Lettera aperta di Farnetani a De Angelis. La sanità ancora al centro della campagna elettorale

Il pediatra aretino ha partecipato allo sviluppo del programma di Alessandro Ghinelli sui temi sanitari e qui risponde al dottor De Angelis in prima linea sul fronte del centro sinistra a sostegno di Luciano Ralli sindaco

"Caro collega De Angelis, in risposta ai tuoi interventi sui media, ti illustro alcuni punti relativi alla sanità del programma, a cui ho collaborato, per la rielezione del sindaco Ghinelli." Comincia così la lettera aperta che il pediatra aretino Italo Farnetani ha indirizzato al collega Michele De Angelis. I due sono impegnati, dal punto di vista elettorale, su fronti opposti, quelli che sfideranno al ballottagio il 4 e il 5 ottobre. Il pediatra aretino ha partecipato allo sviluppo del programme sui temi sanitari per il candidato Alessandro Ghinelli, il medico responsabile della chirurgia robotica dell'ospedale San Donato è in prima linea per sostenere il candidato a sindaco del centro sinistra Luciano Ralli.

"Premetto che ho sempre ritenuto che l'impegno politico dei medici si debba basare su quello che fu lo spirito del “Gruppo Medico Parlamentare”; che si formò alla Costituente, a cui aderirono tutti i medici eletti, appartenenti alle diverse forze politiche, dal comunista Fabrizio Maffi, che aveva partecipato alla rivoluzione di ottobre, fino al liberale Gaetano Martino. Erano uniti nel perseguire un identico obiettivo che era quello della promozione della salute e della tutela della vita umana. Anche l’analisi del programma di Ghinelli va condotta seguendo questa logica e ti faccio alcuni esempi.

La creazione presso  il nostro ospedale dell'Irccs (Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico) per l’oncologia, offrirà cure e assistenza di altissimo livello, facilità di accesso ai finanziamenti statali, inserendo il San Donato nella rete dei 51 Irccs italiani, cioè degli ospedali di eccellenza nazionali. A questo proposito mi domando perché la Toscana sia l'unica delle grandi regioni italiane a non avere nemmeno un Irccs pubblico, ancora più inspiegabile perché in continuazione viene ripetuto che la politica sanitaria regionale vuole promuovere la sanità pubblica.

E’ scritto nel programma di Ghinelli: "No ai malati con la valigia": L’affermazione si basa su dati oggettivi: Il comune di Arezzo ha il 45,67 % di abitanti in più rispetto a quello di Siena, pertanto  ci spetta il 45,67 % in più di servizi sanitari, proprio per rendere l'offerta adeguata all'entità della popolazione; nell'interesse della salute  perché più i servizi sanitari sono vicini più le persone si possono curare in modo appropriato.

Non c’è neppure alcun motivo di mandare, come avviene ora, i malati aretini  a Siena considerando che, secondo varie indagini  (Censis, Newsweek), il  Policlinico universitaria senese  è agli ultimi posti delle graduatorie regionali e nazionali. Che senso ha far affrontare ai malati e alle loro famiglie i disagi dei trasferimenti senza la sicurezza di trovare le migliori cure disponibili?

Ecco un motivo in più per interrompere l’attuale penalizzante legame con la sanità senese abolendo subito l’illogica ASL Toscana sud est. Ricordo anche che, fuori della Toscana, le Asl, salvo rarissime eccezioni, sono tutte provinciali.

Per portare i servizi sanitari più vicino possibile a tutte le persone, verrà realizzato il “Piano regolatore della sanità del comune di Arezzo” in modo che in ogni frazione, in base al numero degli abitanti, siano disponibili i servizi sanitari necessari; per fare qualche esempio: l’ ambulatorio medico aperto per un numero congruo di ore,  come previsto dalle direttive ministeriali, i servizi infermieristici, anche domiciliari e anche per gli anziani e i pazienti fragili, la possibilità di avere bisettimanalmente l’effettuazione in loco dei prelievi per gli esami di laboratorio anche attrezzando un camper.

Potrei continuare, ma aggiungo solo,per dimostrare la determinazione di tutelare la salute degli aretini, che nel programma è scritto che verrà attivato, presso il Comune, l' “Osservatorio per l'esercizio del diritto costituzionale alla salute” e, in caso di lesione, è previsto il ricorso alla magistratura fino alla Corte Costituzionale."

Italo Farnetani

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