Cultura. Galoppi (OraGhinelli 20 25): "Arezzo aspetta solo di mostrarsi"

"Ripartire dai nostri tesori per fare rotta verso l’Europa"

L'appello al voto di Daniela Galoppi, candidata della lista Ora Ghinelli 20 25.

Arezzo rosa dei venti. Ricordo con precisione le parole di un grande uomo di cultura, il prof. Antonio Paolucci, cittadino onorario di Arezzo, che durante una sua visita in città disse: “Ho sempre pensato ad Arezzo come una rosa dei venti, come uno strumento di precisione che indica, ai quattro punti cardinali, le direttrici di quella stagione delle arti che i manuali chiamano Rinascimento. Facciamo centro al campanile del duomo, a quella meridiana di Toscana che già Piero della Francesca, nel paesaggio che fa da sfondo ai murali della Vera Croce, indicava come fuoco prospettico e simbolico della Città. E’ da lì che bisogna ripartire per capire la storia e il destino di Arezzo”.

Sono Daniela Galoppi, orgogliosamente aretina, qui sono nata, qui vivo e lavoro, qui è nata mia figlia ed i miei due nipoti. Volutamente ho iniziato questa presentazione citando un pensiero del grande storico Paolucci, le sue frasi racchiudono la grandezza e la potenzialità di questa città. Grandezza e potenzialità, purtroppo troppo a lungo dimenticate o sottovalutate. Lo dico a ragion veduta perché ho dedicato e continuo a svolto le mie attività professionali alla valorizzazione e salvaguardia del consistente patrimonio artistico. Un patrimonio che merita di essere valorizzato e non dimenticato perché in grado di produrre economia. 

Mi sono candidata perché vorrei contribuire, con le competenze che ho acquisito negli anni, ad una rigenerazione urbana; Arezzo è un teatro naturale che offre grandi opportunità: arte, archeologia, oreficeria, musica, biblioteche, archivi, paesaggio, natura e tanto altro.

Successe ben 20 anni fa, grazie al restauro della Leggenda della Vera Croce di Piero della Francesca e al restauro del Crocifisso del Cimabue, che il mondo intero si accorse di Arezzo e Arezzo fu meta di migliaia e miglia di visitatori. In questi ultimi 5 anni si è accesa una luce che dobbiamo necessariamente alimentare. La mia ultima esperienza, come rettrice alla cultura della Fraternita dei Laici, ha valorizzato ancora di più il centro storico e Piazza Grade, quest’ultima è stata proiettata nella ribalta internazionale. Dobbiamo continuare ad alimentare questo successo, dobbiamo alimentare il vento che ci porterà verso l’Europa.

Sono pronta e molto motivata a contribuire alla crescita culturale e turistica di Arezzo con progetti ambiziosi, per renderla più competitiva, sempre più europea e, soprattutto, per stimolare i giovani a credere nelle proprie radici e nella propria identità civica e di appartenenza. Da qui dobbiamo ripartire.

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