Mattesini: "Ecco tutto quello che non funziona nella sanità toscana"

La nota di Alessio Mattesini, capolista di Forza Italia alle prossime elezioni regionali nella circoscrizione Arezzo

"Condivido e sposo le dichiarazioni dell’onorevole Stefano Mugnai, vice Capogruppo di Forza Italia alla Camera dei Deputati, sul tema della sanità Toscana. Mugnai ha messo in evidenza le tante scelte sbagliate sulla sanità che, in questi anni, hanno allontanato i cittadini dalla sanità pubblica", esordisce così la nota di Alessio Mattesini, capolista di Forza Italia alle prossime elezioni regionali nella circoscrizione Arezzo.

"Particolarmente discutibile è l’intenzione espressa da Eugenio Giani - dice Mattesini - candidato alla presidenza della Regione Toscana per il centrosinistra. Un disegno che Stefano Mugnai definisce 'poco credibile'. Concordo in pieno, questa riforma non funziona, lo stanno ammettendo anche gli esponenti del partito democratico che paradossalmente l’hanno votata, Giani per primo. Penso sia più credibile chi con coerenza quella riforma l’ha avversata fin dall’inizio, è stata una riforma fatta per continuare ad utilizzare i soldi della sanità, per creare consenso clientelare ma non per rispondere ai bisogni sanitari della comunità toscana".

Mattesini poi aggiunge: "In Toscana, negli ultimi anni, tante piccole realtà ospedaliere sono state svuotate di ogni servizio, questo è un grande errore. Così come si è fatto un gran parlare senza mai investire in risorse adeguate per rafforzare il territorio. Il territorio significa servizi intermedi, significa dare risposte ai bisogni di sanità senza costringere i cittadini a doversi recare in ospedale anche per bisogni che non necessitano il ricovero. A mettere, poi, a repentaglio la situazione è subentrato il Covid-19 che ha fatto emergere i nervi scoperti di tutto il sistema della sanità toscana, dalle mancanze negli ospedali ai mancati protocolli per le Rsa. La vicenda Covid ha fatto capire che i posti dentro un ospedale sono fondamentali ma ciò che fa la differenza, fra una gestione efficace, rispetto alla pandemia, e una gestione che invece lascia per la strada tanti morti nelle Rsa, è se il territorio funziona e se vi sono strutture territoriali fatte da medici e infermieri attrezzati e informati che, sul territorio, intervengono e fanno sì che non ci si debba rivolgere agli ospedali ogni qualvolta ci sia un bisogno. Sul tema del Covid, invece, gli ospedali sono diventati in molti casi il luogo stesso del contagio.

In Toscana le liste di attesa sono le più alte a livello nazionale: quando un cittadino ha pagato le tasse tutta la vita e ha bisogno di una prestazione sanitaria, non è tollerabile che debba pagare un ticket per poi presentarsi all’ospedale dopo 180 giorni, questo non è accettabile ma è quello che avviene nei Cup della Toscana.

Siamo alla vigilia di un’occasione storica, siamo stati sempre in corsa per un buon risultato ma ora abbiamo le carte in regola per vincere. In Toscana la sanità ha avuto sempre un buon livello sin quando vi erano le risorse. Con la crisi e il successivo restringimento delle risorse, dovute al fatto che sono state utilizzate per produrre consenso, il sistema sanitario non ce l’ha fatta e i problemi odierni sono frutto di quelle scelte. Quello che conta ora è riportare la sanità vicino ai cittadini, e questa sarà una delle mie battaglie che porterò avanti con grande determinazione".

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