage" E poi "grandi eventi capaci di garantire sviluppo per le imprese locali e rafforzare la capacità attrattiva di Arezzo: dalla Città del Natale al sostegno alle iniziative diffuse nel territorio in accordo con le categorie economiche: turismo congressuale, sanitario, ambientale, enogastronomico, sportivo culturale conti in ordine come garanzia per la crescita".

Per i prossimi 5 anni la coalizione di Ghinelli dice: "abbiamo segnato la vera grande rivoluzione di questi primi cinque anni con un +224% di presenze registrate. Arezzo oggi è una città turistica a tutti gli effetti e tale rimarrà con il rafforzamento del modello Fondazione e di tutte le progettualità già sviluppate. La Fondazione sarà il soggetto ideatore e gestore di tutte le progettualità legate allo sviluppo turistico. Per i prossimi 5 anni il ruolo della Fondazione sarà sempre più di regista tra tutto il sistema economico aretino nella prospettiva di rafforzare ancora l’alleanza tra le parti in gioco che ha fatto di Arezzo un esempio su scala nazione. I progetti forti saranno rideclinati nella capacità di essere sempre più attrattivi di tutta la Città: da Arezzo Città del Natale ad una riedizione del Back in Time capace di alternare pacchetti culturali con percorsi turistici dove il tempo e lo spazio diventano le coordinate di ogni azione. Un turismo lento fatto di bellezza e di esperienze innovative; un turismo di qualità fatto di cultura e di sviluppo dei percorsi legati alla convegnistica anche grazie al rinnovato rapporto con Arezzo Fiere e Congressi e alla acquisizione dell’Auditorium che, unito alla rete dei teatri aretini, fa della nostra Città un unicum a livello toscano e nazionale per il capitale di spazi di cultura; un turismo di coesione sociale pensato e costruito a misura di famiglia e di persone anche con delle disabilità. A questo proposito verrà sviluppato insieme all’Assessorato alle politiche di coesione sociale, alle associazioni, ai mezzi pubblici, alla cooperativa Taxi Arezzo e alla figura del Garante per i diritti delle persone con disabilità, i percorsi turistici Arezzo di tutti”.

Quelle di Ralli

"2 milioni e mezzo: questo il numero di turisti a Bergamo. Arezzo può vantarsi di averne 500mila mila scarsi? Ritengo che Arezzo abbia le carte in regole per puntare al milione annuo entro il 2022 di visitatori culturali e commerciali", replica il rivale. "Da una parte occorrono progetti che sappiano valorizzare tre elementi vincenti per la nostra città, cioè Piero della Francesca, l’oro e la storia industriale aretina. Dall’altra, bisogna finalmente mettere in sinergia tutte le forze della cultura locale, anche a prescindere dalla finalizzazione  turistica. Occorre quindi un vero assessorato alla cultura, il grande assente nella Giunta Ghinelli, occupato dallo stesso sindaco. L’offerta culturale forma lo spirito delle comunità".

E poi torna sul turismo: "Abbiamo un grande piano con tre certezze per raggiungere un obiettivo finalmente adeguato alla nostra storia e al nostro potenziale: Arezzo, in collaborazione con Sansepolcro e la Regione Toscana, può diventare il centro di riferimento internazionale per gli studi di Piero Della Francesca. Polo per i grandi musei internazionali per consentire che ogni biennio un'opera di Piero rientri nella nostra città, perché si costruisca una mostra multimediale permanente sulle grandi opere che oggi giacciono in Italia o nei grandi Musei del mondo. E poi riprendere l'idea dei  percorsi di Piero Della Francesca come era stato fatto con le Terre di Piero. Piero Della Francesca deve diventare un brand, una chiave di lettura nell'immaginario aretino che racconta dei prodotti delle nostre terre, che identifica la qualità di ciò che facciamo, che ricorda i colori del nostro paesaggio. Arezzo diviene la terra di Piero e degli artisti con un lavoro per scoprire i luoghi e i collegamenti tra territori ed artisti, nonché quelli che guardano al legame con le diverse forme di design presenti nelle imprese. Qui si apre il secondo tema, quello dell'oro. Arezzo può essere il luogo dove si prende ispirazione dai grandi gioielli che giacciono nei Musei e, da una parte, li si mostra incentivando il turismo proprio per le relazioni con le grandi Istituzioni culturali di cui si è parlato. Ma dall'altra con le scuole, le accademie e i luoghi di formazione specializzata, in primis le università, si lavora sul design creando oggetti e riferimenti legati alla storia delle diverse culture che proprio nei Musei giacciono. Al museo dell’oro può essere aggiunta la  Mostra permanente della storia industriale di Arezzo. Penso, tra le imprese di ingegno, per esempio, a UnoAErre, Sacfem, Lebole, Bastanzetti".

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