Fattori alla Diga di Montedoglio: "Dopo il crollo non è stata ripristinata, aiutiamo gli agricoltori"

"E' stata pagata da questo territorio, ma oggi la diga lascia a queste terre che la ospitano molto meno di ciò che dovrebbe dare”

Tommaso Fattori

“Rispetto a cinque anni fa, quando votammo per le scorse regionali e venimmo qui sul posto a verificare la situazione, niente è cambiato. La situazione è rimasta la stessa: il ripristino della piena funzionalità della diga di Montedoglio, tramite il rifacimento di nuovi conci in sostituzione di quelli crollati, non è ancora avvenuto e il livello delle acque è ancora dieci-dodici metri al di sotto del livello in cui dovrebbe trovarsi. Chiediamo l’accelerazione dei lavori per la messa in sicurezza e chiediamo l’abbassamento delle tariffe per gli agricoltori toscani, che continuano a pagare più di quelli umbri, per mancanza di un meccanismo omogeneo di tariffazione che invece è necessario e non più rimandabile”.

Nel suo tour elettorale che sta toccando l’intera regione, il candidato presidente per Toscana a Sinistra Tommaso Fattori è stato lungo il Tevere in provincia di Arezzo, tra i comuni di Anghiari e Sansepolcro, dove nel dicembre 2010 crollò la muraglia laterale vicina al canale scolmatore della diga di Montedoglio, “a causa di lavori fatti malamente, usando cemento di scarsa qualità – ha precisato - ma a preoccuparci oggi è il fatto che dopo dieci anni non sia stata ancora ricostruita”. “Eppure si tratta di un’opera di grande importanza che stata pagata da questo territorio, che ha perso superfici agricole e che è stato indotto a sposare una monocoltura del tabacco che ha impoverito la diversità agricola dell’area. Il fatto è che oggi la diga lascia al territorio che la ospita molto meno di ciò che dovrebbe dare”.

Durante il sopralluogo Fattori è stato accompagnato dai candidati e dalle candidate di Toscana a Sinistra della circoscrizione di Arezzo e dai rappresentanti dei comitati della zona.

“Oggi la Valtiberina non è completamente irrigata dalla diga e ci sono frazioni nelle zone limitrofe che non possono usufruire della sua acqua – ha denunciato il candidato presidente della Regione -. C’è poi il problema della gestione da parte dell’Ente Acque Umbre Toscana che sta adottando criteri disomogenei per le due regioni. In termini concreti ciò significa che gli agricoltori della parte umbra pagano meno l’acqua di quelli della Toscana, e c’è una diversa regolamentazione degli usi a fini agricoli e idro-potabili”.

“Purtroppo in molte aree della nostra regione – ha aggiunto Fattori - l’inquinamento dell’acqua di superficie e di falda ha portato un graduale peggioramento della qualità della risorsa idrica, che di anno in anno mostra dati sempre più preoccupanti. Ma invece di adoperarci per la depurazione in loco e per la conversione ad un modello agricolo differente e privo di veleni, si pensa di lasciare tutto com’è e di importare l’acqua buona da lontano, ossia da invasi come questo di Montedoglio”. “Noi di Toscana a Sinistra pensiamo che questo modello non possa più funzionare, dobbiamo migliorare la qualità della nostra acqua nelle varie aree della regione e convertire al più presto un’agricoltura che fa uso di sostanze velenose in un’agricoltura di tipo contadino e priva di pesticidi. E in questa zona occorre sviluppare nuovo colture, come quella della canapa, e un tipo di turismo lento, verde e sostenibile, che possa godere delle bellezze artistiche e paesaggistiche dell’aretino e della valtiberina, altrimenti col tempo la valle morirà e se ne andranno lentamente anche i 30mila abitanti rimasti”.

Fattori ha colto l’occasione per ribadire anche i capisaldi di una battaglia storica che Toscana a Sinistra porta avanti da tanti anni: “l’acqua è un bene comune fondamentale che deve essere gestito da soggetti di diritto pubblico, non da società per azioni che fanno profitti sulle nostre bollette. Lo diciamo da sempre, essendo stati tra i promotori del referendum del 2011 per la ripubblicizzazione del servizio idrico integrato. Purtroppo il Consiglio regionale ha fatto muro fino alla fine della legislatura e nell’ultima seduta, sia il PD che la Lega si sono messe d’accordo per far mancare il numero legale e non far votare la nostra legge per attuare quanto previsto dal referendum. Eppure gli italiani e i toscani si erano espressi nettamente a favore ma la volontà popolare è stata disattesa”.

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