Sanità e territori. Rivi: "Invertire completamente tendenza e superare la legge Rossi-Saccardi"

"Stilare un ordine di priorità su quelle che sono le problematiche principali della Valtiberina, e quali le urgenze maggiori, risulta davvero difficile"

È il candidato leghista al consiglio regionale della Toscana, Alessandro Rivi, a lanciare un appello al voto in vista della prossima tornata elettorale prevista per il 20 e 21 settembre rivolgendosi soprattutto a residenti e cittadini della Valtiberina.

"Stilare un ordine di priorità su quelle che sono le problematiche principali della Valtiberina, e quali le urgenze maggiori, risulta davvero difficile. La nostra valle ha subito nel tempo un progressivo allontanamento di servizi e di competenze che ci ha reso a tutti gli effetti zona marginale e dimenticata da tutti. È sicuramente importante superare il gap infrastrutturale fra noi e “il resto del mondo” (al centro del dibattito la E45, la “due mari”, la ex ferrovia centrale umbra), così come il problema del lavoro e del sostegno al nostro tessuto imprenditoriale.  Mi sento però di dare una vera e propria precedenza alle problematiche legate al nostro ospedale di zona e al nostro ormai ex distretto sanitario. 

La perdita di autonomia del nostro distretto è a tutti gli effetti una delle scelte più sbagliate che la Regione Toscana ha messo in atto negli ultimi decenni. La nostra zona, a seguito della sciagurata riforma regionale, fa parte di un distretto sanitario che comprende la città di Arezzo, il Casentino e la Valtiberina: un contenitore enorme, disomogeneo, che allontana gli indirizzi politici dagli amministratori locali, che allontana i servizi dai cittadini e i dipendenti dai propri o responsabili o dirigenti. Una sciagurata riforma che va nella stessa direzione che la Regione ha sempre tenuto verso tutto il territorio: accentrare e controllare, con un risparmio che tutto sommato non esiste e con continui e gravi disservizi.

Anche in merito all’ospedale la questione è di certo urgente. Tutta la politica locale concorda, ormai, che il nostro presidio deve essere dotato di postazioni di terapia intensiva, ma allo stesso tempo abbiamo bisogno di una dotazione organica maggiore, di mezzi e attrezzature all’avanguardia, così come di politiche che permettano la stabilizzazione di professionisti all’interno della struttura stessa. Il nostro ospedale, così come oggi è strutturato, non incentiva il personale medico specializzato a permanere. Per coprire i servizi, in più, dobbiamo ricorrere costantemente alla turnazione di personale proveniente da altri ospedali. Qual è il futuro della sanità della Valtiberina?

Le elezioni del 20 e del 21 di settembre saranno un’occasione di cambiamento e di rinnovamento, che permetteranno ai cittadini di scegliere per una nuova amministrazione regionale che torni ad investire sui territori e che riporti i servizi vicino all’utenza. Al centro gli amministratori locali, con un confronto costante e costruttivo, e maggiori risorse a quelle zone che invece di essere accorpate devono essere sostenute. In poche parole, invertire completamente tendenza e superare la legge Rossi-Saccardi".

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