Arezzo 2020: "Finalmente riparte la scuola ma...", dubbi e perplessità sul rientro in classe

"Il prolungato silenzio dell’amministrazione su questa enorme tematica e la mancanza di coinvolgimento delle famiglie ha aumentato questo strisciante malumore, che può essere appreso  anche sui social"

"Finalmente riapre la scuola". Inizia così la nota stampa che porta la firma di Barbara Peruzzi, Daniele Peruzzi, Francesco Agostini, Francesco Romizi, candidati al consiglio comunale con la lista Arezzo 2020.

"I sentimenti rispetto a questo nuovo inizio sono contradditori: se da un lato emerge la gioia degli studenti di ogni età per potersi rivedere ed incontrare ( perché la scuola è socializzazione oltre che didattica e studio), dall’altra si palesa un’enorme preoccupazione dei genitori, soprattutto per coloro che hanno i figli che frequentano le scuole primarie. Il prolungato silenzio dell’amministrazione su questa enorme tematica e la mancanza di coinvolgimento delle famiglie ha aumentato questo strisciante malumore, che può essere appreso  anche sui social. Rispetto al pre e dopo scuola la Regione Toscana ha tolto “ le castagne dal fuoco” all’ amministrazione fornendo le linee guida sull’organizzazione del suddetto servizio. I criteri per usufruire del  famigerato Buono Conciliazione ci sembrano poco equi. Attraverso la presentazione dell’Isee potranno accedervi solo le famiglie con un reddito inferiore ai 5000 euro lordi e non sono previste altre fasce. Inoltre altro criterio è la non disponibilità assoluta dei nonni a sostituire i genitori. Ma non erano considerati soggetti fragili? Riguardo a quello che concerne il servizio mensa emergono diverse criticità. La prima è che non tutti i servizi mensa saranno garantiti per la prima settimana di scuola. Non era possibile organizzarsi prima? La seconda è l’aumento (procapite) di 0,71 centesimi della retta mensile (che il Comune si è impegnato a coprire ) che non è stato giustificato in alcun modo. A cosa serve ? Altri operatori? Per prodotti di sanificazione? Il terzo punto è il menù della scuola che è stato modificato baipassando la famiglia e senza sapere in cosa e come. Ultima cosa l’utilizzo del monouso rispetto alle stoviglie. Possiamo intuire che sia per motivi strettamente igienici , ma una spiegazione? Infine vorremmo porre l’accento sulla chiusura dei plessi causa elezioni. Ci chiediamo: non sarebbe stato più funzionale utilizzare spazi come C.A.S., sedi di polisportive, ex Circoscrizioni, Circoli A.N.S.P.I , palestre? Ciò che emerge da queste mancanze è un’amministrazione evidentemente in affanno su tutte le questioni elencate. Una politica che non si occupa dettagliatamente dei bambini, delle famiglie e delle pari opportunità non ha a cuore il futuro della propria comunità".

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