"Quel presidio della Municipale piccolo, costoso e senza l'ok degli uffici comunali", l'affondo di Arezzo 2020

Romizi e Cecchi contro la decisione della giunta di aprire il presidio di piazza Guido Monaco "in barba ai pareri sfavorevoli degli uffici competenti e con una spesa di 61mila euro"

"Un presidio non a norma, costoso e aperto contro il parere dei dirigenti degli uffici comunali". L'affondo di Arezzo 2020  sul presidio della Polizia Municipale in piazza Guido Monaco infiamma la campagna elettorale. Con una conferenza stampa la lista civica guidata da Francesco Romizi e Gabriella Cecchi ha portato l'attenzione su quella che considerano una "scelta che ha moltissime criticità e nessuna utilità, se non quella elettoralistica".

I due rappresentanti di Arezzo 2020 hanno ricostruito i passaggi che hanno portato alla realizzazione del presidio, partendo dal luglio 2019, quando la giunta comunale deliberò di "cercare, in affitto, un locale in piazza Guido Monaco, per usarlo come “presidio del Comando della polizia locale di Arezzo". Dove? "Affacciato sulla piazza, neanche un metro più in là".

Così si mise in moto il meccanismo per la ricerca del fondo giusto: venne pubblicato un avviso pubblico "per raccogliere eventuali offerte di locazione. Ma nessuna delle proposte che arrivano al Comune risponde ai requisiti previsti" e a settembre 2019 la procedura rimase senza esito. 

Secondo la ricostruzione di Arezzo 2020, la pratica tornò all’esame della giunta il 23 dicembre, quando fu deciso "di attivare una nuova procedura per il reperimento del locale di cui trattasi … anche in relazione alla potenziale mutata disponibilità di immobili ubicati in piazza Guido Monaco".

Il locale, che l'amministrazione aveva intenzione di affittare per sei anni, doveva avere dei requisiti: "essere idoneo ad un “ufficio pubblico” quale è il presidio del Comando della Polizia Locale di Arezzo; rispettare, tra le altre cose, la conformità degli impianti tecnici, la rispondenza alle norme in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, le norme in materia di abbattimento delle barriere architettoniche; avere una superficie utile superiore a 15 mq, anche su più piani “compresi e non esclusi piani interrati e/o soppalchi, oltre a servizio igienico e locali accessori”.

E così, spiega Arezzo 2020, che si arrivò al nuovo bando, pubblicato dal 9 gennaio al 10 febbraio 2020. Questa volta il Comune ricevette 2 offerte: una per un locale in piazza Guido Monaco 8/b, l’altra per un locale a pochissimi metri di distanza, in via Petrarca 1, cioè dietro l'angolo. "Quest’ultima offerta viene respinta perché manca l’affaccio sul perimetro della piazza. Dunque rimane una sola possibilità locativa" sostengono Romizi e Cecchi. 

I problemi però sarebbero sorti in occasione del primo sopralluogo, avvenuto lo scorso marzo. "Il locale non sembra corrispondere alle autorizzazioni edilizie rilasciate nel corso degli anni - sostiene Arezzo 2020 - dai verbali emerge che il piano interrato non ha le altezze necessarie e il wc lì realizzato è fuori norma. La vetrata e la porta di accesso non sembrano corrispondere a requisiti di sicurezza. Mancano il riscaldamento, la fibra ottica, la linea telefonica. L’impianto elettrico non è conforme e deve essere “rivisto totalmente”. Occorrono dunque “importanti interventi manutentivi, sia dal punto di vista impiantistico, sia sotto il profilo igienico-sanitario, nonché di accessibilità al pubblico”.

Dopo una serie di accertamenti e pareri degli uffici tecnici del Comune, arriva il parere dell'Ufficio Patrimonio, che sembra "bocciare" la possibilità della locazione. E' il 1 giugno 2020 quando "Il direttore dell’Ufficio Patrimonio, con un suo dettagliato provvedimento dichiara che l’immobile 'risulta non conforme alle caratteristiche tecniche oltre che mancante dei requisiti contenuti nell’avviso pubblico' determinando di 'non procedere all’aggiudicazione … in quanto nessuna delle istanze è risultata rispondente ai requisiti e alle conformità stabilite nel bando suddetto.”

La giunta però decide comunque di aprire quel presidio "per ragioni di “sicurezza e tutela della salute pubblica”. "Quel locale consentirà (incredibile ma vero) - commenta Romizi - anche una migliore prevenzione del Covid 19, si legge nella delibera. Dunque, in barba ai pareri sfavorevoli degli uffici competenti, la giunta delibera di affittare il locale per 6 anni, prevedendo e impegnando un costo complessivo di oltre 61 mila euro". 

Alla fine, stando alla ricostruzione di Arezzo 2020, il presidio non sarà aperto al pubblico, ma ospiterà  al suo interno un agente "e l'ufficio manutenzione dovrà provvedere a tutti gli adeguamenti, per una cifra che non  conosciamo ancora". 

In pratica, conclude Arezzo 2020 "II Comune ha preso in locazione un locale composto di un piano terra che si riduce a circa 16 metri quadrati utili, poiché il soppalco e l’interrato sono da considerarsi inagibili. Il locale è tuttora chiuso e non utilizzato: sarà forse inaugurato il giorno prima delle elezioni?"

Poi l'attacco degli esponenti della lista civica: 

"Ghinelli e la sua giunta hanno la responsabilità di scelte di facciata per vendere fumo, fatte male, sbagliate. Lo dimostrano due fatti molto concreti, uno grande ed uno piccolo. Quello grande è il trasferimento, illogico oltre che onerosissimo, della caserma della Polizia Municipale in via Filzi. Quello piccolo, ma ugualmente grave, è l'affitto di un locale striminzito in piazza Guido Monaco per farne un presidio della Municipale, un "bugigattolo" per chiamarlo col proprio nome, per di più fuori norma per i cittadini, costoso e contro il parere di merito dei dirigenti degli uffici comunali.

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La sicurezza è un requisito fondamentale della convivenza nell’ambito urbano Non basta e non serve “marcare” una sola piazza della città – come ha fatto la giunta Ghinelli – per ragioni di demagogico tornaconto politico, alla vigilia delle elezioni comunali. Si deve perseguire attraverso molteplici politiche, con serie attività di controllo e di prevenzione, con risposte di carattere sociale, con azioni volte a rigenerare quartieri, strade, parchi attraverso attività commerciali, culturali, sociali".

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