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Seggi fuori dalle scuole, Tanti e Ghinelli: "Perché il Governo non ha indetto l'elezioni a luglio?"

Continua il dibattito politico sulla sovrapposizione delle lezioni a scuola con le votazioni per il referendum, le regionali e amministrative

La riapertura della scuola e gli election day al centro del dibattito politico di questi giorni. Ha fatto eco ad Arezzo la decisione di Bergamo di spostare i seggi elettorali dalle scuole a postazioni diverse per evitare nuove interruzioni alle lezioni per i ragazzi che rientrano in aula dopo il lungo periodo di lockdawn e le vacanze estive. 

Così alcuni candidati a sindaco avevano chiesto al comune che si attivasse per trovarne di diversi, così come aveva fatto nel suo piccolo quello di Pratovecchio-Stia in provincia di Arezzo. "Non è possibile - ha spiegato l'assessore alla scuola Tanti - nonostante avessimo fatto una perlustrazione mesi fa, non ci sono spazi sufficienti."

A seguito del dibattito proprio dalla lista OraGhinelli con una dichiarazione congiunta, il sindaco candidato per il secondo mandato e la capolista Tanti fanno alcune precisazioni.

"Ad Arezzo gli aventi diritto al voto per le elezioni amministrative sono 77.838; le sezioni elettorali sono 97 (94 ordinarie e 3 speciali); i plessi che raccolgono le sezioni sono 37; dei 37 plessi totali, 28 sono istituti scolastici;  il Governo Conte ha indetto le elezioni a luglio, salvo poi dire che avrebbe individuato sedi alternative alle scuole; il Ministro Lamorgese ha chiesto a Poste Italiane di mettere a disposizione le loro sedi perché erano le uniche sedi che garantivano una pari copertura del territorio; il 9 luglio Poste Italiane ha comunicato al Ministro dell'Interno che non vi era la disponibilità; il Comune di Arezzo (il sindaco, io e tutti gli uffici deputati) ha tenuto una riunione organizzativa il 10 luglio (in attesa della risposta di Poste italiane) nella quale sono state individuate sedi alternative; la ricognizione ha portato più o meno a questo esito: immobili individuati come potenziali nuove sedi, circa 10; capienze reali in base alle norme Covid circa il 30% di ciò che è il fabbisogno reale e cioè i 77.838 aventi diritto."

Ghinelli e Tanti concludono: "Visto che le elezioni dovevano essere fatte a maggio e tenuto conto che da maggio siamo fuori dal lockdown, il tema non è chiedere al Comune di Arezzo di mandare a ramengo 77.838 cittadini per esercitare il diritto di voto (e fosse facile muoversi con i mezzi pubblici viste le prescrizioni Covid) in un periodo di tempo ristretto (la convocazione ufficiale dei comizi elettorali è della metà di luglio), ma capire perché il Governo non abbia indetto le elezioni a fine luglio potendolo benissimo farlo entro maggio. In genere ci piace commentare i dati, ma questa volta effettivamente non ve ne è nemmeno bisogno. Parlano da sé".

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