De Robertis festeggia Bonaccini e pensa alla Toscana: "Un secondo mandato regionale? Deciderà il partito"

E per Arezzo spera in un candidato di coalizione che sia una persona attenta alla città

Lucia De Robertis con Simona Bonafé al comitato elettorale di Stefano Bonaccini

L'abbiamo vista festeggiare al fianco di Stefano Bonaccini nella sede del comitato elettorale del riconfermato presidente della Regione Emilia Romagna, con lei il candidato toscano del centro sinistra Eugenio Giani e il segretario regionale del Pd Simona Bonafè. Lucia De Robertis, vice presidente uscente del consiglio regionale è pronta per candidarsi di nuovo "Io sono donna di partito, però, sono a disposizione perché vorrei terminare la mia carriera politica con un altro mandato regionale, sarà il partito a esprimere un giudizio e se lo riterrà opportuno mi chiederà di candidarmi, io sono pronta ad accettare."

Pochi giorni fa l'abbiamo vista al fianco di Giani all'inaugurazione di una sede elettorale a San Miniato, nella notte dello spoglio è stata invece a festeggiare Bonaccini a Casalecchio di Reno.

Come è iniziata la campagna elettorale?

Eugenio ha proseguito e sta continuando a fare come ha fatto da presidente del consiglio, essere vicino ai territori, visitando anche più volte i comuni della Toscana, adottando politiche di vicinanza alle amministrazioni locali, promuovendo manifestazioni tipiche e il recupero delle mura antiche ad esempio. La sua campagna elettorale segue questo filo per diminuire la distanza tra amministrazione e cittadini.

Che momento politico è questo?

"Io mi sono svegliata più serena, se avesse vinto Salvini non avrei certo giudicato l'intelligenza degli elettori, perché chi vota esprime il suo pensiero con diritto di farlo, ma ho la netta impressione che gli emiliani abbiano valutato il buon governo, non si è votato di pancia, come invece in altre occasioni. Se avessimo perso dove abbiamo governato bene allora avrei dovuto pensare che governare bene non serve a molto. Tutto questo mi fa sperare, mi offre uno stimolo ad impegnarsi ancora di più rispetto alla certezza che la Toscana è governata bene."

Cosa cambia per la Toscana dopo l'Emilia Romagna?

"Innanzitutto noi non dobbiamo assolutamente pensare di aver già vinto in Toscana, sarebbe sbagliato. Certo è che adesso ci evitiano il ritornello "e adesso ci prendiamo la Toscana", come le truppe d'assalto, non ci hanno liberato da nulla perche siami liberi da 75 anni. La differenza continuerà a farla la classe dirigente all'altezza della situazione. Sono convinta che tra Emilia e Toscana ci sono condizioni paragonabili ad esempio come la valutazione della sanità, il livello del lavoro, l'impegno messo dalla Regione per la promozione del lavoro, il sociale che esiste in queste due regioni che sono le prime in Italia. Ribadisco, ci siamo evitati il tormentone 'prendiamoci anche la Toscana', sarebbe stato insopportabile. Con quel motto del 'mandiamoli a casa' hanno sottovalutato l'intelligenza dell'elettore.

E' giusto osservare, estremizzando, che in Emilia ha perso il candidato della Lega e in Calabria ha vinto quello di Forza Italia?

"Beh la domanda è corretta e questo potrà portare a un riequilibrio di forze nel centro destra, probabilmente cambierà il loro modo finora arrogante di fare campagna elettorale, ma non mi interessa.

E per le elezioni al Comune di Arezzo?

"Anche per Arezzo servirà esprimere il miglior candidato possibile, provare, con le altre forze ad impostare un dibattito con la città al centro, servono un programma e un candidato credibile, perché l'Emilia ci ha dato la riprova che nelle elezioni più vicine al cittadino contano le persone, non i simboli e nemmno chi fa il comizio e poi prende l'auto e torna a casa sua. Salvini ha perso a Bibbiano e nel quartiere dove ha suonato al citofono perché non è stato credibile. Serve un candidato sindaco per Arezzo che possa interpretare la fiducia della gente, che esprima fortemente serietà e correttezza. Vorrei una città che si prenda cura con un candidato che sia una persona attenta ai bisogni degli aretini.

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E le Sardine?

"Le Sardine, io penso che abbiano rimesso in moto la voglia di partecipare, hanno mosso la coscienza di chi pensava che il voto non servisse più."

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