Cronaca di un ballottaggio (non troppo) annunciato. Ghinelli favorito, Ralli ci prova. Il borsino delle forze in campo

Il sindaco uscente si ferma alla soglia del 47%, mentre nel comune di Arezzo la Ceccardi è arrivata al 49%. I motivi di un primo posto col sorriso a metà, il ruolo di Donati e degli altri candidati. Il centrosinistra attende la sfida del 4 e 5 ottobre

Alessandro Ghinelli e Luciano Ralli

  I sondaggi delle settimane precedenti hanno oscillato parecchio, chiarendo però che la partita era una soltanto: ballottaggio o meno. E a seggi ormai chiusi, l'exit poll di lunedì aveva confermato le sensazioni di incertezza: Ghinelli sindaco di Arezzo al primo turno o verdetto rinviato di due settimane? Con l'inizio dello spoglio le proiezioni avevano dato una pacca sulle spalle del primo cittadino uscente: addirittura 51,1%. Un dato, però, eroso col passare delle ore dallo scrutinio, fino all'assestamento su quota 47%. Nonostante i timori del primo competitor, Luciano Ralli, che ha vissuto con ansia in piazza Sant'Agostino lo spoglio di metà pomeriggio dei seggi Aldo Moro (Tricca), che hanno sì sorriso a Ghinelli, ma senza esagerare. E così, alle 16, il dottore candidato ha capito che avrebbe giocato i supplementari, pur fermandosi poco sopra il 35%.

Tutti i risultati, lista per lista

Cosa succede adesso?

Si voterà ancora il 4 e il 5 ottobre, stavolta scelta binaria: Ghinelli o Ralli. Dodici punti di distacco sono un fossato enorme da riempire, cinque anni fa, per dire, Ghinelli ne doveva recuperare 8 - poco più - e, quando vinse, l'impresa apparve neppure troppo vagamente epica. Strada in discesa per l'inquilino uscente di Palazzo Cavallo? In apparenza sì. Basterebbe racimolare qualche elettore col cuore a centrodestra che stavolta ha fatto scelte diverse, Prima Arezzo o magari Movimento 5 Stelle. Facile a dirsi, meno a farsi. E l'astensione (vedi 5 anni fa), potrebbe rimescolare qualche carta. C'è un tema che, come un tarlo, rode il centrodestra: perché Ghinelli, nonostante il profilo istituzionale, guadagnatosi in 5 anni di amministrazione, e la forte esposizione mediatica degli ultimi mesi quale sindaco "responsabile" nella lotta al Covid, non è andato oltre il risultato della Ceccardi alle regionali (49%)? Nel centrodestra c'è chi parla di sovrastima dei sondaggi. E poi la dispersione verso Butali (che ha ottenuto il 2%) e, sensibile quota del 9%, verso Donati. Ci sarebbe poi da valutare la questione dell'effetto "rischio paralisi dell'amministrazione con Ghinelli condannato", agitato come spettro da Ralli negli ultimi giorni di campagna, che in teoria avrebbe colpito gli aretini. Ma la coalizione su questo fronte appare tranquilla: l'inchiesta Coingas non spaventerebbe, Ghinelli - è la versione di chi lo sostiene - nella malaugurata ipotesi di condanna sarebbe sospeso e le chiavi del Comune temporaneamente affidate al vice. 

Una prima analisi

La prima forza del comune torna il Partito Democratico, in un quadro provinciale non ancora positivo per le forze di centrosinistra, come testimoniato dall'esito delle regionali. Il Pd arriva a quota 24,5%, bene anche se undici punti in meno rispetto a 5 anni fa. Molto ha inciso Donati (oltre il 9%), che forse s'è portato dietro larghe fette di ex renziani, e poi c’è l’esordio positivo della Lista Ralli, che supera il 4%. La sinistra di Arezzo 2020 va oltre il 4% (lieve flessione rispetto a 5 anni fa). Non sfonda Curiamo Arezzo che è al 2,7%, male la lista “giovane” Arezzocista!, sotto l'1%. Nel centrodestra exploit di Fratelli d'Italia (12,5%, triplicato il risultato del 2015); Lega col 14%, in sintonia con un contesto provinciale estremamente favorevole per le forze di opposizione nazionale. Ok, nonostante l'assenza tra i candidati di due assessori uscenti di peso come Gamurrini e Comanducci e la mancanza della componente Cornacchini-Rossi, la lista del sindaco OraGhinelli, che migliora la performance di 5 anni fa (13%). Civitas non va oltre l'1,4%, mentre Forza Italia, grazie all'alleanza con Arezzo nel Cuore, può sorridere (supera il 6%), rispetto al trend nazionale. E con quasi 2 punti percentuali in più rispetto al dato toscano delle regionali.

Dietro Donati, (ottimo risultato: oltre il 9%), ci sono Menchetti del M5S, che non sfonda il tetto del 4%, Butali (Prima Arezzo) che si dice soddisfatto del 2%, Farsetti (Patto Civico) che è invece deluso dall'1,4%. In coda la battaglia comunista finisce ad appannaggio del Pci di Laura Bottai contro il Pc di Facchinetti, entrambi però sotto l'1%.

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