Elezioni-2020

"Il degrado di Saione non si combatte con le ronde poliziesche, ma riqualificando tre piazze"

L'intervento dell'architetto Roberto Severi, candidato nella lista Pd alle elezioni amministrative per il Comune di Arezzo: "Ecco inoltre le mie idee per turismo e cultura"

Roberto Severi

Nota di Roberto Severi, architetto e 

candidato nella lista Pd alle elezioni amministrative per il Comune di Arezzo.

"Il comune e la città di Arezzo sono oggi sistemi imperfetti, ben lontani dall’essere ben funzionanti ed in grado di produrre benessere per noi cittadini. Cinque anni di governo delle destre non hanno fatto evolvere i nostri territori per stare al passo con i tempi, anzi per molti aspetti si sono viste nette involuzioni, con poche idee e senza progetti di buon livello e senza che siano stati ottenuti finanziamenti.

Dal mio punto di vista di architetto e psicologo sociale, con una visione sia degli spazi e dell’ambiente che delle relazioni sociali e delle dinamiche economiche che in quegli spazi vivono, penso che ad Arezzo siano assenti politiche di medio-lungo respiro, con una progettualità capace di far crescere in modo strutturale i nostri territori, intercettando finanziamenti europei ed anche risorse provenienti dai privati. Progetti che siano anche trasversali alle varie dimensioni della vita e dell’economia: socialità, cultura, commercio e turismo".

Qualità urbana

"Il territorio deve essere compreso e valorizzato per le proprie vocazioni: deve essere potenziato il centro storico, comprendendo anche le sue fragilità, ma anche i molti quartieri e le frazioni, ed oggi decentrare i servizi è fondamentale, come insegna l’esperienza Covid. Un esempio su tutti: Saione, un quartiere potenzialmente bellissimo, con tanti servizi e tanti abitanti, ma che oggi purtroppo mostra una certa dinamica di degrado. Dobbiamo essere ben consapevoli che la qualità non si crea con le ronde poliziesche, bensì qualificando e riqualificando: esistono almeno tre piazze da rendere socialmente attrattive; in una piazza c’è anche la chiesa che è stata ed è un importante centro di aggregazione, ma che si merita un sagrato vero e proprio, perché oggi è circondata da strade. Che la qualità urbana crei qualità sociale e rivitalizzi le dinamiche economiche lo ha già dimostrato il semplice ridisegno dei marciapiedi lungo via Vittorio Veneto, che sono divenuti spazi di passeggio e di incontro, ed insieme hanno ridato un certo respiro alle molte attività commerciali presenti. La pianificazione urbanistica non può essere occasione di inventarsi nuovi divieti per il cittadino o di scrivere norme burocratiche astruse e lontane dalla realtà, come purtroppo è stato fatto con il nuovo piano regolatore in approvazione, ma deve essere un momento di reale comprensione e valorizzazione del territorio, che in più deve essere ampiamente condiviso con i cittadini e le categorie".

Cultura e turismo

"Il nostro territorio ha bisogno anche di grandi idee per sognare, di una progettualità ambiziosa e di ampio respiro che, grazie ai finanziamenti europei per i quali il candidato sindaco Ralli ha già in mente di istituire un ufficio dedicato, possa divenire una importante realtà. Turismo e cultura devono essere coniugate. Sappiamo che non bastano gli interventi spot, per di più di bassissimo livello culturale, a strutturare una presenza di turismo di qualità e non mordi-e-fuggi, ma servono investimenti strutturali di medio-lungo periodo. Occorre disegnare preventivamente l’immagine che vogliamo veicolare all’esterno della nostra città, mi rifiuto di pensare che sia solo l’immagine di una città-giostra, che mangia panini tirolesi vestita alla medievale.

Arezzo è potenzialmente la città della musica, luogo natale di Guido Monaco e sede del Polifonico, quindi luogo privilegiato per eventi musicali. Abbiamo necessità di un teatro per la musica, un teatro di capienza di circa mille posti (secondo l’esempio di città 'gemelle' alla nostra), idoneo per contenere eventi di musica classica, lirica ma anche contemporanea.

Sfruttare un palazzo inutilizzato del centro storico come palazzo delle esposizioni temporanee, dove ospitare grandi mostre d’arte, è un’opzione cruciale sia per la vita culturale, sia per ridar vita e strutturare presenze turistiche nel centro storico.

Un’altra grande ed importante prospettiva per il futuro: le associazioni culturali giovanili aretine. Occorre ripensare profondamente le relazioni fra la città, e quindi l’Amministrazione comunale, e queste associazioni, che lavorano su una moltitudine di temi, dal teatro all’istruzione, dalla grafica alla musica, anche ripensando l’accesso ai finanziamenti ed ai progetti e favorendone il coinvolgimento nella vita pubblica".

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