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Ralli, Ducci e Agnolucci: “Sì al museo dell’industria. Il manifatturiero sia anche il futuro di Arezzo”

"Il capitale umano di quegli anni ha costituito la base per una serie di ulteriori imprese alcune delle quali rappresentano tutt’oggi eccellenze del nostro tessuto produttivo”

Il candidato sindaco per il centrosinistra Luciano Ralli, insieme ad Angiolo Agnolucci e Piero Ducci, entrambi aspiranti consiglieri comunali delle liste che lo appoggiano, interviene pubblicamente condividendo la proposta di Arezzo 2020. “La nostra città ha vissuto nel Novecento – ricorda Ralli - uno straordinario periodo di sviluppo industriale. Iniziato con la Bastanzetti, è proseguito con Sacfem, UnoAErre, Lebole e  molte altre imprese. Luoghi di produzione e lavoro che hanno segnato lo sviluppo economico e sociale, l’urbanistica della città, la storia politica. Il capitale umano di quegli anni ha costituito la base per una serie di ulteriori imprese alcune delle quali rappresentano tutt’oggi eccellenze del nostro tessuto produttivo”. Questa memoria, nella sua interezza, va conservata e diffusa.

“Fa parte dell’identità di Arezzo e deve essere uno stimolo a ripartire – prosegue Piero Ducci - Dobbiamo essere consapevoli e orgogliosi della nostra storia.  Migliaia di donne sono entrate per la prima volta al lavoro, marchio di livello internazionale sono nati in questa città, la storia sociale ed economica di Arezzo ha qui le sue radici. Da qui dobbiamo ripartire, ovviamente senza nostalgie, per immaginare e creare un nuovo modello economico di Arezzo”.

Angiolo Agnolucci sottolinea come non di sola storia stiamo parlando: “delle grandi fabbriche e dei grandi marchi del Novecento, la UnoAErre continua la produzione e il marchio Lebole  è stato riattivato dalla storica  famiglia di Mario e Giannetto. Dobbiamo conservare la memoria ma guardare al futuro. Il Comune è chiamato a sostenere idee e progetti di nuova imprenditoria. L’industria non può essere solo il passato ma anche il futuro di Arezzo”.

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