Scuole chiuse durante le elezioni. Donati scrive al sindaco: "L’istruzione è un diritto fondamentale"

Il candidato alla poltrona di sindaco interviene sulla questione della chiusura dei plessi scolastici per consentire le operazioni di voto del 20 e 21 settembre

"Non c'erano altre opportunità se non chiudere nuovamente le scuole per consentire le operazioni di voto?". La domanda è quella che si è posto il candidato sindaco per il comune di Arezzo, Marco Donati. Una questione che il politico pone a sua volta ad Alessandro Ghinelli, attuale primo cittadino nonché in corsa per il secondo mandato.

Il testo intergrale della lettera firmata dall'ex parlamentare.

Le scrivo questa lettera aperta perché ritengo di interpretare le necessità di molti nostri concittadini e concittadine. In data 22 agosto, ho ritenuto utile proporre pubblicamente lo spostamento dei seggi elettorali fuori dalle scuole per consentire ai nostri bambini e ragazzi di iniziare con continuità l’anno scolastico. L’emergenza sanitaria ha prodotto nuove fragilità e accentuato quelle già esistenti. L’inizio del nuovo anno scolastico è particolarmente atteso dalle famiglie e dagli alunni, e la competizione elettorale, con il primo appuntamento del 20 e 21 settembre e l’ipotesi di ballottaggio del 4 e 5 ottobre, determinerà ripetute e continue interruzioni dell’attività scolastica con evidente grave disagio per i ragazzi e le loro famiglie.

La mia richiesta non era né polemica né strumentale: sono tratti che non appartengono al mio modo di fare politica. Ho, tuttavia, ricevuto risposte piccate e ironia fuori luogo, non tanto per me quanto per i 500 cittadini che, con me, hanno sottoscritto la petizione a lei indirizzata. I più piccoli devono tornare a ricevere servizi fondamentali per la loro crescita, e le famiglie una risposta all’altezza delle loro preoccupazioni. Le risposte che ho ricevuto direttamente e indirettamente da membri della sua Giunta, mi costringono ora a puntualizzare alcuni aspetti.

Prima di tutto, ho avuto modo di capire che, in data 1° luglio, l’Anci aveva comunicato alle amministrazioni comunali, per conto del Ministero degli Interni, di verificare la possibilità di spostare i seggi fuori dalle scuole. Solo dopo alcune sollecitazioni, la comunità aretina viene a sapere che l’assessore competente ha effettuato una superficiale ricognizione, andata a vuoto, per ipotizzare la collocazione dei seggi in altre sedi. Dall’ironia iniziale si è passati all’inefficacia dell’azione amministrativa o, forse e ancor peggio, alla mancanza di volontà di trovare soluzioni. La questione è stata frettolosamente liquidata limitandosi ad affermare che il palazzetto Mario D’Agata e la palestra Maccagnolo sarebbero stati in grado di ospitare solo un numero limitato di seggi. Non voglio credere che, dalla fine di giugno ad oggi, il lavoro di codesta amministrazione si sia limitato a valutare la capienza di due palestre, senza alcun altro spunto costruttivo, né accettando un confronto propositivo quando ve ne è stata data la possibilità.

Inascoltato sui seggi e sulla possibile chiusura prolungata, l'amministrazione non dà risposte neanche sui servizi di pre-scuola e post-scuola, aumentando il malcontento delle famiglie che non vedono risolta la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Eppure, gran parte dei comuni e delle città stanno dando soluzioni efficaci. Anche in periodo di Covid-19 si possono organizzare questi servizi, mantenendo la stabilità dei gruppi provenienti dalla stessa sezione o classe, oppure, nel caso in cui non fosse possibile, garantendo la stabilità per tutto l'anno scolastico del gruppo formato da alunni di classi diverse, adottando tutte quelle misure che il Cts ha fornito in relazione alla tipologia di scuola (mascherine, distanziamento di un metro, igienizzazione delle mani, ricambio d'aria, ecc.). L’amministrazione non può limitarsi a rimettere la decisione ai singoli dirigenti e deve assumere, e anzi rivendicare, il proprio ruolo di indirizzo. L’istruzione è un diritto fondamentale e tale deve essere considerata. Ci vuole attenzione e responsabilità verso i ragazzi e le loro famiglie, soprattutto dopo un periodo così difficile.

Marco Donati

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