"Nuova sede della polizia municipale: sei milioni di euro “buttati” al vento", l'affondo di Curiamo Arezzo

La lista che sostiene il candidato del centro sinistra Luciano Ralli, interviene su uno dei temi più dibattuti degli ultimi anni

Ivo Brocchi, candidato di Curiamo Arezzo

"La nuova caserma della Municipale? Soldi buttati al vento", così Curiamo Arezzo, lista che sostiene il candidato del centro sinistra Luciano Ralli, interviene su uno dei temi più dibattuti degli ultimi anni.

"Ghinelli ha deciso di realizzare la caserma della Polizia Municipale in una palazzina di via Fabio Filzi, una trasversa che collega via Masaccio a via Vittorio Veneto.  Una strada a senso unico, larga 7 metri, senza marciapiedi, con la sosta su un lato. Un budello lungo e stretto che se davvero i vigili dovessero uscire con urgenza, rimarrebbero impantanati una volta su due. Il sindaco dice: “gli faccio una uscita sul retro prendendo un po’ di spazio alla scuola IV Novembre”. A parte il fatto che anche in via Rismondo la strada è stretta, a senso unico e spesso con il traffico bloccato, ma come si fa a rubare spazio ad una scuola già soffocata? Oltretutto con le esigenze che avremo per il Covid? "

I candidati sottolinea la situazione dei parcheggi della zona e si chiede i motivi di questa scelta da parte dell'amministrazione Ghinelli.

Ma questo è il meno. Una caserma in via Fabio Filzi significa che ogni giorno 30 o 40 auto private dei vigili che vengono al lavoro dovranno occupare i parcheggi della zona. Parcheggi che già non ci sono e fanno impazzire i residenti e i pendolari che vanno a prendere il treno. Intorno alla palazzina spazio ce n’è poco e speriamo che basti per le auto, i furgoni e le moto di servizio. 
Ma perché Ghinelli ha fatto questa scelta? E perché l’ha sostenuta nonostante i malumori espliciti o  sussurrati anche dei componenti della sua maggioranza (che non sono tonti, ma sono obbedienti) e soprattutto della stragrande maggioranza dei vigili urbani? Scelta non fu mai tanto infelice, specie avendo anche tante alternative. 

La palazzina è stata per decenni un asilo gestito dalle suore ed è di proprietà della Curia vescovile che dalla vendita dovrebbe recuperare circa 800 mila euro. Una struttura che avrebbe bisogno di enormi lavori di ristrutturazione, a cominciare dagli interventi per metterla al sicuro da eventi sismici. Tramite un appalto è stata individuata un'impresa privata che esegue i lavori "e si mette in tasca in trent’anni, 6 milioni di euro, cioè 200 mila euro all’anno. Un debito che si porteranno dietro i prossimi 5 o 6 sindaci della città" sostiene Curiamo Arezzo.

“Mi meraviglio che un ingegnere come Ghinelli – sottolinea Ivo Brocchi, giornalista e candidato di CuriAMO Arezzo - non si renda conto della inadeguatezza e della esagerazione di questa operazione”. Ghinelli ad un certo punto, mentre c’erano dei problemi di microcriminalità vicino al palazzo Standa e in via Piave, ha sentenziato: “Riporterò la caserma dei vigili in città, la sola loro presenza sarà un deterrente per la criminalità”. 

Ma il nostro caro sindaco, è mai stato alla caserma della polizia municipale in questi anni per più di 10 minuti? Non solo ora che è in via Setteponti, in una sede di proprietà comunale (o Atam che è la stessa cosa) e non costa niente (solo una partita di giro per ragioni fiscali)? Oppure prima quando era in via Guelfa o ancor prima in via Trasimeno?. 
Il mondo dei vigili, mi par di capire che non lo conosca proprio. La presenza fisica di una caserma della polizia municipale non garantisce assolutamente un bel niente per la questione sicurezza e decoro. Ma niente di niente. E aumenta le difficoltà di residenti e pendolari. 
“Sindaco la caserma lasciala dove è, e spendi meglio quei 6 milioni di euro. Se lo stabile della Curia è stato già comprato – suggerisce ancora Brocchi -  prova a darlo alle case popolari che ci facciano appartamenti per chi non ha casa o a qualcuno che ci realizzi una Rsa, o alle associazioni di volontariato che rivitalizzerebbero il quartiere. Torna indietro su questa sciagurata soluzione.”
La caserma dovrebbe restare in via Setteponti. Ma se la vuol riavvicinare alla città per motivi a noi ignoti, la realizzi nell’area comunale di via Tagliamento dove ha edifici vuoti e inutilizzati di proprietà comunale. O meglio ancora, la faccia nei locali del parcheggio Baldaccio, invece di metterci una Casa della Salute. 

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