Via Malpighi, il Gattolino, l'esposto in Procura e il nuovo direttore. Roggi risponde a Romizi sulle case popolari

Il presidente di Arezzo Casa Lorenzo Roggi risponde a Francesco Romizi di Arezzo2020 che aveva attaccato la gestione delle politiche per la casa del Comune e dell'ente gestore 

Lorenzo Roggi è l'attuale presidente di Arezzo Casa

"La sinistra che parla di politiche abitative? Fa già ridere cosi. Io mi chiedo con che coraggio esponenti della sinistra aretina possano parlare di case popolari." Il presidente di Arezzo Casa Lorenzo Roggi risponde a Francesco Romizi di Arezzo2020 che aveva attaccato la gestione delle politiche per la casa del Comune e dell'ente gestore 
"Non ho mai scritto niente perchè volevo tutelare la mia azienda e i miei dipendenti, che sono la cosa più preziosa che ho. Ma davvero ora non posso stare zitto. Non mi piace fare campagna elettorale, non mi serve. Non mi sono mai candidato. E mai lo farò. Avrei potuto fare articoloni di giornale in cerca di rumore già l'anno scorso, urlando allo scandalo. Ho preferito lavorare a testa bassa, cercando di risolvere i problemi, negli interessi dei miei utenti e dei miei dipendenti. Ma poi leggendo certe cose ho deciso di scrivere."

Capitolo via Malpighi

"Se non fosse stato per le battaglie fatte da me in ArezzoCasa come vicepresidente del Cda, delle battaglie di Nisini e Bardelli in consiglio comunale, l'amianto sarebbe sempre lì. Basta cercare in rete gli articoli dell'allora presidente Dindalini che non lo riteneva una priorità, e dichiarava che non avrebbe fatto i lavori del tetto. Si mise contro anche al Sunia, ricordate? Quando il Comune poi decise di fare comunque il lavoro in danno di ArezzoCasa, magicamente l'amianto è sparito.

Le graduatorie per le case popolari

"Con il regolamento fatto dall'assessore Nisini e approvato dalla giunta Ghinelli,  stravolta la percentuale degli aretini andati in assegnazione. Non è un'opinione. È storia. Andate a leggere i numeri" scrive ancora Roggi.

Arezzo Casa

"Mancava un direttore generale da anni. Situazione che ha generato un vero e proprio disastro. Assunto immediatamente con concorso pubblico, trasparente, è arrivato in azienda il dottor Fabrizio Raffaelli, manager con anni di esperienza nella pubblica amministrazione. Figura indispensabile, senza la quale non avremmo mai potuto iniziare la grande rivoluzione che terminerà tra due anni, e che traghetterà questa azienda nel nuovo millennio, dove dovrebbe stare da un bel po'. Andiamo avanti. ArezzoCasa ha, in un fondo rischi, accantonati circa un milione di euro che potrebbe dover versare all'Inps. Chi creò la società allora, quelli bravi, quelli di sinistra, ci registrarono come mediatori immobiliari  (avete capito bene ) e da allora ci viene chiesto di contribuire come fossimo un'azienda che fa profitto. Da qui, infinite cause legali (molte delle quali ancora in atto, ArezzoCasa Spa è del 2003.) Il nostro codice Ateco è sbagliato. Che sia chiaro, durante il lockdown Covid, io avrei dovuto chiudere. Perchè un mediatore immobiliare non è un soggetto indispensabile. Siamo rimasti aperti, al servizio della provincia, perché io mi sono preso la responsabilità di non chiudere. Sarebbe stato disastroso. Ho rischiato. Lo rifarei. Prima vengono le famiglie che vivono nei miei alloggi, poi tutto il resto. Al mio arrivo mancavano tutti i più elementari strumenti di governance aziendali (ArezzoCasa non ha un albo fornitori, ne stiamo costruendo noi uno per l'edilizia, uno per l'affidamento pratiche legali ecc. ). Non erano previsti accordi quadro per i lavori, tutto avveniva in affidamento diretto. C'erano alloggi da risultare (ristrutturare) che aspettavano da più di un anno. I sindacati in azienda? Mai visti prima. Stiamo facendo noi concertazione per regolamentare tutto. L'accordo decentrato, la produttività, il riassetto della pianta organica, fino ad oggi faceva tutto il presidente. In autonomia. Abbiamo approvato un bilancio (2019) dal quale abbiamo dovuto togliere 323mila euro che abbiamo dovuto restituire alla Regione Toscana, in quanto percepiti indebitamente. Rischiando di chiudere l'annata in rosso. Ci verranno restituiti non appena avremo finito i lavori del cantiere del “Villaggio Gattolino”. Roba di giorni, e poi finalmente, le famiglie che hanno titolo, potranno entrare negli appartamenti. Aspettano da due anni. Una situazione identica c'era anche a Poppi. Risolta e conclusa il mese scorso. Che disastro. Abbiamo dovuto fare un esposto alla Procura della Repubblica. Una cosa dolorosissima ma inevitabile, perchè due cantieri risultavano finiti, ma così non era.
Tutto questo i soci, cioé i sindaci della provincia, glielo abbiamo detto all'assemblea, l'organo più importante che ha una spa. Non siamo corsi a raccontarlo ai giornali perchè non crediamo, ne io ne il mio Consiglio di Amministrazione, che si vada avanti a colpi di stampa. Ma quando è troppo è troppo."

Capitolo Via Funghini

L'immobile nuovo non ha nemmeno venti anni, cade a pezzi. Si parte dal tetto, 200.000 euro stanziati per quest'anno, e poi faremo tutto il resto. In via Funghini pioveva negli appartamenti anche nel 2018, nel 2019, ma allora c'erano quelli bravi. Quelli di sinistra. Vogliamo parlare di curriculum?Di competenze? La sinistra che mette un apicultore alla guida di Tiemme Spa, un suo omonimo alla guida di ArezzoCasa per 10 anni che, si legge dal curriculum nel sito, è stato segretario dei Ds, sindaco di Civitella e appunto presidente di ArezzoCasa."

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La presidenza di Roggi

"Sono stato valutato per tutto, appartenenza politica, idee, intercettazioni. Ma mai per il mio operato. Tra due anni, alla fine di questo mandato, verrete a riprendervi una azienda diversa, migliore, e finalmente trasparente. Li, farete le valutazioni del caso. Per adesso, dovreste avere la decenza di tacere. Quelli che gridavano alle dimissioni per il mio avviso di garanzia non hanno fatto altrettanto quando è arrivato quello a Massimiliano Dindalini ( al quale esprimo massima solidarietà). Ma lui, è della parte giusta. Si sa, bisogna essere garantisti, a giorni e colori alterni. "Il Lollo, come dice il suo curriculum, prima di fare il collaboratore della Senatrice Nisini ha lavorato 10 anni per la Croce Rossa Italiana, e quello si, è stato il suo incarico più prestigioso. Caro Francesco, mi occupo di sociale da quando ho 15 anni. Sono sempre stato a fianco dei più deboli e dei più poveri ovunque ce ne sia stato bisogno. Ho visto terremoti, alluvioni, emergenze, e non mi sono mai tirato indietro. Non lo farò nemmeno questa volta. Ho fatto collette alimentari, raccolte di vestiario, festival del volontariato, missioni al fianco di chi ne avesse bisogno. E ora, come presidente faccio lo stesso. Aiuto gli ultimi. Come posso, dando sempre il 110%. Si, ho collaborato con la Senatrice Nisini. Una donna straordinaria che ha sacrificato tutto quello che aveva per stare sul campo. Sempre presente. Sempre. E' stato un grande onore per me. Ho fatto il Vice Presidente di Arezzo Casa per un mandato, ma è la prima volta nella mia vita, che “ campo “ di politica. Fino al settembre 2019 (
avevo 42 anni ) ho vissuto del mio lavoro. Mi rendo conto che a sinistra questa cosa suoni male, che sia per lo meno irrituale. Ma esistono molte professioni. Non soltanto quelle che ci crea il partito. Il sindaco Ghinelli ha creduto in me. E questo per molti è insopportabile. State ancora cercando la mia giacca, la mia cravatta, e il mio nuovo taglio di capelli. Troverete invece sempre il vecchio Lorenzo. Quello che non molla. Quello che fa quello che è giusto fare. Fino alla fine. Chi mette in dubbio le mie competenze, non ha che da chiedere un confronto. Cosi magari scoprirà cosa sono le case popolari, e quali sono i problemi dei poveri, sempre che non gli faccia troppa impressione guardarli negli occhi."






 

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