Angelo Rossi e Marco Casini: un programma per Saione

Angelo Rossi per la regione Toscana  e Marco Casini per il comune di Arezzo sono promotori di un programma speciale per Saione

Angelo Rossi noto commerciante del quartiere e Marco Casini residente a Saione da 18 anni sono candidati per Forza Italia Arezzo nel cuore, il primo alla Regione Toscana e il secondo per il Comune di Arezzo. Entrambi conoscono bene le criticità del quartiere e negli ambiti istituzionali in cui sono candidati, Regione toscana e Comune di Arezzo, si faranno promotori di portare la voce del quartiere più multietnico della città. 

"Il degrado delle periferie urbane - commenta Rossi-  fino a pochi anni fa colpiva solo le grandi metropoli, ora anche centri come Arezzo corrono il rischio che zone della città si isolino dal resto, siamo in un momento decisivo in cui ancora ci sono margini di recupero, servono programmi di rilancio che coinvolgano non solo il singolo comune ma che partano da iniziative di politica regionale. Per questo il mio slogan è porta Saione in Regione".

In questi giorni è partita la distribuzione di una lettera aperta di Casini ai cittadini del Quartiere accompagnata da 11 azioni di immediata realizzazione.

"Ho sentito il bisogno di raccontare la mia esperienza personale - dichiara Casini – accanto al tema della sicurezza e del rispetto delle regole che per me sono imprescindibili, bisogna iniziare a dialogare con la parte sana delle persone con cui viviamo, solo così possiamo superare le barriere ideologiche, paure e diffidenze. Un assessorato esclusivo per Saione come punto di riferimento istituzionale che si ponga come garante di scelte condivise sarebbe un segnale forte che la prossima amministrazione può dare all’intera città".

Questo il testo della lettera di Casini: 

Cari Vicini abito a Saione da 18 anni. Il nostro è un quartiere con alcune criticità diverso dalle altre zone e frazioni della città di Arezzo, in cui ci siamo trovati a vivere troppo velocemente, sotto lo stesso tetto, con persone di etnie provenienti da diversi paesi del mondo. Anche io sono stato spettatore inerme di situazioni criminali o semplicemente ho fatto i conti con usi e costumi diversi dalla nostra tradizione. Sono convito che le regole debbano essere rispettate da tutti e i controlli da parte delle forze dell’ordine continui, ma la narrazione di Saione come zona rossa mi sembra un'eccessiva cultura del “paurismo” che fa bene solo a chi delinque. Il nostro quartiere può avere un nuovo slancio e creare un modello per la nostra città.

In questi anni mi sono imbattuto con vicini di casa stranieri con abitudini fastidiose e culture diverse, da un confronto vero è nata una nuova ed imprevista cordialità… a volte basta poco per rimettere le cose al giusto posto.

L’esperienza di conoscere, andare verso l’altro, iniziare ad ascoltarci e dialogare può superare le barriere ideologiche, paure e diffidenze. Questo passo può portare a dei vantaggi. Sono convinto che la maggior parte degli stranieri che hanno attraversato mezzo mondo e che ora vivono il nostro quartiere hanno lo stesso desiderio di vedere felici i propri figli e di collaborare per vivere in tranquillità come lo vogliamo noi che siamo da sempre Aretini.

La politica, con estremo realismo, evitando l’assistenzialismo fine a se stesso, deve equilibrare le aspirazioni dei singoli e dei gruppi, avendo ben chiaro l’interesse dell’intera cittadinanza. I gruppi particolari devono prendere coscienza che la loro vita va armonizzata con le regole che la collettività si è data.

Per questo motivo sarà un mio impegno portare all’attenzione del Sindaco Ghinelli la necessità di un assessorato specifico per Saione e la creazione di un tavolo di lavoro permanente con la presenza delle istituzioni, degli abitanti del quartiere, italiani e non italiani, associazioni del terzo settore, dei rappresentati delle scuole e dei commercianti che operano nella zona. Un gruppo di lavoro che abbia caratteristiche diverse da quelle istituite fino ad ora e che si ponga come garante di scelte condivise

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