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5Stelle, alle comunali mille voti meno delle regionali. Ricci: "Al ballottaggio aretini uniti contro i barbari"

Il Movimento Cinque Stelle in questi giorni al centro di riflessioni e dibattiti interni per i risultati, ma ad Arezzo c'è da pensare a come comportarsi di fronte al ballottaggio tra Ghinelli e Ralli

Sono giorni amari per il Movimento Cinque Stelle aretino uscito dalle amministrative per il Comune di Arezzo con le ossa rotte. Il gruppo che si era riorganizzato da mesi e aveva allestito una lista quasi del tutto rinnovata ha dovuto fare i conti con i risultati delle urne. Il candidato a sindaco Michele Menchetti ha totalizzato 1764 voti pari al 3,51% dei suffragi. Un dato storicamente basso rispetto alle tornate precedenti, ma soprattutto se confrontato con il voto alle regionali che si è tenuto in contemporanea.

La prima volta che i pentastellati si presentarono con una propria lista alle elezioni fu il 2011. Lucio Bianchi candidato a sindaco preso il 5,90% con 3175 voti e conquistò due consiglieri comunali di opposizione. Nel 2015, forti del traino del simbolo del partito di Grillo il successo aumentò nei numeri Massimo Ricci candidato a sindaco e Paolo Lepri entrarono in consiglio comunale grazie al 9,06% uscito dalle urne e ai quasi 4000 voti conquistati.

Nell'attuale 2020 siamo a meno della metà. Certo il vento nazionale è un po' cambiato, certo è che i ragazzi della lista hanno dovuto ricostruire un po' tutto dopo l'addio di Paolo Lepri, i dissapori interni, le spaccature e un'opposizione in consiglio comunale molto latente, ma allo stesso Irene Galletti candidata per i Cinque Stelle alla presidente della Regione Toscana ha totalizzato il 5,7%, prendendo, nel Comune di Arezzo 2794 voti. Oltre mille voti in più rispetto alla lista per le comunali. Senza considerare poi che a livello provinciale i pentastellati hanno preso il 6,11% alle regionali e a livello toscano il 6,4%.

E adesso non è nemmeno certo che il primo del Movimento Cinque Stelle possa sedere in consiglio comunale. Ci sono diverse interpretazioni del difficile calcolo. C'è da capire come comportarsi al ballottaggio, dove il candidato del centro sinistra Luciano Ralli sfiderà il sindaco uscente Alessandro Ghinelli. A quest'ultimo il Movimento Cinque Stelle ha fatto opposizione, seppur in maniera altalenante, per tutta la legislatura che si è appena conclusa.

A conferma di questo arriva la dichiarazione del consigliere comunale uscente e non ricandidato Massimo Ricci affidata a Facebook. Un'analisi che parte dal regionale, che approda alle vicende giudiziarie dell'inchiesta Coingas che coinvolgono il sindaco uscente Ghinelli, confermando per chi evidentemente non voterà al ballottaggio.

"Molto probabilmente, visto ciò che è successo a livello regionale, ci sarà una mobilitazione degli elettori per arginare l'avanzata della peggior destra che l'Italia democratica abbia mai conosciuto, che divulga messaggi politico/culturali devastanti, sia in tempi di "pace", tanto più in tempi di pandemia, in cui il paese ha dimostrato grande maturità civica e sociale.Uno dei motivi per cui il sindaco 'uscente' rischia di esserlo davvero, è proprio questo sentimento che può muovere l'elettorato. Ovviamente le logiche, a livello comunale, possono essere molto diverse da quelle regionali, perché il primo cittadino di una comunità è percepito come un soggetto fuori da logiche nazionali. Di norma è così e forse lo sarà anche in questa occasione, ma c'è un ma... Gli scandali che hanno colpito in prima persona Ghinelli, al di là delle questioni giudiziarie, hanno evidenziato la incapacità di essere autonomo da dinamiche di partito. Le registrazioni (fatte da un soggetto della stessa maggioranza, per dire, la fiducia reciproca), in cui appare in difficoltà nel sopportare e arginare certe ingerenze, lo dimostrano. A questo si aggiunge un certo isolamento in scadenza di mandato, dal proprio vicesindaco e da altri soggetti facente parte della propria maggioranza, rendendolo ancora più debole su una eventuale riconferma, sempre più propenso a politiche "estremiste", promosse a livello nazionale da i due Leaders Salvini e Meloni, che hanno dato il loro appoggio personale, con eventi e comizi, il quale dovrà essere ricompensato con nomine e assessorati di peso per queste due compagini. Va da sé che, se l'amministrazione di cinque anni precedenti ha avuto alcune carenze (diciamo così) di carattere interlocutorio con i soggetti del territorio, tanto più adesso potrà esserci il rischio di connotare un "Ghinelli 2" ancora più indirizzato a politiche becere e di propaganda, con buona pace dei problemi reali, che da anni attendono soluzioni. Dal mio punto di vista, come già successo a parti invertite nel 2015, credo che l'abbraccio "mortale" lo abbia ricevuto lui e che sarà, questa volta, una mobilitazione non tanto a favore del Pd o del Ralli, ma un effetto "toscanopugliese" che muoverà gli aretini, per difendere Arezzo dai "barbari". Ovviamente in tutto questo, credo che l'aspetto non secondario lo giocherà la possibile condanna che pende su Ghinelli il quale, anche fosse condannato solo in primo grado, farebbe scattare la famosa "legge Severino", mettendo il Comune di Arezzo nelle mani dei commissari per tornare poi alle urne. Un pericolo che la nostra città non può correre, ed anzi dovrà esserci un'amministrazione capace di fronteggiare le difficoltà economiche di un territorio che non può essere lasciato solo."

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