Sanità, Tanti: "Piano regolatore municipale per la sanità territoriale, osservatorio sul diritto alla salute e nuovo ospedale per Arezzo"

Lucia Tanti, assessore alle politiche sociali, educative, sanitarie e delle famiglia, oltre che capolista di OraGhinelli 20 25 interviene sulla sanità ad Arezzo

"Via le aslone entro il 2021 o sarà referendum. Chi ha taciuto e permesso che Arezzo perdesse la propria autonomia sanitaria come fa ad essere credibile oggi?"

"Sulla sanità alcuni importanti risultati sono stati ottenuti perché dal 2015 Arezzo, per voce del sindaco, ha smesso di piegare la schiena, abbassare la testa e dire di sì anche quando era necessario dire di no. Oggi questa città ha raggiunto la consapevolezza, dimostrata dai numeri, che la scelta del Pd toscano di toglierci l'autonomia per unirci forzatamente a Siena e Grosseto è stato l'inizio dell'indebolimento della nostra sanità nel silenzio totale di chi oggi parla di sanità pubblica da difendere e di rilancio della sanità aretina".

Così Lucia Tanti, assessore alle politiche sociali, educative, sanitarie e delle famiglia, oltre che capolista di OraGhinelli 20 25.  

"C'è voluto questo sindaco e questa maggioranza che in una dialettica leale ma mai "dipendente" con la ASL ha iniziato un percorso di contrattazione che ha portato ad ottenere alcuni risultati: dagli Stati generali della Sanità aretina - che hanno acceso un faro sulle scelte regionali e sulle carenze che la sanità aretina ha- , alla Seconda Casa della Salute nei locali del Baldaccio, fino allo sblocco molto tardivo delle risorse per il San Donato.

Non basta, le richieste che faremo per la sanità aretina sono ancora altre: pianificazione di tempi certi e di azioni certe per il rafforzamento del San Donato; attivazione del IRCCS - Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico - e definizione del Piano regolatore sulla sanità di territorio riattivando i punti di erogazione dei servizi territoriali (da Quarata ad Antria).
È poi il momento di affiancare al potenziamento del San Donato attuale, l'individuazione di un'area per il nuovo ospedale della città di Arezzo: dopo decenni e dopo la edificazione di nuovi presidi ospedalieri in molti territori della Toscana adesso la Regione, che sia a guida Giani o a guida Ceccardi, ha il dovere di investire su questa città e, non lo nascondo, in tal senso politicamente mi fido molto di più di Susanna Ceccardi".

Istituiremo poi l'Osservatorio municipale sul diritto alla salute e se entro il 2021 non sarà almeno avviato il percorso di abolizione delle aslone allora sarà di nuovo tempo di un  referendum popolare per l'autonomia della sanità aretina: è un percorso che dobbiamo a tutto il personale medico e sanitario, al volontariato e a tutta la Città. E a proposito di volontariato: in 42 anni grazie al Calcit Arezzo si è donata 30 milioni di euro, dobbiamo essere tutti orgogliosi, ma il Calcit è una risorsa e non può essere una scusa per non dare ad Arezzo le risorse che le spettano".

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