Romizi e Cecchi: "Lei, Roggi, non è padrone di niente dentro Arezzo Casa"

"Arezzo casa spa non è un feudo. Lei avrà anche migliorato il suo status economico-sociale, ma non per questo è diventato un signore feudale: è soltanto presidente pro-tempore di una società di gestione di cui non le appartengono né le risorse umane che lavorano nell’azienda né gli alloggi popolari"

"Lei, Lorenzo Roggi, non è padrone di niente dentro Arezzo casa spa: da parte sua, è grave e inopportuno scrivere “la mia azienda”, “i miei dipendenti”, “le famiglie che vivono nei miei alloggi”. Francesco Romizi e Gabriella Cecchi della lista di Arezzo 2020, per cambiare a sinistra, che sostiene Luciano Ralli a sindaco di Arezzo risponde al presidente di Arezzo Casa Lorenzo Roggi che aveva pubblicato una sorta di lettera dopo l'analisi di Romizi e Cecchi sulle case popolari. 

"Arezzo casa spa non è un feudo. Lei avrà anche migliorato il suo status economico-sociale, ma non per questo è diventato un signore feudale: è soltanto presidente pro-tempore di una società di gestione di cui non le appartengono né le risorse umane che lavorano nell’azienda né gli alloggi popolari. Le abitazioni Erp costituiscono un patrimonio pubblico, sono state quasi tutte costruite ben prima del suo approdo nella società: dopo una guerra disastrosa che ha ridotto in macerie Arezzo e la sua provincia, una classe politica nuova – facente parte del così detto “arco costituzionale” – ha ricostruito questa città e l’ha dotata di oltre 1500 alloggi popolari. In breve tempo e in poco spazio non possiamo considerare nel dettaglio il fiume di parole che lei ci ha riversato addosso, affastellando di tutto: questioni dell’azienda, lacrimevoli ricordi della sua gioventù, autovalutazione esorbitante delle sue capacità manageriali, espressioni di stima così cortigiana da risultare imbarazzante, nei confronti del suo precedente datore di lavoro, senatrice Nisini. E non ci sembra neanche ne valga la pena. Sia chiaro però che non temiamo in nessun modo di confrontarci (o di scontrarci, se lei preferisce) sia sul piano politico, sia su quello giuridico, per tutto ciò che riguarda la gestione e le vicende, presenti e passate, dell’edilizia residenziale pubblica di Arezzo. Per quanto riguarda la vicenda di via Malpighi rimangono inalterati tutti i quesiti e i ragionamenti esposti nel nostro comunicato del 15 settembre. Resta fermo che l’amianto è stato rimosso soltanto quando è pervenuto il relativo finanziamento collegato alla Legge 80/2014, procedendo secondo l’ordine di graduatoria degli interventi finanziati nell’ambito della provincia di Arezzo."

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