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Barzanti, Pci: “Berlinguer voterebbe no al referendum”

Lo ha detto il candidato a presidente della regione Toscana del Pci, Marco Barzanti

“Enrico Berlinguer voterebbe per noi perché siamo il suo partito. Berlinguer era un comunista italiano. Inorridirebbe al pensiero che la sua immagine talvolta la si trova, a dire il vero sempre meno, nelle sezioni del Pd, che è un partito neoliberista dal vago stampo riformista, triste involuzione di una socialdemocrazia europea che ha abbandonato i capisaldi delle forze progressiste per sposare i valori e gli interessi delle lobby e dei gruppi di potere legati al sistema bancario e finanziario. Berlinguer voterebbe noi perché noi siamo lui e ci battiamo, come lui ha fatto in vita, per l'emancipazione delle masse, per il popolo, per la sanità pubblica e per la scuola, per il diritto alla casa e per il lavoro, per ridare voce, speranza e rappresentanza a chi ogni giorno, grazie anche al Pd, vede calpestata la propria dignità”.

Lo ha detto a Firenze, in occasione di un flash-mob svolto stamani, domenica 13 settembre, a sostegno della campagna elettorale del Partito comunista italiano, il candidato a presidente della regione Toscana del Pci, Marco Barzanti, che ha precisato: “Oltre a votare noi alle elezioni regionali, Berlinguer voterebbe No al referendum costituzionale sulla riduzione del numero dei parlamentari. Una banda di politicanti improvvisati, senza un reale collegamento con il popolo, vuole togliere rappresentanza ai cittadini e alle cittadine italiane solo per buttare fumo negli occhi. Noi diciamo No come direbbe Berlinguer e come d'altronde dicono tutti i 'grandi vecchi' del Pci storico ancora in vita, da Aldo Tortorella ad Emanuele Macaluso, che sono sicuro guardano con simpatia alla ricostruzione del Partito comunista italiano”.

Barzanti, infine, ha fatto un passaggio sulla legge elettorale toscana: “È una legge indegna, iniqua, molto peggio della legge truffa del '53. Impone a un partito che non è già presente in consiglio regionale di dover raccogliere circa 13 mila firme per presentarsi in tutti i collegi, mentre chi è già presente deve raccoglierne globalmente poco più di cento. E per entrare in consiglio, poi, vi è lo sbarramento del 5 per cento se una lista si presenta da sola. Un attacco alla democrazia. Noi ci batteremo, subito dopo le elezioni, indipendentemente dal risultato, per cambiare questa legge e dotare la Toscana di una norma elettorale democratica e non oligarchica. Intanto chiediamo a tutti coloro che sentono dentro un richiamo o l'appartenenza al Pci che ha fatto l'Italia di votare per il ricostituito Partito comunista italiano che, dopo una lunga battaglia politica e legale, si è visto riconosciuto il diritto a ripresentarsi con il proprio nome e il proprio simbolo alle regionali in Toscana”.

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